In Italia +18% dopo i problemi del 2017, secondo le stime dell’Alleanza Cooperative Agroalimentari
In America è sempre più frequente trovare nei cimiteri tombe che riportano dosi e procedimenti delle ricette preparate in vita dai defunti
Lapide sita in un cimitero in Alaska, riportante la ricetta per dei biscotti senza cottura al cioccolato e fiocchi d'avena - screenshot tratto dal sito chantallarochelle.ca di proprietà dell'autore
La commemorazione dei defunti è una ricorrenza importante in ogni cultura e paese. In questi giorni si fa più frequente il ricordo di una persona cara che ci ha lasciato, ci ritroviamo più spesso immersi nei ricordi a rivedere nella mente i momenti di vita vissuta con lei condivisa. E non solo: anche la cucina trova spesso un suo ruolo, poiché una ricetta particolare preparata secondo le preziose indicazioni ereditate da qualcuno che purtroppo non c'è più (ed era tanto bravo a preparare la pietanza rendendola sempre indimenticabile) può essere un modo per allietare i pensieri ed onorare al contempo sua memoria.
Tramandare una ricetta è un grande dono, e dovrebbero ben pensarci coloro che mantengono eccessivamente segrete le loro dosi e tecniche di preparazione, senza mai consentirne ad altri di averne accesso, di fatto lasciando "estinguere" per puro orgoglio personale quella che sarebbe stata un'ottima ricetta da lasciare ai posteri e far continuare a vivere. Ma questo non accade negli Stati Uniti, dove - vi stupirà - da alcuni anni tra le tombe dei cimiteri si possono trovare obelischi o lapidi con sopra scolpite le ricette dei defunti.
La maggior parte di queste ricette sono dolci, e le tombe in questione sono molto spesso quelle di donne che si sono dedicate alla famiglia, anche in condizioni non sempre facili. Questo è il caso di Bonnie Johnson, che nel 1957 si spostò da Washington in Alaska dove prestò servizio come assistente di volo. Qui le scorte di cibo dovevano durare mesi, e i semplici biscotti senza cottura che Bonnie preparava per i suoi quattro figli e la comunità di Nome, la città affacciata sul mare di Bering, comparivano in molte occasioni di festa durante l’anno, conservati nelle scatole di Cool Whip, una sorta di panna venduta congelata che era uno degli ingredienti dei biscotti.
Alla morte di Bonnie, i figli trovarono tante scatole di Cool Whip nella sua casa e decisero perciò di innalzare per lei un obelisco in marmo nero, che svetta nel cimitero di Nome su cui è incisa l’immagine di una vaschetta della Cool Whipe la ricetta dei semplici biscotti senza cottura con altri elementi emblematici legati alla vita di Bonnie (immagine a inizio articolo).
A Seattle, Richard Dawson ha voluto un libro aperto scolpito sulla lapide in marmo rosa della madre Naomi, con incisa la ricetta dei suoi biscotti, gli “Spritz Cookies”, fatti con ingredienti semplici (burro, zucchero, farina, uova, vaniglia, lievito e sale) ma con tanto amore. A Castor, in Louisiana , il figlio di Bogan O’Neal ha voluto che sulla sua tomba fosse incisa la ricetta della “O’Neals Peach Cobbler”, la crostata di pesche con ingredienti e preparazione; qui mancano però le dosi delle pesche e il tempo di cottura del dolce.
Nello Iowa, a Cascade, Maxine Menster per il Natale preparava in famiglia tanti biscotti a forma di cavalli al galoppo, che ogni anno venivano appesi insieme alle decorazioni sull’albero natalizio. Sua figlia Jane porta avanti la tradizione utilizzando gli stampi ottocenteschi dei biscotti che appartenevano ai nonni, e la lapide di Maxine porta anch’essa incisa la ricetta dei “biscotti di Natale della mamma”. Per citarne ancora una - e ce ne sono davvero tante - la ricetta del pane di datteri, noci e uvetta di Connie Galberd, cotto nelle lattine vuote di zuppa Campbell (e per questo aveva una particolare forma cilindrica) è nel cimitero di Highland Mills, nello stato di New York . Considerato il diffondersi di questa usanza, nella città di Logan nello Utah è stata perfino aperta un’apposita ala del cimitero dal nome di “Fudge Section”.
Come riportato dal Washington Post , tra il 2020 e il 2021 sono stati pubblicati 430 necrologi con riferimenti alla cucina e il fenomeno sembra essere in ascesa. Non sappiamo se questa moda arriverà anche da noi, ma mentre nei secoli che vanno dal ‘700 al ‘900 in America le lapidi potevano riportare l’appartenenza del defunto a un ordine religioso e sociale e quindi a un gruppo di individui, a partire dagli anni ’90 del secolo scorso le ricette sulle tombe hanno visto la loro prima comparsa. Queste dediche hanno un carattere individuale perché strettamente legato al defunto, ma hanno comunque il pregio di diffondere la tradizione culinaria. Infatti, camminando tra le tombe dei cimiteri, quando qualcuno si imbatte in una di queste iscrizioni o sculture sorride, qualcun'altro annota la ricetta e magari prova a ripeterla così che la ricetta come una poesia o un racconto si trasmetta ai posteri superando i confini del tempo.
Visitando il sito della fotografa americana Chantal Larochelle (cliccando qui) potrete consultare fotografie originali e ricette ritrovate sulle tombe di vari cimiteri americani.
Photo made in AI
Scritto da Redazione ProDiGus
Il nostro staff in costante elaborazione e ricerca di informazioni utili e attendibili nel mondo del food&beverage




















































































































































0 Commenti