Una torta lievitata pasquale che accontenterà i gusti di tutti i commensali ospiti, dai più tradizionali ai vegetariani!
Tra lievito madre dimenticato, olio timido e pomodoro pallido, la nostalgia di una merenda romana vera e unta: la pizza rossa!
La pizza rossa
A Roma c’è una merenda
che non ha bisogno d’esser promossa:
è bassa, quadrata, semplice ma zozza,
si chiama pizza rossa.
Non ha bisogno di effetti speciali,
né nomi francesi o impasti ai cereali;
lei vive di poco, ma fatto per bene:
farina, pomodoro, olio che sostiene.
È seconda colazione fuori casa,
spuntino rubato con fame palese,
è carta che unge, tovagliolo segnato,
mani lucide d’unto e sorriso assicurato.
Quel rosso dolce che sa di forno vero,
quel profumo intenso, sincero, leggero;
croccante, sottile ma mai arida o stanca,
con quel bordo bruciacchiato che consola e manca.
E invece adesso la vedi cambiata,
perchè il lievito madre è una cosa dimenticata;
il pomodoro steso sottile che quasi era meglio senza,
più immaginato che vera presenza.
L’olio, si sa, pesa sul conto finale;
meglio un filo timido, mai sia facesse male,
così la pizza diventa severa,
dura dopo mezz’ora a vedersi dalla vetrina sincera.
E se chiedi di scaldarla un poco,
scricchiola, si irrigidisce al fuoco;
alzano le orecchie pure i suoi angoli spenti,
più che conforto sembrano lamenti.
La pizza rossa non chiede obiezioni,
ma pomodoro vero e giuste proporzioni;
un filo d’olio generoso e deciso,
e quel morso che sporca ma rende felici in viso.
Perché certe cose, se fatte a metà,
non perdono solo qualità:
perdono il gesto, l’abitudine cara,
la pausa semplice che non s’impara.
E allora, prima di farla più magra e perfetta,
ricordate cos’era quella fetta:
non un prodotto da ottimizzare,
ma un piccolo rito da rispettare.
Sara Albano
Photo made in AI
Scritto da Sara Albano
Laureata in Scienze Gastronomiche , raggiunta la maggiore età sceglie di seguire il cuore trasferendosi a Parma (dopo aver frequentato il liceo linguistico internazionale), conseguendo in seguito alla laurea magistrale un master in Marketing e Management per l’Enogastronomia a Roma e frequentando infine il percorso per pasticceri professionisti presso la Boscolo Etoile Academy a Tuscania. Dopo questa esperienza ha subito inizio il suo lavoro all’interno della variegata realtà di Campoli Azioni Gastronomiche Srl, , dove riesce ad esprimere la propria passione per il mondo dell'enogastronomia e della cultura alimentare in diversi modi, occupandosi di project management in ambito di marketing e comunicazione e consulenza per il food service a 360°, oltre ad essere il braccio destro di Fabio Campoli e parte del team editoriale della scuola di cucina online Club Academy e della rivista mensile Facile Con Gusto.



















































































































































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