Le origini della pentola

Un utensile dato per scontato…ma così moderno!

Le origini della pentola

Dal momento che, com’è intuibile, dopo la scoperta del fuoco i primi metodi di cottura a svilupparsi furon la grigliatura e l’arrostitura (fuoco diretto – unico metodo centinaia di migliaia di anni fa), vi sarà già più facile comprendere la modernità e l’evoluzione portate in cucina dall’invenzione della pentola.

Le prime pentole in realtà, da ritrovamenti avvenuti in poche parti del mondo, furono proprio gli alimenti stessi!

Varie zucche dalla scorza spessa si trasformarono in comodissime ciotole o pentole preistoriche. Un altro tipo di contenitori “vegetali” furono gli steli di bambù scavati, diffusi in tutta l’Asia. Inoltre, quando l’uomo iniziò a scoprire di poter cuocere la carne, scoprì l’utilità di un altro “protettore naturale” dell’alimento in cottura, ossia lo stomaco dell’animale ucciso, impermeabile e, in una certa misura, atermico.

Basti pensare al tradizionale haggis scozzese, che tutt’oggi troneggia sulle tavole inglesi: trattasi di un piatto a base di frattaglie di pecora lessate nello stomaco dell’animale.

L’invenzione delle pentole segna il passaggio dal semplice riscaldamento dei cibi alla gastronomia, consentendo ad esempio la miscelazione degli ingredienti, l’aggiunta di liquidi, e quant’altro l’inventiva culinaria dell’uomo è riuscita a generare sin dalla sua nascita.

Le prime pentole in argilla iniziano a comparire intorno al 10.000 a. C. Molti ritrovamenti si sono verificati soprattutto in America meridionale, Africa settentrionale e in Giappone.

Nella valle di Tehuacàn, nell’America Centrale, sono state rinvenute anche pentole in pietra databili al 7.000 a.C.

E, intorno al 3000 a.C. , inizia a definirsi negli scavi l’esistenza di vero e proprio vasellame da cucina, chiaramente non più utilizzato come semplice recipiente ma come ancor più certo mezzo di cottura, dal momento che inizia ad assumere svariate forme, comode per diverse finalità culinarie (pentole capienti per stufati, vasi per formaggio, setacci di argilla).

I vasai più famosi furono certamente i Greci con i loro indimenticabili recipienti multiformi con motivi decorativi rossi su fondo nero o viceversa… ma non bisogna dimenticare che inizialmente i vasai erano per lo più donne, abilissime nel miscelare l’argilla con la giusta quantità d’acqua per modellarla.

Il progresso portato dalla pentola è insito nella possibilità di cuocere un alimento  anche in immersione: nascono così i metodi della bollitura e della frittura.

E’ curioso però sapere che qualcuno nel mondo aveva già iniziato a pensare di utilizzare l’acqua bollente per la cottura dei cibi… sono i Maori neozelandesi che abitavano vicino alle sorgenti geotermiche ribollenti di Whaka-rewa-rewa, ed erano soliti usare l’acqua ribollente per cuocere carni e radici commestibili.  

In Nuova Zelanda si fa tutt’ora un pane di segale chiudendo l’impasto in un barattolo e seppellendolo nella terra calda vicino alle sorgenti, per cuocerlo lentamente per circa 24 ore, simulando la tecnica della cottura a vapore.

In molti casi, infine, le pentole di argilla permisero di nutrirsi di nuovi prodotti della terra, che mangiati crudi si sarebbero rivelati tossici.

Un esempio è la manioca, anche detta cassava, un tubero amidaceo originario del Sudamerica, che oggi è la terza maggiore fonte di carboidrati per la popolazione mondiale. Allo stato naturale contiene piccole quantità di cianuro, chiaramente tossico e molto pericoloso per l’organismo: dal momento in cui fu possibile bollirla, si trasformò in alimento prezioso, dolce e nutriente.

Scritto da Sara Albano

Laureata in Scienze Gastronomiche , raggiunta la maggiore età sceglie di seguire il cuore trasferendosi a Parma (dopo aver frequentato il liceo linguistico internazionale), conseguendo in seguito alla laurea magistrale un master in Marketing e Management per l’Enogastronomia a Roma e frequentando infine il percorso per pasticceri professionisti presso la Boscolo Etoile Academy a Tuscania. Dopo questa esperienza ha subito inizio il suo lavoro all’interno della variegata realtà di Campoli Azioni Gastronomiche Srl, , dove riesce ad esprimere la propria passione per il mondo dell'enogastronomia e della cultura alimentare in diversi modi, occupandosi di project management in ambito di promozione, eventi e consulenza per la ristorazione a 360°, oltre ad essere referente della comunicazione on e offline di Fabio Campoli e parte del team editoriale della rivista Facile Con Gusto.

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