Mele mai viste

Nere, di pietra, elefante, ghiacciate, di montagna: ecco nomi e caratteristiche delle mele-non-mele più strambe del mondo

Mele mai viste

Esistono circa 7 000 varietà di mele (appartenenti alla specie Malus domestica, la rosacea originaria dell’Europa e dell’Asia e oggi diffusa nella maggior parte delle aree temperate del pianeta), di diversa origine, differenti per colore, consistenza, sapore e contenuti nutrizionali. Alcune di queste varietà sono tradizionali, altre sono note per la loro denominazione commerciale, altre ancora appartengono a varietà antiche oggi recuperate; alcune sono adatte al consumo cotto o ideali per la trasformazione, altre ancora perfette da consumare in purezza per assaporarne ogni sentore. E poi esistono 5 frutti, chiamati "mela" ma non appartenenti alla specie Malus, che sono quasi del tutto sconosciuti al grande pubblico.

Si chiama BAEL ma è detta anche mela di pietra (stone apple) o mela di legno (wood apple) ed è il frutto dell’albero Aegle marmelos, pianta originaria del subcontinente indiano e del sud est asiatico. Si trova come specie naturalizzata in India, Bangladesh, Nepal, Pakistan e Sri Lanka. Si tratta di un frutto sferico, dall’esocarpo legnoso, duro (deve essere rotto con l’ausilio di un martello), verde quando acerbo e giallo dorato a maturazione completa; dalla polpa pastosa e densa, non omogenea e quasi granulosa, di colore arancione e con un sapore particolare che ricorda quello della papaia misto al lime ed un retrogusto fortemente resinoso.

E’ ricco di proteine, fibre, carboidrati, minerali (rame, potassio, ferro, calcio e fosforo) e vitamine (A, B, C) , 100 grammi di frutto contengono circa 137 kcal, è utile per lo stomaco, l’intestino e le vie respiratorie, ottimo in caso di diabete (perché contiene principi attivi che agiscono in modo simile all’insulina) ma soprattutto si tratta di un albero sacro per gli Indù (di cui si narra anche nei testi vedici; il bael infatti è uno dei quattro frutti sacri insieme al cocco, al jambul e al cannonball fruit). Il frutto fresco va consumato maturo o, in alternativa, fuori stagione è possibile trovarne la polpa essiccata a fette da consumare come fosse un biscotto (da accompagnare ad esempio a bevande calde). Con la polpa al massimo grado di maturità di producono ottime marmellate, sciroppi e dolci locali. 

Non è una specie autoctona ma ormai è diffusissima nelle fattorie e nei giardini delle isole hawaiane: si tratta della MOUNTAIN APPLE (Syzygium malaccense), un bellissimo albero da frutto originario della Malesia e dell’Australia e poi ampiamente diffuso in tutto il sud est asiatico e nei paesi tropicali del Pacifico Meridionale, anche detta mela rosa, mela malese o mela d’acqua. Particolarmente spettacolare per i colori è la fioritura dell’albero che subito dopo lascia il posto a frutti dalla particolare forma a campana, con la buccia sottile verde chiaro quando ancora giovani che diventano poi di un rosso vivo e lucido a completa maturità. La polpa bianca e succosa circonda un unico grande seme; il sapore leggermente aspro con sfumature dolci che ricordano quelle delle pere mature. I frutti sono generalmente consumati freschi ma la conservazione avviene soprattutto per essiccazione o trasformati in salse e conserve, perfette per dolci e aromatizzate con spezie (soprattutto chiodi di garofano e cannella). In alcune zone di produzione queste mele sono utilizzate per produrre vini fermentati da tavola

