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Un quadro di Pietro Longhi che rappresenta uno spaccato della tavola dei nobili del ‘700 veneziano
“Convito in casa Nani alla Giudecca”, dipinto ad olio (130x97cm) di Pietro Longhi (ca. 1755 d.C.)
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Pietro Longhi nacque col nome di Pietro Falca nel 1701 a Venezia. Dopo un primo apprendistato presso il pittore e incisore veronese Antonio Balestra, completò la sua formazione presso la scuola di Giuseppe Maria Crespi. Dai primi soggetti storici e religiosi, Longhi passò presto a dipinti che ritraevano la vita quotidiana dei veneziani, sia quella mondana che quella domestica e contadina. Diversi critici d’arte hanno riconosciuto un parallelismo tra la pittura di Longhi e il teatro del suo contemporaneo Carlo Goldoni. Quest’ultimo scrisse anche un sonetto di elogio del pittore, sottolineando il realismo con cui egli riportava su tela le passioni umane.
Il modo di interpretare la vita sociale dell’epoca, l’uno col pennello l’altro sulla scena in teatro, con un po' di bonaria ironia e comicità, sono caratteristiche comuni ai due artisti. Il dipinto su tela intitolato “Convito in casa Nani alla Giudecca”, oggi custodito nella sala Longhi del Museo del Settecento Veneziano di Cà Rezzonico, può essere datato all’incirca 1755. L’opera fu ispirata dal sontuoso banchetto predisposto nel settembre del 1745 in onore di Clemente Augusto di Baviera, fratello di Carlo VII, re di Francia. Clemente Augusto fu arcivescovo di Colonia per trent’anni a partire dal 1731, nonché principe elettore del Sacro Romano Impero, e nel corso della sua esistenza rivestì anche altre importanti cariche. Amava molto Venezia, e nell’agosto del 1755 decise di trascorrere un breve soggiorno nella Serenissima, dove si presentò come conte di Werth.
I veneziani gli riservarono una calorosa accoglienza: ricevette ricchi doni, gli si dedicarono concerti, spettacoli, speciali regate con lussuose imbarcazioni e il pranzo di gala nel Palazzo Nani. Il Palazzo Nani Bernardo è nel cuore di Venezia affacciato sul Canal Grande, tra Cà Rezzonico e Cà Foscari; fu costruito nel ‘500 come residenza della famiglia Nani e all’epoca del Longhi presentava la facciata riccamente decorata da affreschi e decorazioni e ospitava una vasta raccolta di reperti di epoca romana. Gli invitati al banchetto per Clemente Augusto erano cento nobili veneziani che furono tutti immortalati da Longhi in una sorta di foto-ricordo dell’evento. Questo banchetto ebbe grande eco in città soprattutto per il lusso smodato che la tela trasferisce anche chi la osserva. Posate, piatti e vassoi d’argento per tutti e per Clemente Augusto, che siede a capotavola, piatti e posate in oro zecchino.
Immancabile nei banchetti dell’epoca era la presenza di un centrotavola trionfale, che per l’occasione contava 35 pezzi di vetro finemente lavorato; tutt’attorno il cabarè, una serie di piatti con frutta sciroppata e candita. Sullo sfondo è posto un tavolo di servizio con piatti e vassoi pronti per le vivande che, prima che si passasse al menù, prevedeva la presentazione di molte portate contemporaneamente come suggeriva la moda del tempo. Diversi camerieri nella tela appaiono affaccendati tra portate e calici di vino, e c’è anche qualche cagnolino tra i tavoli. Il Longhi volle corredare il dipinto con l’elenco completo dei partecipanti che riportò nel quadro in basso; la numerazione dei convitati consentiva a ciascuno di potersi riconoscere, così che non solo l’ospite ma anche i suoi commensali sono rimasti immortalati per secoli a testimonianza di tutta un’epoca.
Pietro Longhi realizzò diverse opere commissionate da famiglie nobili e in altre la vita veneziana al di fuori dei ricchi palazzi i cui soggetti furono scene di vita quotidiana di mercanti, borghesi e contadini. Della sua vasta produzione sono esempi celebri “La venditrice di fritole” (del 1750) che ritrae lo “street food” delle frittelle tipiche del Carnevale veneziano, “Il cavadenti” (dipinto tra il 1746 e il 1752) che si trova presso la Pinacoteca di Brera di Milano, il realistico dipinto dal titolo “Il Rinoceronte” (1745) con cui l’artista volle immortalare il rinoceronte indiano che, nell’arco di 17 anni, fece epoca col suo tour nelle più importanti città europee.
Photo via Wikipedia / Wikimedia Commons
Scritto da Elena Stante




















































































































































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