La Strada del Riso vercellese

Un affascinante e magico percorso nelle terre del riso vercellese, tra prodotti e sapori unici con radici e storie millenarie

La Strada del Riso vercellese

Visitare le terre del riso a Vercelli, in Piemonte, è una esperienza unica, costellata di castelli, chiese cittadine e campestri, affreschi, abbazie, aree naturalistiche, disseminate fra innumerevoli distese di riso, che a primavera vengono allagate dando vita al famoso fenomeno del “mare a quadretti”. 

Oggi questo percorso è unito e collegato da una bellissima “Strada del Riso” che partendo da Vercelli, capitale italiana del riso di qualità, vi permetterà di scoprire a piedi, in auto, in bicicletta il meglio del territorio vercellese. La storia del riso vercellese, inizia nel 1400, grazie ad un dono degli Sforza, signori di Milano, ai monaci della locale Abbazia di Lucedio, con la particolare raccomandazione di non mangiarlo, ma di piantarlo e coltivarlo in un territorio che all’epoca era composto più di paludi che di terre utili all’agricoltura.

 

 

 

 

 

La pazienza dei monaci, nei secoli, ha permesso sia di bonificare molte aree del territorio, sia di sviluppare una fiorente risicoltura. Per controllare il territorio i monaci realizzarono una rete di “Grange” (granai nell'antico dialetto locale), gestite da fratelli laici dell’Abbazia di Lucedio. Queste Grange, simili nell’impostazione alle Cascine, servivano a raccogliere e lavorare il prezioso riso, attraverso macchine e sistemi che possono ancora oggi essere visti in alcune di queste strutture trasformate in ecomusei (nella foto a seguire, la Grangia di Pobietto con annesso Museo della civiltà contadina).

 

 

 

 

 

Il cuore del percorso è naturalmente Vercelli che oltre ad essere la capitale italiana ed europea del riso è anche una bellissima città d’arte. Sicuramente da visitare e vedere l’Abbazia di Sant’Andrea, risalente al 1200 e la Cattedrale di Sant’Eusebio, primo vescovo di Vercelli. Poi lasciatevi tentare da una passeggiata sotto i portici medievali del centro storico con una sosta obbligatoria in Piazza Cavour, sia per vedere la medievale Torre dell’Angelo, sia per rendere omaggio a Camillo Benso Conte di Cavour a cui si deve la realizzazione del famoso “Canale Cavour”, lungo più di 85 Km, che permette di regolare ed utilizzare l’acqua dei grandi fiumi del territorio a servizio proprio della coltivazione del riso.

 

 

 

 

 

A Vercelli, se lo desiderate potrete anche frequentare uno dei corsi base per diventare un “Sommelier del Riso” (www.acquaverderiso.it) imparando a riconoscere il riso di qualità anche attraverso specifiche analisi sensoriali, simili, per certi aspetti, a quelle dei Sommelier del vino e dell’olio.

Lasciata Vercelli organizzate il vostro percorso sulla Strada del Riso vercellese, visitando una delle numerose antiche Grange. Personalmente vi consiglio di optare per l’Antico Mulino –Riseria S. Giovanni, oggi trasformata in Ecomuseo, dove potrete vedere l'unica riseria ancora azionata dalla forza motrice dell'acqua. In alternativa potrete fermarvi alla Cascina Pobietto a  Morano sul Po, dove nei locali di una antica Grangia risalente al XII secolo, oggi sede del Parco Po Piemontese, potrete scoprire, attraverso oggetti e fotografie, l’antica storia delle Mondine, vere donne del riso, indispensabili per le fase della piantumazione delle piantine e per la periodica pulitura della risaia (dal verbo mondare, quindi mondina) dalle erbe infestanti.

 

 

 

 

 

Terminato il giro sulla Strada del Riso Vercellese, raccomandiamo un assaggio del piatto tipico di Vercelli: la "panissa", piatto completo a base di riso con cipolla, salame, lardo e fagioli. La particolarità della panissa, di cui ogni borgo ed ogni famiglia custodisce la sua particolare ricetta, sta proprio nel soffritto di cipolla, lardo e salame sotto grasso, nel quale viene tostato il riso, sfumato poi con del vino rosso. Il riso, di solito di varietà S. Andrea, viene poi fatto cuocere insieme al salame sotto grasso nel brodo di fagioli e infine mantecato con il formaggio grattugiato.

 

 

 

 

 

 

Anche il brodo di fagioli ha il suo segreto nascosto proprio nelle modalità di cottura dei fagioli, che deve durare 60 minuti, ed essere realizzata la mattina stessa, per non perdere la nota aromatica leggermente erbacea e il particolare sentore di nocciola, del prodotto locale. Come suggerisce un proverbio locale, “il riso nasce nell’acqua e muore nel vino” ed il principe dei vini di questo territorio è proprio il Gattinara DOCG. Se lo desiderate potrete concludere questa esperienza alla scoperta del territorio vercellese, raggiungendo il Borgo medievale di Gattinara, ad una ventina di chilometri da Vercelli, per vivere affascinanti degustazioni ed esperienze in vigna e nelle numerose cantine del Borgo.

Photo by Lamberto Funghi, con alcune immagini su gentile concessione della Strada del Riso Piemontese 

Scritto da Lamberto Funghi

Mi occupo di eventi e progetti di valorizzazione del territorio, attraverso iniziative artistiche, enogastronomiche e culturali in spazi non convenzionali. Collaboro con giornali, riviste e radio italiane ed organizzo visite ed incontri dedicati alla valorizzazione del territorio. Dal 2017 ho dato vita alla testata di turismo culturale, enogastronomico ed esperienziale Giroviaggiando (www.giroviaggiandoblog.com). Nell’ambito della stessa, una specifica area, Girogustando, si occupa itinerari enogastronomici. 

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