C'è poi colui che porta il nome botanico di Borassus flabellifer, comunemente chiamato doub palm, palmira palm, frutto di palmira o ICE APPLE (mela ghiacciata) è un frutto originario dell’Asia meridionale e attualmente diffuso soprattutto in India. Portato in grappoli sui rami, ha una buccia nera e tagliandone la parte superiore se ne rivelano dei semi di gelatina dolce, di colore bianco translucido e dal sapore delicato ricoperti da una sottile buccia bruno-giallastra. Caratterizzato dal ridotto apporto calorico (87 kcal per 100 grammi di prodotto), è ricco di vitamine (A, C, E, k), minerali (ferro, zinco, fosforo, calcio e potassio), proteine e fitonutrienti. Ricche di acqua hanno un buon potere refrigerante (perfetto per contrastare caldo e afa) e sono un vero idratante naturale per l’organismo, gli sono inoltre attribuite capacità antiossidanti, antinfiammatorie e antibatteriche. La polpa succosa e dalla consistenza gelatinosa contiene un liquido che può essere bevuto come si fa con l’acqua di cocco, generalmente le mele sono conservate in salamoia o sott’aceto, utilizzate anche per la preparazione del sarbat e altre bevande tipiche locali e generalmente consumate bollite, arrostite o essiccate. 

 

 

 

 

 

 

E poi esiste niente meno che la MELA ELEFANTE, frutto della Dillenia indica, un albero sempreverde originario dell’Asia sud orientale (India, Indocina e Indonesia) e particolarmente presente in Cina, dalla chioma tondeggiante alto fino a 25 metri. Dal sapore acido, i frutti grandi e rotondi, dal colore giallo-verdastro sono generalmente consumati cotti o aggiunti alle salse (soprattutto al curry). La pianta ha un ruolo molto interessante all’interno dell’ecosistema nel quale vive in quanto il suo frutto costituisce cibo prezioso per i grandi erbivori, elefanti in primis, che cibandosene favoriscono la dispersione dei semi nel terreno rendendoli disponibili anche per animali più piccoli come i macachi, piccoli roditori e scoiattoli. Essendo una delle principali fonti di cibo per gli elefanti asiatici, la raccolta nelle aree centrali delle foreste asiatiche è vietata, così come ne è proibita la vendita commerciale nel tentativo di contribuire fattivamente al mantenimento del sistema della catena alimentare della foresta. I frutti, insieme a foglie e corteccia, costituiscono ancora un ingrediente fondamentale della medicina tradizionale popolare.

Infine, esiste la mela nera, la BLACK DIAMOND APPLE DEL TIBET, la mela più rara e costosa al mondo, dalla buccia di colore viola scuro tendente al nero e dalla polpa bianca dolce e succosa, coltivata ad oltre tremila metri di altitudine. Alle piccole dimensioni del frutto corrisponde un prezzo grande che può addirittura sfiorare i 20 dollari al pezzo. Appartenente alla famiglia delle cosiddette mele cinesi huaniu, deve la sua rarità proprio alla regione geografica nella quale viene coltivata, lo Nyingchi, in Tibet, dove il terreno è situato all’ombra dell’Himalaya e i frutteti esposti a cndizioni metereologiche spesso avverse e a drastici abbassamenti della temperatura tra il giorno e la notte.

E proprio per adattarsi ai bruschi cambiamenti il frutto si è adattato rendendo la sua buccia più spessa così da essere in grado di proteggerne la polpa e pigmentandosi di un colore viola intenso grazie ai raggi ultravioletti che per l’altitudine giungono più forti. La polpa si mantiene cosi dolce e croccante ed è praticamente un frutto biologico perché le coltivazioni non necessitano di prodotti cimici per contrastare insetti e parassiti praticamente assenti a quelle altitudini. Dal punto di vista del gusto e delle proprietà nutritive, la black apple è molto simile alle altre varietà di melo con l’unica differenza che il prezzo la rende un vero e proprio lusso per pochi.

Photo via Pexels

Scritto da Viviana Di Salvo

Laureata in lettere con indirizzo storico geografico, affina la sua passione per il territorio e la cultura attraverso l’esperienza come autrice televisiva (Rai e TV2000). Successivamente “prestata” anche al settore della tutela e promozione della salute (collabora con il Ministero della Salute dal 2013), coltiva la passione per la cultura gastronomica, le tradizioni e il buon cibo con un occhio sempre attento al territorio e alle sue specificità antropologiche e ambientali.

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