Mai visto un cucamelon?

Il piccolo cetriolo messicano i cui frutti sembrano minuscole angurie: conosciamolo meglio tra origini, coltivazione, proprietà e gusto

Mai visto un cucamelon?

Non è un melone come farebbe credere uno dei nomi (cucamelon) che è stato dato al cetriolo messicano o cetriolino dei Maya, la cucurbitacea rampicante il cui nome scientifico è Melothria scabra. I suoi simpatici frutticini grandi quanto acini d’uva sembrano piccoli meloni verdi striati.

Già in età precolombiana questi frutti erano parte della dieta degli Aztechi e la pianta era coltivata in Messico e in Centro America dove oggi è chiamata “sandita”.Tra gli altri nomi volgari con cui si conosce la Melothria scabra, cucamelon o melòn ratòn sono spagnoli mentre little water melon o mouse melon sono anglosassoni. Il primo a classificare la pianta fu il botanico Charles Victor Naudin (1815-1899) che studiò l’ereditarietà della flora brasiliana ed è considerato il precursore della genetica moderna dato che Charles Darwin e Gregor Mendel studiarono le sue opere.

Il frutto del cucamelon, agrumato e saporito, si consuma fresco e intero; può farcire panini, arricchire insalate con pomodori, cipolle ed erbe fresche o si può farne un frullato con foglie di menta o aneto per una bevanda fresca e dissetante .In padella il cucamelon può affiancare peperoni e pomodori. E ancora, i piccoli frutti si possono conservare sott’aceto come per il cetriolo comune.

Le proprietà nutritive di questo cetriolo messicano sono simili a quelle del cetriolo da noi più comunemente conosciuto, e il sapore ha un leggero retrogusto amaro dovuto alla buccia che tende a quello del lime: per questo il cucamelon può anche sostituire ottimamente le olive nei gin tonic!. Rinfrescante e idratante, il cucamelon è ipocalorico, diuretico e disintossicante.

La  coltivazione della pianta è semplice: si semina in primavera nei mesi di Marzo e Aprile e si raccolgono i frutti in Settembre, quando sono lunghi circa due centimetri .Se si lasciano i frutti più a lungo sulla pianta il sapore tende a diventare più acidulo. E’ necessario dotare la pianta di un tutore perché vi si arrampichi attorno come una vite con i suoi viticci.

In un clima caldo il cucamelon è una pianta perenne che cresce dando frutti per alcuni anni. Le sue radici tuberose si possono anche estrarre dal terreno dopo la raccolta e conservare in inverno in un luogo fresco e asciutto per ripiantarle in primavera. Anche se i semi richiedono un mese per germinare e occorre tempo per la maturazione, la coltivazione del cucamelon è certamente meno costosa dell’acquisto dei suoi frutti.

Recentemente il cucamelon è diventato popolare in Gran Bretagna, presentato alla BBC all’interno del programma televisivo “Grow your own drugs” in cui l’etnobotanico James Wong ha esposto il suo progetto di produzione dei semi di piante particolari in collaborazione con l’azienda inglese Suttons Seeds . Wong ha precisato che questi semi non sono OGM e vale la pena coltivare queste piante i cui frutti sono un ottimo integratore nutraceutico naturale essendo ricchi di minerali, potassio e fibre, flavonoidi , antiossidanti e composti fenolici 

Photo via Canva

Scritto da Elena Stante

Laureata in Matematica nel 1981 presso l’Università degli Studi di Bari, dal 1987 al 2023 ha insegnato Matematica e Fisica presso il Liceo Ginnasio Aristosseno di Taranto .Ha partecipato ai progetti ESPB, LabTec, IMoFi con il CIRD di Udine e a vari concorsi nazionali ed ha collaborato con la nomina di Vice Direttore per la regione Puglia alla rivista online Euclide, giornale di matematica per i giovani. Le piace correlare la scienza al cibo, nonché indagare su storie e leggende, e con Prodigus inizia il suo percorso di redazione di contenuti golosi per gli utenti del web.

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