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Il mirtillo della Patagonia, anche conosciuto sotto il nome di maqui, è un portento di buone proprietà: scopriamole insieme
Il maqui (si legge machi), il mirtillo della Patagonia, è una pianta arbustiva sempreverde che appartiene alla famiglia delle Eleocarpacee, il cui nome scientifico è Aristotelia chilensis. il genere Aristotelis si riferisce al celebre filosofo greco Aristotele che avrebbe classificato alcune specie di questa pianta, mentre la specie chilensis al suo luogo d’origine, il Cile.
Il maqui cresce infatti spontaneamente nel sud del Cile, in Argentina e nell’arcipelago delle tre isole Juan Fernandez situate a circa 600 Km dalle coste del Cile centrale. Queste zone sono parte della regione della Patagonia; il clima freddo dovuto all’altitudine che può raggiungere i 2500 metri e le piogge frequenti insieme alla morfologia del suolo e l’irraggiamento solare garantiscono il giusto habitat per la pianta.
L’arbusto vigoroso del maqui ha il fusto bianco, sottile ed elastico, che si presta alla realizzazione di strumenti musicali; nelle isole i pescatori utilizzano i fusti anche per fabbricare delle gabbie per la pesca delle aragoste; la corteccia liscia invece viene adoperata per farne delle corde.
La fioritura avviene nel periodo che nell’emisfero australe corrisponde alla nostra primavera, che per noi va da settembre a novembre; i fiori sono di un bianco brillante che risalta nel verde dei fitti boschi locali. I frutti sono dolci bacche di colore blu-viola simili ai mirtilli neri, maturano in dicembre e si raccolgono, rigorosamente a mano fino a marzo, periodo che coincide con la nostra estate e l’inizio dell’autunno.
La popolazione dei Mapuche, gli indiani d’America che hanno mantenuto la propria identità resistendo per secoli alla colonizzazione spagnola, fin dall’antichità si è cibata del mirtillo della Patagonia a cui sono attribuite delle magiche virtù. Secondo la leggenda, il maqui avrebbe garantito la sopravvivenza ai Mapuche che ne hanno anche adoperato le foglie in tisane e decotti per fornire vigore e guarire le ferite dei propri guerrieri.
Dalla fermentazione del succo delle bacche di maqui gli indigeni ricavano una bevanda alcolica chiamata chicha (il nome è lo stesso della birra che si fa con il mais in Perù). Il maqui come altri frutti esotici è stato esportato quando si sono accertate le sue proprietà antiossidanti e antinfiammatorie. Negli Stati Uniti la pianta del maqui è coltivata in California e nello stato di Washington, mentre in Europa la si trova in Inghilterra - dove è chiamata Chilean Wineberry - e in Spagna. Lontana dal suo luogo d’origine la pianta ha bisogno di particolari attenzioni che contribuiscono a innalzare il suo costo sul mercato.
Il maqui è detto “frutto dell’eterna giovinezza” grazie al suo elevato contenuto in antocianine, flavonoidi e vitamine. La vitamina C favorisce la sintesi del collagene e contribuisce a mantenere giovane la pelle, mentre le vitamine B ed E contrastano l’invecchiamento cellulare e inibiscono la produzione del colesterolo LDL; sembra inoltre che i frutti possano contribuire a controllare la glicemia.
Le bacche di maqui fresche non sono facilmente reperibili, anche se rappresentano la modalità di consumo ideale anche per deliziarsi con il loro sapore autentico; si possono trovare tuttavia in forma di succo o in polvere, da aggiungere ad alimenti come yogurt e frullati.
Photo made in AI
Scritto da Redazione ProDiGus
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