Una ricetta che racchiude tutta la dolcezza della frutta, tratta dalla trasmissione “Il Circolo dei Buongustai” di Fabio Campoli su Alice TV!
Un affascinante percorso alla scoperta dei migliori mastri distillatori di grappa e delle più importanti tappe turistiche della Val di Non
Distillare grappa in Trentino è una vera e propria tradizione familiare, nata ad inizio Ottocento e proseguita per oltre due secoli, fino alle attuali trenta distillerie presenti oggi nel territorio trentino.
La Grappa Trentina è distillata solo da vinacce fresche, cioè dalle bucce degli acini d'uva già utilizzati dalle cantine per realizzare il mosto per produrre vino, provenienti dal territorio provinciale a garanzia della qualità del prodotto. Qualità sulla quale vigila proprio l’Istituto Tutela Grappa del Trentino, che dagli anni Sessanta controlla e certifica questa esclusiva produzione, rendendola riconoscibile con il Marchio del Tridente, antico simbolo del Trentino.
Il ciclo produttivo della grappa prevede che la vinaccia venga introdotta nella caldaia dell'alambicco il prima possibile ed in quantità limitata, per garantire una miglior estrazione degli aromi. I principi di questa tecnica seguono le vecchie regole ottocentesche della fonte di calore indiretto, della lavorazione lenta e del costante controllo dell’uomo. Un metodo ed una lavorazione artigianale che richiede un’estrema perizia e pazienza da parte del produttore, e fa si che ogni grappa, pur prodotta da vinacce del medesimo vitigno, abbia un profumo ed un sapore unico e diverso da ciascun'altra.
In Val di Non, di mastri distillatori riconosciuti dall'Istituto di Tutela della Grappa Trentina ve ne sono due, che ho personalmente visitato: la Distilleria Rossi D'Anaunia a Revò, un paesino situato nella parte nord occidentale della Valle, e la Distilleria Pezzi a Campodenno, nella parte bassa ma non meno affascinante della Valle.
La Distilleria Rossi D’Anaunia si trova nel centro storico di Revò in un'antica casa datata 1886, di cui ancora si può vedere il progetto originale, gelosamente conservato dalla famiglia Rossi, proprietaria della distilleria. La visita inizia dalla visione degli attori principali di questo processo: le vinacce con i loro preziosi profumi e l'alambicco, in rame, che attraverso la tecnica della distillazione in piccole quantità ed a bagnomaria con calore indiretto, producono un distillato di qualità e pregio.
Una volta completata la distillazione, una parte della grappa prodotta viene riposta in piccole botti di legno, le famose barrique, dove riposa per minimo 24 mesi. Per legge infatti la grappa può essere prodotta solo con le vinacce, mentre se vogliamo aggiungere erbe o frutta del territorio, il distillato potrà essere commercializzato esclusivamente sotto il nome di acquavite.
Cambiamo borgo della Valle, spostandoci a Campodenno, ma non cambia la passione e l'amore del mastro distillatore per la grappa. Anche in questo caso, la famiglia Pezzi produce e distilla grappe da più di sessant'anni, tramandandosi alcuni segreti produttivi da padre in figlio. Durante la visita ad accogliermi sono i profumi della vinaccia fresca, appena arrivata per la distillazione ed i macchinari e gli alambicchi in rame. Fra i vari macchinari colpisce un antico e raro misuratore meccanico della produzione che risale all'epoca austroungarica ed è tuttora funzionante.
Mi colpiscono anche i numerosi sigilli e targhette che chiudono e bloccano tutte le parti dell'impianto. Questi sigilli testimoniano il controllo che lo Stato, attraverso la Guardia di Finanza, compie su tutto il ciclo di produzione della grappa italiana. Un controllo sicuramente finalizzato al calcolo della tassazione legato alla gradazione alcolica del prodotto, ma in realtà è anche un modo per rendere impossibili eventuali "modifiche creative" del prodotto o delle fasi di distillazione a possibile danno della qualità e del consumatore.
Completata la visita ci immergiamo nella degustazione di questi profumati ed ottimi distillati. L'esperienza spazia fra le numerose grappe monovitigno, come ad esempio la grappa con vinacce Muller Thurgau della Val di Cembra, le grappe aromatizzate alle erbe di montagna ed i liquori a base di frutta, fino ad una rara acquavite di mela invecchiata. Ma la Val di Non, naturalmente, non offre solo buone mele e distillati: ha anche moltissime opportunità turistiche da vivere.
Dalla visita all'antico Santuario di San Romedio, uno dei più antichi delle Alpi, risalente all'anno 1000, alla vista dell'incantevole panorama della Valle e del Lago di Santa Giustina di cui si gode a Romallo (TN), alla Panchina Gigante della Val di Non, inserita nel Big Bench Community Project, un importante programma internazionale per la valorizzazione turistica delle piccole comunità locali.
Se visitate la Val di Non in autunno o in inverno, potrete gustare delle splendide passeggiate nei boschi della valle per ammirare il foliage ed i suoi colori, oppure indossare le ciaspole e godervi le prime nevicate. E se non volete rinunciare alla magia del Natale, potete invece utilizzare la centralità territoriale della Val di Non per raggiungere in meno di un'ora Trento, Bolzano e Merano, con i loro famosi e variopinti mercatini di Natale.
Photo by Lamberto Funghi / su gentile concessione dell'Ente di Promozione Turistica della Val di Non e dell'Istituto Tutela Grappa del Trentino
Immagine di copertina via Canva
Scritto da Lamberto Funghi
Mi occupo di eventi e progetti di valorizzazione del territorio, attraverso iniziative artistiche, enogastronomiche e culturali in spazi non convenzionali. Collaboro con giornali, riviste e radio italiane ed organizzo visite ed incontri dedicati alla valorizzazione del territorio. Dal 2017 ho dato vita alla testata di turismo culturale, enogastronomico ed esperienziale Giroviaggiando (www.giroviaggiandoblog.com). Nell’ambito della stessa, una specifica area, Girogustando, si occupa itinerari enogastronomici.






















































































































































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