Bing e jianbing

Pane, frittella o crespella? Ecco la storia (e la maestria) che si cela dentro un tipico street food che dalla CIna ha conquistato il mondo (anche sui social)

Bing e jianbing

Bing è un termine cinese con cui si indica in modo generico un pane ottenuto da un impasto di farina e acqua, che può essere più o meno piatto, azzimo o lievitato. Se la pasta è lievitata, il suo nome diventa “fa mian bing” (“fa mian” significa appunto “pasta lievitata”). Il bing puo' somigliare ad un pancake o ad una piadina a seconda del suo spessore, e quindi affiancare i piatti come semplice pane oppure avvolgere un condimento per un pasto veloce e nutriente.

L’abbinamento più classico è quello in cui il bing di spessore sottile come una crespella viene arrotolato per avvolgere un ripieno di anatra alla pechinese o di maiale mu shu. La prima menzione documentabile del bing cinese è riconducibile presumibilmente al I secolo d.C., epoca in cui si cominciò ad adoperare farina di cereali di vario tipo; a partire dal VI secolo d.C. si iniziò ad indicare col termine bing l’impasto di farina e acqua cotto a vapore, al forno o in padella.

Tra le tante varianti del bing c'è il jianbing, che letteralmente si traduce in qualcosa che suona come “frittella”, diventato un popolarissimo street food in Cina e in tutto l’Est Asiatico, e poi diffusosi anche al di fuori di questi confini. Il jianbing è nato nel Nord della Cina, in particolare nella provincia di Shandong, durante il periodo dei Tre Regni, che si colloca tra il 220 e il 280 d.C. La leggenda narra che il generale cinese Zhuge Liang, primo ministro di Shu, dovendo sfamare i suoi soldati che avevano perso i loro wok in guerra suggerì loro di mescolare farina e acqua e poi versare la pastella su piastre di metallo o sui loro scudi arroventati sul fuoco. Questo pasto improvvisato rifocillò i soldati portandoli alla vittoria.

La farina a cui allude la leggenda probabilmente a quei tempi era ottenuta dai semi di miglio, e del resto le farine di cereali vari si adoperavano in Cina fin dalla preistoria per farne focacce e pani. La fama del jianbing è dovuta in particolare al jianbing guozi di Tianjin, snack che nel 2017 è stato inserito nella lista UNESCO del patrimonio immateriale dell’umanità in considerazione della particolare abilità richiesta nella tecnica di preparazione.

Naturalmente, ci sono delle differenze tra il jianbing di Shandong e il jianbing guozi di Tianjin. Il jianbing di Shandong è ottenuto da una pastella ottenuta da un mix di farine di frumento, miglio, soia e mais a cui si aggiungono acqua e sale. Questo impasto, come si vede fare oggi in strada dai venditori ambulanti, viene steso in uno strato sottile con una spatola in legno su una piastra di ghisa rovente (aozi) . Quando è cotto ,questo croccante e leggero pancake si presta a diversi tipi di farciture; le più comuni sono a base di cipollotti o verdure miste saltate in padella. Tra gli altri ingredienti ci sono il coriandolo, i ravanelli, salsa al peperoncino o salsa hoisin, ma anche salsiccia cinese o pollo.

Ciò che rende il jianbing tanto popolare non è solo il costo contenuto - almeno in Cina - ma anche la sua praticità di consumo in strada, in quanto l’involucro esterno viene arrotolato o ripiegato in modo da non far fuoriuscire il ripieno. Sui social media spopolano i video in cui gli addetti alla preparazione mostrano grande velocità e precisione tecnica nella farcitura e nella chiusura del prodotto. A volte il ripieno del jianbing contiene anche baócuì, una sorta di cracker fritti. La pasta dei cracker, un sfoglia tagliata in quadrati da friggere in olio per pochi secondi, è quella dei più celebri wonton, i ravioli ripieni tipici della cucina cinese; fatta di farina, uova, acqua e sale.

Il Jianbing guozi di Tianjin si distingue per la pastella, ottenuta esclusivamente con la farina di fagioli mung e quindi è più morbido; a volte  il suo ripieno può contenere dei bastoncini fritti di pasta lievitata (yóutiáo) che si consumano solitamente a colazione con del latte di soia .Il jianbing guozi di Tianjin è una ricetta di origini relativamente recenti, ma la sua tipicità è che quando la pastella sulla piastra rovente si rassoda, vi si rompe sopra un uovo e lo si spande con la spatola su tutta la superficie, aggiungendo poi semi di sesamo e una salsa salata. Inutile dire che anche questa operazione spopola in video reels online: in pochi minuti e con grande maestria lo spuntino, che somiglia a una crêpe rivisitata, è pronto da gustare.

Dalle bancarelle degli ambulanti che lo preparavano in strada a Tianjin vendendolo come spuntino della mezzanotte, grazie alla pubblicità e a diverse iniziative promozionali, il jianbing guozi di Tianjin è diventato il tipico snack cinese da colazione e il superamento dei confini da parte dei tanti cinesi emigrati all’estero ha provveduto alla sua diffusione a livello globale. I tanti rivenditori che oggi operano in alcune metropoli degli Stati Uniti, in Europa a Londra e in Australia a Sidney, hanno adattato e spesso stravolto la ricetta originale del jianbing per adattarlo ai gusti locali. Il ripieno arriva così a contenere oggi anche bacon, formaggio, hot dog e carne SPAM. A volte anche l’impasto della pastella è differente da quello originale: per questo nel 2018 l’Associazione dell’Industria della Ristorazione di Tianjin ha stabilito delle regole specifiche relative alla produzione e alla lavorazione degli ingredienti tipici di Tianjin, per preservare questo snack dalle modifiche nelle cucine straniere e per difendere la sua autenticità e la sua storia. Raccontateci se vi è mai capitato di provarlo nel corso dei vostri viaggi intorno al mondo! 

Photo via Canva
 

Scritto da Elena Stante

Laureata in Matematica nel 1981 presso l’Università degli Studi di Bari, dal 1987 al 2023 ha insegnato Matematica e Fisica presso il Liceo Ginnasio Aristosseno di Taranto .Ha partecipato ai progetti ESPB, LabTec, IMoFi con il CIRD di Udine e a vari concorsi nazionali ed ha collaborato con la nomina di Vice Direttore per la regione Puglia alla rivista online Euclide, giornale di matematica per i giovani. Le piace correlare la scienza al cibo, nonché indagare su storie e leggende, e con Prodigus inizia il suo percorso di redazione di contenuti golosi per gli utenti del web.

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