Ricordando il padre della gelateria italiana

Il 9 febbraio del 1651 nasceva Francesco Procopio Dei Coltelli, passato alla storia per aver aperto la prima gelateria italiana a Parigi

Ricordando il padre della gelateria italiana

Chi ha inventato il gelato? Un siciliano a Parigi! Grandi e bambini amano gustare la cremosa prelibatezza sia d’estate che d’inverno, ma non tutti conoscono Francesco Procopio Dei Coltelli, del quale oggi ricorrono 371 anni dalla nascita

È nella terra della contaminazione culturale e gastronomica per eccellenza, la Sicilia, che uno dei dolci più apprezzati al mondo come il gelato trova la sua origine. Francesco Procopio Dei Coltelli, un siciliano vissuto nella metà del XVII secolo (9 febbraio 1651 - 10 febbraio 1727), lungimirante e dal moderno spirito imprenditoriale, emigrato giovanissimo dalla sua terra, arriva a Parigi portando con sé entusiasmo e creatività uniti ad una macchina per la lavorazione del sorbetto (ereditata dal nonno) e apre, nel 1686, il suo Café Procope, al numero 13 di Rue de l’Ancienne Comédie. 

E’ proprio qui, in uno dei primi caffè di Parigi e di tutta l’Europa, dove si servirono nei decenni a seguire Voltaire, Rousseau, Balzac, Hugo, Diderot, D’Alembert, Robespierre fino a Napoleone, che il siciliano nato ai piedi dell’Etna ha dato vita al gelato, rielaborando la tradizione araba del sorbetto (da sherbet, cioè dolce neve). Egli sostituì il miele con lo zucchero, aggiunse un pizzico di sale al ghiaccio tritato per mantenerlo più a lungo e utilizzò frutta fresca (fragole, arance, limoni), fiori di gelsomino e cannella. Tutto questo gli valse non solo il gradimento degli avventori del suo caffè, divenuto nei decenni uno dei luoghi di ritrovo più famosi della Ville Lumière, ma addirittura il riconoscimento reale attribuitogli dal Re Sole Luigi XIV, che lo nominava produttore esclusivo di questa dolce prelibatezza oltre alle acque gelate (le granite) ai fiori d’anice, di cannella, di limone, arancia e gelsomino.

Il Cafè Procope, oggi divenuto Cafè Restaurant Le Procope, conserva ancora la memoria storica di tutta l’eleganza degli specchi, dei velluti e dei marmi di un tempo, e oggi è inserito nella lista dei monumenti storici della capitale francese, punto di attrazione per migliaia di visitatori appassionati e amanti dell’haute cuisine parigina cui il siculo Procopio diede il suo determinante contributo.  

Nella storia della cultura gastronomica internazionale, molti hanno tentato in epoche e spazi diversi di appropriarsi della paternità del gelato: naturalmente non ci sono certezze assolute, ma al contempo è pienamente documentato che la prima gelateria fu proprio quella di Francesco Procopio Cutò, nome poi divenuto per opera della translitterazione francese Des Cuteaux, ovvero Dei Coltelli

Francesco Procopio attraverso la sua inventiva ed il suo caffè parigino ha il merito di aver fatto uscire dai confini regionali l’usanza arabo-siciliana di consumare ghiaccio tritato (spesso addirittura la neve dell’Etna) mescolato a sciroppi, frutta e miele e di averne migliorato la consistenza e la cremosità grazie a quella macchina inventata con il nonno e nel tempo da lui stesso perfezionata. Fu a Parigi che, nel tempo, a quella neve dolce si aggiunse il latte magistralmente miscelato con altri sapori di Sicilia come le mandorle, i pistacchi e gli agrumi

Da allora, la creatività e la maestria dei mastri gelatieri ha fatto il resto, portando il gelato in tutto il mondo e rendendolo al nostro tempo il dolce più desiderato e consumato che ci sia. 

Scritto da Viviana Di Salvo

Laureata in lettere con indirizzo storico geografico, affina la sua passione per il territorio e la cultura attraverso l’esperienza come autrice televisiva (Rai e TV2000). Successivamente “prestata” anche al settore della tutela e promozione della salute (collabora con il Ministero della Salute dal 2013), coltiva la passione per la cultura gastronomica, le tradizioni e il buon cibo con un occhio sempre attento al territorio e alle sue specificità antropologiche e ambientali.

0 Commenti

Lasciaci un Commento

Per scrivere un commento è necessario autenticarsi.

 Accedi


Altri articoli