L’impiego di specie floreali commestibili per rendere più accattivanti le ricette in cucina è sempre più in voga
Nelle Filippine un tempo vigeva un uso particolare delle uova: i tuorli finivano in cucina e gli albumi nel cemento per costruire edifici religiosi
L’arcipelago delle Filippine con le sue 7641 isole ha una storia segnata dalla colonizzazione spagnola iniziata nel 1565 con il condottiero Miguel López de Legazpi e terminata nel 1898 con l’occupazione degli Stati Uniti. Noto col nome di el Adelantado o di el Viejo, Miguel López de Legazpi creò il primo insediamento spagnolo a San Miguel di Bohol, fu il primo governatore delle Filippine coloniali e fondò la città di Cebu e la capitale Manila.
Durante i più di tre secoli dell’epoca coloniale spagnola le isole videro fiorire il commercio con l’introduzione di nuove coltivazioni e allevamenti. Gli Spagnoli fecero anche erigere numerosi edifici di pubblica utilità, come scuole e ospedali .L’’arrivo degli ordini religiosi dei Gesuiti, i Francescani e gli Agostiniani nelle isole spiega inoltre la presenza di numerose chiese; attualmente il 92,5% degli abitanti delle Filippine è di fede cristiana e di questi l’81% professa la fede cattolica. Ma cosa c’entrano qui gli albumi delle uova con le chiese?
Ce lo raccontano le chiese più antiche, come la San Augustin Church di Manila, dedicata a Sant’Agostino, che è rivestita di polvere di mattoni mescolata a linfa di bambù ed albumi di uova d’anatra, e la Santa Chiesa Parrocchiale, nota un tempo come Chiesa del Santo Rosario, che è stata costruita impastando albumi di uova di gallina al calcestruzzo.
Un dato certo è che i monaci passassero di casa in casa offrendo denaro in cambio di manodopera e di uova. Mentre gli uomini procuravano legname e provvedevano alle costruzioni, le donne e i bambini separavano gli albumi dai tuorli; questi tanti tuorli tornavano poi a casa e, siccome ai filippini piace cucinare, sono nate tante ricette salate e dolci a base di tuorli d’uovo. Prima che arrivassero gli Spagnoli i loro dolci erano fatti con le banane, il cocco e altri frutti tropicali; ancora oggi invece nei dolci tipici delle isole tra gli ingredienti compaiono spesso i tuorli d’uovo .
Qualche esempio? Il flan de leche, la yema cake, il pan de San Nicolas e il tocino de cielo, che hanno conservato nel nome il retaggio spagnolo. Il flan del leche nella ricetta filippina ha 12 tuorli tra i suoi ingredienti, la yema cake è un soffice pan di Spagna farcito con la crema yema (che significa “tuorlo“). Per questa crema una volta occorrevano solo tuorli d’uovo e zucchero mentre nella versione più recente le è stato aggiunto il latte condensato, d'uso tipicamente americano.
Il pan de San Nicolas è un biscotto che si prepara di solito il 10 settembre in occasione della festa di San Nicola di Tolentino ; i cosiddetti panecillos de San Niculas o biscotti di Pampanga sono fatti di pasta frolla burrosa a base di farina, tuorli d’uovo e latte di cocco .Prima della cottura i biscotti sono disposti all’interno di stampi di legno incisi a mano che riportano lo stemma del santo protettore dei fornai, dei malati, dei bambini ma anche delle anime del purgatorio. Si ritiene che i Sanikulas, come li chiamano i locali, abbiano un potere curativo e proteggano dalle calamità.
Il tocino de cielo è anch’esso un dolce a base di tuorlo e zucchero caramellato ma la sua storia è differente. I tuorli delle uova per questa ricetta provenivano infatti dalle cantine del convento di Santo Spirito di Jerez de la Frontera dove nel 1324 le suore adoperavano gli albumi per chiarificare il vino. Il suo nome si traduce letteralmente in lardo del cielo a sottolineare le sue origini religiose.
Che l’uovo sia indiscusso protagonista di innumerevoli ricette è un dato certo, ma oggi sappiamo anche che, oltre ad essere stato di grande aiuto nel “fabbricare” i colori come hanno fatto dal 1400 in avanti tanti pittori (tra i quali Leonardo da Vinci), è servito perfino a edificare chiese alcune delle quali sono scampate miracolosamente a guerre e terremoti.
Photo via Wikimedia Commons / Canva



















































































































































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