La misticanza in poesia

Augusto Jandolo dedica una poesia alla bontà dell'insalata preparata con la misticanza, rtcordando tante amate erbe di campo commestibili a primavera

La misticanza in poesia

Dall’incipit della prima poesia La misticanza

Fraticello cappuccino
ch’ogni mese, puntuale,
ce portavi l’inzalata,
benchè io fossi regazzino
t’arivedo come allora,
t’arivedo tale e quale
co’ la barba rada e bianca
strascinanno un po’ la cianca.
E «Deo Gratias» dicevi,
soridenno, su la porta,
«dove sta l’insalatiera?»
Poi cavavi da la sporta
’na manciata ch’era er piatto
prilibbato de la sera.
Misticanza d’indiviola,
d’erba noce e de riccetta,
caccialepre e lattughella
co’ du’ fronne de rughetta:
misticanza delicata,
saporita, profumata!

Augusto Jandolo

Photo via Canva

Scritto da Redazione ProDiGus

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