Un museo per il peperoncino

Frutto piccolo ma dalla forte personalità, presente abbondantemente nella cucina messicana, indiana e ovviamente immancabile in quella italiana e in particolare in quella calabrese, il peperoncino è simbolo della regione, delle sue tradizioni e della sua cultura gastronomica. Ogni zona del mondo ha i “suoi” peperoncini tipici, di taglie, forme e piccantezza diverse, declinati in un arcobaleno di colori che spaziano dal verde al viola, dal rosso al giallo. 

Siamo debitori di Cristoforo Colombo per averci portato, di ritorno dal suo viaggio nel Nuovo Mondo, tanta ricchezza in un piccolo frutto che merita non solo di essere assaporato…. ma anche “visitato”. L’invito che vogliamo farvi oggi è infatti quello di farvi guidare dalla curiosità per conoscere e sperimentare il mondo del peperoncino in tutti i suoi aspetti.

La Calabria, patria della bacca rossa e delle preparazioni piccanti, aspetta appassionati, cultori o semplicemente curiosi, a Maierà (provincia di Cosenza), un piccolo borgo della riviera dei Cedri, situato in una posizione panoramica a 360 metri s.l.m, nella valle del Torrente Vaccuta. Il centro storico si trova alle falde del monte Carpinoso, prossimo al borgo di Grisolia dal quale è separato solo dalla valle del Vaccuta. La leggenda popolare racconta che i due borghi furono separati dalla volontà di Dio, per porre fine alla disputa tra un giovane di Maierà e uno di Grisolia che si contendevano l’amore della stessa fanciulla.

Proprio a Maierà, presso il Palazzo Ducale, si trova il Museo del Peperoncino, l’unico al mondo dedicato al “cancarieddu”, dal 2016 iscritto all’Associazione Nazionale Piccoli Musei; a pochissimi chilometri dalla cittadina di Diamante dove ogni anno si svolge il famoso Festival del Peperoncino.

Il museo nasce da un’idea dell’Accademia Italiana del Peperoncino presieduta dal Prof. Enzo Monaco e sostenuta dall’Amministrazione Comunale di Maierà. Il Museo è la testimonianza e la memoria di un grande amore della Calabria e dei suoi abitanti per un frutto eletto a simbolo di una identità culturale e gastronomica. Un luogo in cui raccontare la storia di un frutto, per mettere in mostra l’arte, gli oggetti e la pubblicità ispirata al “diavolillo”.

Il museo è una tappa obbligata per gli amanti dei profumi e dei sapori piccanti, si articola in varie sezioni con più sale espositive: “Le vie del peperoncino” (seimila anni di viaggi in giro per il mondo alla ricerca del peperoncino, raccontati da mappe, fotografie, disegni e testimonianze storiche); “La pianta, i profumi e i sapori” (una panoramica sulle varietà coltivate nel mondo e catalogate dal prof. Massimo Biagi in collaborazione con l’università di Pisa; un'esposizione delle salse più famose, dei profumi e anche delle lavande e dei bagno-schiuma); ancora la sezione “Arte e comunicazione” (un panorama del peperoncino protagonista nell'arte e nella pubblicità) ; “La Fantasia di ogni giorno” (che mette in mostra gli oggetti provenienti da tutto il mondo ispirati al peperoncino: tazze, bicchieri, accendini, borse, posate, carte da gioco e tovaglie da tavolo); “Aziende e gastronomie” con l’esposizione del peperoncino in  tutte le salse: prodotto al naturale, trasformato e commercializzato. In una sala a parte vi è anche una esposizione con vendita di prodotti e specialità al peperoncino, appositamente selezionate dall'Accademia italiana del peperoncino.

Il museo, vi aspetta dal 1 luglio per tutta l’estate, con tante altre curiosità che meritano una visita!


Fonte: Calabria Portal

Scritto da Redazione ProDiGus

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