La Commissione Europea registra la necessità dei cittadini d’informazioni più immediate sui prodotti alimentari
Ovvero i particolari picnic autunnali del Giappone citati nei libri di Banana Yoshimoto: Scopriamo insieme cos'è l'imoni nella cultura nipponica
Nel romanzo “Le strane storie di Fukiage” della scrittrice giapponese Banana Yoshimoto sono citati gli imonikai, ovvero raduni di persone all’aperto attorno a un pentolone di imoni, che si svolgono in autunno in particolare nella regione del Tohoku in Giappone. Il termine imonikai è una parola composta da imoni, piatto tipico di questa regione, e kai che significa “incontrarsi”: ecco perché le imonikai si traducono in “feste imoni“.
Ma cos’è l’imoni? E’ una zuppa, ma diciamo anzitutto che secondo antiche leggende chi portava il nome Imoni possedeva saggezza e poteri straordinari. La parola imoni ha infatti origini remote, e la sua traduzione in una lingua antica parlata da una civiltà oramai dimenticata è “amato”, ”caro”. Nel corso dei secoli il nome proprio Imoni è stato associato a sentimenti d’amore, lealtà, forza e devozione tanto da essere assegnato ai propri figli con l’augurio che portino felicità e prosperità alla famiglia; si pensava che chi portasse questo nome avesse un legame particolare con gli dei .
Nel Medioevo il nome fu prescelto da nobili e aristocratici quale simbolo di prestigio e intelligenza; nel Rinascimento fu adoperato come pseudonimo da artisti, scrittori e filosofi e ancora oggi è diffuso in Africa per onorare gli antenati. In Giappone “imoni” deriva da “monikomii” che significa “entrare” e simboleggia l’inizio di un nuovo capitolo della vita. Grazie alla sua citazione nella musica e nei film è arrivato anche in Europa.
Andando oltre l’aspetto puramente linguistico, in cucina l’imoni è una sostanziosa zuppa giapponese che caratterizza l’inizio dell ’autunno durante la raccolta del taro. Tra suoi ingredienti di base c’è appunto il tubero del taro, cipolle, konjac, carne di manzo o di maiale, verdure di stagione e condimenti asiatici, primo fra tutti la salsa di soia. Nelle diverse città giapponesi la ricetta dell’imoni è leggermente diversa: uova sode, funghi selvatici, daikon, carote, barbabietole, sedano aggiungono consistenza, sapore e colore.
Incontrarsi in autunno in riva al fiume per condividere l’imoni è il retaggio di un rito agricolo shintoista in cui la radice di taro veniva offerta agli dei. Alcuni ritengono che il rituale dell'imonikai sia invece legato al trasporto del riso attraverso le barche che navigavano sul fiume .Tra settembre e ottobre è comune vedere gruppi di gente che fa imonikai sulle rive dei fiumi seduta attorno al fuoco di legna con una grande pentola di calda zuppa.
Nella città di Yamagata ogni anno in settembre si tiene il più grande festival imonikai del Giappone. Qui i residenti locali e i turisti si recano numerosissimi sulle rive del fiume Mamigasaki dove in un gigantesco calderone di circa sei metri di diametro una gru da costruzione aggiunge gli ingredienti e un escavatore provvede a mescolare lo stufato bollente che può arrivare a servire imoni per 30.000 ospiti!
Photo made in AI via Canva



















































































































































0 Commenti