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Il capolavoro quattrocentesco dei Limbourg: 12 miniature che raccontano la vita medievale tra nobili e contadini (senza trascurare il cibo)
I mesi di Gennaio, Marzo e Settembre raffigurati nel calendario miniato del manoscritto “Les Très Riches Heures du Duc de Berry”
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Dalla seconda metà del XIV secolo e fino alla fine del secolo successivo, l’arte vide lo sviluppo del gotico internazionale, movimento tardo-gotico che coinvolse soprattutto la pittura e le arti minori. La miniatura in questo periodo rivestì un ruolo di primaria importanza, in quanto non venne più usata solo dai monaci nei testi sacri ma si aprì verso una dimensione laica. Nacque la professione del miniatore, che circondato da collaboratori si occupava di illustrare non solo libri liturgici, ma anche poemi cavallereschi, trattati scientifici e persino carte da gioco. Re, principi e nobili mecenati affascinati dalla bellezza e dal valore di questi lavori iniziarono a ordinarli su commissione per collezionarli.
Il libro d’ore, molto diffuso in ambienti monastici nel Medioevo, era una raccolta di preghiere e salmi realizzato in carta pergamena fino al XV secolo e ricco di preziose miniature. I libri commissionati da nobili e ricchi mecenati ai miniatori erano particolarmente sfarzosi, e potevano presentare miniature a tutta pagina in oro e argento. Molti dei libri d’ore sopravvissuti sino ad oggi sono custoditi presso biblioteche e collezioni private; al loro notevole pregio artistico si affianca una puntuale documentazione della società fino all’inizio del XVI secolo. In Francia furono soprattutto i duchi di Valois a favorire lo sviluppo della miniatura. Il principe francese Jean de Valois, duca di Berry, è passato alla storia più che come politico come mecenate e infaticabile collezionista di vasi, arazzi, gioielli, dipinti e soprattutto di manoscritti miniati e libri d’ore.
Nel 1405 Paul Limbourg e i suoi due fratelli Herman e Jea, abilissimi miniatori olandesi, furono incaricati dal Duca di eseguire una serie di tre manoscritti l’ultimo dei quali intitolato “Les Très Riches du Duc de Berry” che rappresenta uno dei più grandi capolavori dell’arte della miniatura e del gotico internazionale. Il contenuto del libro è quello di un tipico libro d’ore; esso consta di 206 fogli di pergamena che corrispondono a 412 pagine, 131 miniature in oro e argento e più di 3000 iniziali in oro. Quest’ opera è famosa soprattutto per il suo Calendario e le sue miniature a tutta pagina affiancate a ciascuno dei 12 mesi dell'anno. Ogni foglio del mese presenta in alto una lunetta con al centro il carro del sole e in semicerchi concentrici si trovano le lunghezze dei giorni, la posizione del sole in rapporto alle costellazioni, le fasi lunari, i segni zodiacali. Sotto le lunette, in rettangoli di soli 14 x 22 centimetri, sono ritratte figure di nobili di corte e contadini all’interno di paesaggi fiabeschi mentre sullo sfondo per ciascun mese sono raffigurati i castelli del Duca o di suo nipote il re Filippo IV di Francia e qualche veduta di Parigi. I prati verdi, i cieli tersi, i colori vivaci, esprimono serenità e gioia di vivere mentre alla profusione dell’oro negli abiti dei nobili e allo sfarzo dei castelli si affianca una rappresentazione puntuale e a tratti giocosa delle attività rurali. .
Il Calendario è uno straordinario documento della vita del tempo sia attraverso i dettagli che attraverso le figure umane; i nobili sono ritratti in pose eleganti e composte mentre i contadini intenti nelle loro attività hanno atteggiamenti spontanei e naturali, a volte anche comici. Il mese di Gennaio si apre con un ricco banchetto di nobili tra i quali si riconoscono l’ospite, il Duca di Berry, in abito blu damascato e con un berretto di pelliccia che invita amici e parenti ad avvicinarsi. Sulla tavola imbandita risalta sulla destra un pezzo di oreficeria appartenuta realmente al Duca, una grande saliera a forma di nave che è stata riconosciuta come “le salière du pavillon” dagli inventari di corte del 1413. Febbraio è invece il mese innevato in cui è illustrata la durezza del lavoro contadino; mentre gli uomini si affaccendano all’esterno, nella capanna in primo piano le donne si scaldano al fuoco sollevando poco elegantemente le loro gonne. Nel mese di Marzo domina la scena il lavoro agricolo con l’aratura dei campi mentre in altri appezzamenti si effettua la semina dei cereali, la potatura e la concimazione delle vigne.
Il mese di Aprile è quello degli amori che sbocciano; in primo piano c’è una giovane coppia che si scambia l’anello di fidanzamento tra due testimoni e un terzo personaggio più distante mentre due donne raccolgono fiori; sulla destra c’è un frutteto fiorito recintato e in lontananza un laghetto occupato da due barche di pescatori. Il mese di Maggio mostra un corteo di giovani donne e uomini a cavallo, ornati con fiori e foglie, preceduti da araldi trombettieri. Giugno è il mese della fienagione; gli uomini sono intenti alla falciatura mentre in primo piano una donna rastrella il fieno e l’altra ne fa mucchi ordinati. Nelle miniature di Maggio e di Giugno si scorgono vedute di Parigi che sembrano essere state ritratte dal vero. Nel mese di Luglio gli uomini falciano il grano mentre le donne sono intente nella tosatura delle pecore. La miniatura del mese di Agosto rappresenta un corteo a cavallo in partenza per la caccia preceduto da un falconiere, un soggetto che non era mai comparso prima in un libro d’ore; sullo sfondo ci sono contadini impegnati a mietere, raccogliere e caricare sul carro il grano ed altre figure che fanno il bagno nude nel fiume o si asciugano al sole.
Nel mese di Settembre la scena è dominata dalle attività della vendemmia; cinque figure raccolgono l’uva mentre un uomo e una donna che sembra in attesa riposano. In lontananza si scorge una nobildonna che esce dal Castello di Saumur, uno dei più belli dell’architettura medievale. Il mese di Ottobre è la miniatura più nota sia per la capacità degli autori nel saper rendere la tridimensionalità spaziale del Louvre che è sullo sfondo che per la cura dei dettagli nel rappresentare la semina. Il mese di Novembre è l’unico in cui non compare alcun castello sullo sfondo ma solo delle torri merlate; un guardiano di maiali accompagnato da un mastino colpisce i rami delle querce per far cadere le ghiande e far mangiare i maiali.
L’ultima miniatura, il mese di Dicembre, alla tradizionale macellazione dei maiali l’autore ha preferito la caccia al cinghiale selvatico che viene sbranato dai cani in uno spiazzo circondato da una fitta foresta; sullo sfondo si ergono i torrioni dell’alto Castello di Vincennes. I fratelli Limbourg influenzarono l’arte miniata degli artisti contemporanei in altre parti dell’Europa; essi però illustrarono di propria mano solo la prima parte del manoscritto perché a breve distanza l’uno dall’altro morirono di peste nel 1416, lo stesso anno in cui morì anche il loro anziano committente Duca di Berry. A distanza di circa settant’anni l’opera fu completata da Jean de Colombe de Bourges su commissione di casa Savoia, e dopo aver subìto diverse peregrinazioni fece ritorno in Francia dove dal 1898 è custodito presso il Museo Condé di Chantilly ed esposto al pubblico molto di rado.
Photo via Wikipedia / Wikimedia Commons

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