I frutti

Una poesia in cui Pablo Neruda ricorda le bontà della cittadina di Frascati, segnata dalla guerra ma anche luogo di rinnovo della natura

I frutti

I frutti

Dolci olive verdi di Frascati,
polite come puri capezzoli,
fresche come gocce d'oceano,
concentrata, terrena essenza!

Dalla vecchia terra
scavata con le unghie e cantata,
rinnovati ogni primavera,
con la stessa malta
degli esseri umani,
con la stessa materia
della nostra eternità, perituri
e nascituri, ripetuti
e nuovi, oliveti
delle secche terre d'Italia,
dal generoso ventre
che con dolore
continua a partorire delizia.

Quel giorno l'oliva,
il vino novello,
la canzone del mio amico,
il mio amore lontano,
la terra bagnata,
tutto così semplice,
così eterno
come il chicco di grano,
lì a Frascati
i muri bucherellati
dalla morte,
gli occhi della guerra alle finestre.

Però la pace mi riceveva
con un sapore d'olio e di vino,
mentre tutto era semplice come il paese
che mi offriva
il suo tesoro verde:
le piccole olive,
freschezza, sapore puro,
misura deliziosa,
capezzolo del giorno azzurro,
amore terrestre.

Pablo Neruda

Testo tratto da "L' uva e il vento. Poesie italiane" a cura di Teresa Cirillo Sirri, Ed. Passigli 2004

Photo via Canva

Scritto da Elena Stante

Laureata in Matematica nel 1981 presso l’Università degli Studi di Bari, dal 1987 al 2023 ha insegnato Matematica e Fisica presso il Liceo Ginnasio Aristosseno di Taranto .Ha partecipato ai progetti ESPB, LabTec, IMoFi con il CIRD di Udine e a vari concorsi nazionali ed ha collaborato con la nomina di Vice Direttore per la regione Puglia alla rivista online Euclide, giornale di matematica per i giovani. Le piace correlare la scienza al cibo, nonché indagare su storie e leggende, e con Prodigus inizia il suo percorso di redazione di contenuti golosi per gli utenti del web.

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