Quando i bambini sono “veg”

Imporre diete vegetariane e vegane ai più piccoli può rappresentare un concreto rischio per la loro crescita e lo sviluppo neuro-cognitivo

Quando i bambini sono “veg”

E’ già da qualche anno che si conferma il fenomeno mondiale che vede in aumento il numero di individui che scelgono di seguire un regime dietetico vegetariano o vegano (senza citare tutte le varie declinazioni che ne derivano, dai crudisti ai fruttariani). Ma al contempo crescono anche le discussioni tra medici ed esperti del settore nutrizione, soprattutto in merito all’adozione di questi stili di nutrizione sin dalla più tenera età. Cosa accade se a seguire un regime alimentare alternativo vegano o vegetariano è un bambino?

La SIPPS (Società Italiana di Pediatria Preventiva e Sociale), insieme alla FIMP (Federazione Italiana Medici Pediatri), SIMP (Società Italiana di Medicina Perinatale) e la SIMA (Società Italiana Medicina Ambientale), hanno deciso di approfondire, attraverso un Position Paper (cioè un documento scientifico di sintesi  che illustra la posizione di un gruppo ufficiale, intitolato “Diete vegetariane in gravidanza e in età evolutiva”), il problema dell’adeguatezza delle diete vegetariane e vegane relativamente alla crescita e allo sviluppo neuro-cognitivo dei bambini (dall’età fetale all’adolescenza), prendendo in esame crescita e sviluppo fisico e psico-motorio, nonché gli effetti come fattori di esposizione (sia di rischio che di prevenzione) per le patologie trasmissibili e non trasmissibili, e per i disturbi della condotta alimentare (DCA), sulla base della ricerca e della valutazione delle evidenze scientifiche ad oggi disponibili, condotte secondo criteri metodologici validati.

I bambini che seguono regimi vegetariani declinati nelle varie modalità sono esposti a stili alimentari non ideali per la loro crescita, spiega la Dott.ssa Margherita Caroli, coordinatrice del documento. “Per un corretto sviluppo del bimbo, le diete latto-ovo-vegetariane (LOV) e vegane sono inadeguate, soprattutto considerando l’ambito neurologico, psicologico e quello motorio, scrive Andrea Vania, Professore di Nutrizione Pediatrica all’Università La Sapienza di Roma. Fin dai primi mesi di vita, infatti, la scelta migliore è quella che prevede il consumo di alimenti vegetali unitamente a quelli di origine animale. Latte, uova e alimenti ricchi di vitamina B12, ferro e omega 3 devono trovare posto in tavola.

Le diete LOV (con tutte le varianti) e la dieta vegana, confrontate con la dieta mediterranea, non mostrano vantaggi relativamente alla prevenzione di malattie croniche non trasmissibili in età pediatrica. Così come non esistono prove scientifiche dell'effetto preventivo delle diete vegetariane sulle malattie trasmissibili in età pediatrica. Inoltre, questo tipo di diete sono inadeguate al corretto sviluppo neuro-psico-cognitivo del bambino in quanto le carenze di vitamina B12, DHA, ferro, vitamina D e calcio possono provocare danni irreversibili al sistema nervoso, procurando ritardi nello sviluppo neuronale e neuro-cognitivo con conseguente riduzione della plasticità neurale attraverso meccanismi epigenetici. La carenza di vitamina B12 provoca inoltre una alterata mielinizzazione che altera la velocità di conduzione del sistema nervoso, danneggiando i sistemi uditivo e visivo e interferendo con l’apprendimento e l’interazione sociale.

I deficit di folati e vitamina B12 sono anche associati ad un maggior rischio di depressione durante l’età adulta; mentre il deficit di zinco nei bambini è stato associato a diversi disturbi comportamentali, cognitivi e motori. Lo stretto monitoraggio del pediatra in questi casi diventa fondamentale e imprescindibile per la crescita in salute dei propri figli: i genitori devono essere informati sui rischi a cui possono andare incontro “imponendo” ai bambini dai primi anni di vita questo modello alimentare.


Fonte: Salute Domani

Scritto da Viviana Di Salvo

Laureata in lettere con indirizzo storico geografico, affina la sua passione per il territorio e la cultura attraverso l’esperienza come autrice televisiva (Rai e TV2000). Successivamente “prestata” anche al settore della tutela e promozione della salute (collabora con il Ministero della Salute dal 2013), coltiva la passione per la cultura gastronomica, le tradizioni e il buon cibo con un occhio sempre attento al territorio e alle sue specificità antropologiche e ambientali.

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