Un antipasto dalle note dolci e croccanti, perfetto da intingere in una fantasiosa salsa al formaggio caprino e barbabietola
In Grecia è anche detta vasilopita e non può mancare sulla tavola del Capodanno per portare buon auspicio: ecco come e perchè
In tutto il mondo sono tante e diverse le tradizioni legate ai festeggiamenti di fine anno e del Capodanno in base alla cultura locale, ma tutte hanno in comune dei riti propiziatori per l’arrivo del nuovo anno che ciascuno si augura sia migliore di quello appena terminato. E in Grecia, non è Capodanno senza la vasilopita!
In Grecia il 1° gennaio si festeggia san Basilio di Cesarea detto il Grande, che rappresenta l’equivalente di Santa Claus (san Nicola), ossia del nostro Babbo Natale. Il tradizionale scambio dei doni di Natale in Grecia avviene proprio nel giorno di Capodanno: e qui, sulla tavola imbandita di pietanze varie quali carni bianche e rosse, patate e insalate, non può mancare la vasilopita o vassilòpita (Βασιλόπιτα), cioè la torta di San Basilio come dice il nome che viene appunto dalla composizione “vasilo” e “pitta”, che significa pane di Basilio.
Gli ingredienti di questa torta sono semplici: farina, uova, latte, zucchero, burro. Ha una consistenza soffice come quella di un pane dolce simile al tsoureki greco; altri due ingredienti tipicamente greci sono il machlepi, che è una spezia che si ricava da una pianta simile al ciliegio, e la mastica che è un liquore aromatizzato con una resina ottenuta dalla pianta del lentisco.
Spesso la vasilopita è spolverata con uno strato di zucchero a velo oppure è ricoperta da una glassa di zucchero o di cioccolato e a volte viene farcita con una crema leggera; sopra la torta vengono tradizionalmente scritti i numeri del nuovo anno con le mandorle o con la glassa, ma anche con il marzapane oppure con chicchi di melagrana.
Questa torta è un portafortuna perché nasconde al suo interno una moneta, il flurì (termine di origine medievale che significa fiorino, una moneta d’oro fiorentina) e chi la troverà avrà fortuna per tutto l’anno e spesso avrà anche un piccolo regalo (che in greco è detto ghurì). L’uso di nascondere una moneta nella torta non è solo in Grecia: esso è anche nel Regno Unito dove una moneta d’argento è nascosta nel Christmas Pudding, in Francia nella Galette des Rois, in Spagna nel Roscòn de Reyes e oltreoceano nella King cake di New Orleans.
Sembra che questa usanza tragga origine dall’epoca dei Romani e le loro festività dei Saturnali celebrate nel mese di dicembre, durante le quali si scambiavano auguri e piccoli doni. La torta dei re si consuma di solito il giorno dell’Epifania che celebra l’adorazione dei Re Magi, mentre in Grecia la vasilopita è la torta del Capodanno che corrisponde al nostro Natale; secondo le antiche tradizioni per questa festa si appendeva una cipolla all’entrata della casa e il primo che vi entrava il 1° Gennaio faceva cadere una melagrana così che dal numero dei chicchi che ne fuoruscivano si poteva prevedere quanta fortuna avrebbe avuto in futuro quella famiglia .
Il taglio della torta è per i greci un rito solenne che si celebra non solo in famiglia ma anche nei luoghi di incontro e di lavoro dopo che è scoccata la mezzanotte del 31 dicembre .In casa il capofamiglia taglia le prime due fette destinate a Gesù e alla casa, poi ne taglia una per sé stesso e quindi le altre fette distribuendole in ordine di anzianità a tutti i restanti componenti della famiglia. Se la moneta è in una delle prime due fette la fortuna sarà per tutta la famiglia.
Il motivo per cui il rito della moneta nella torta è dedicato alla figura di San Basilio piuttosto che ai Re Magi lo leggiamo in alcune leggende legate alla vita del Santo. Ebbene, San Basilio è stato vescovo e sapiente teologo nella città di Cesarea in Cappadocia, nell’Asia Minore, definito uno dei padri della religione ortodossa. Generoso nei confronti dei poveri, nella sua vita fece costruire una sorta di città della carità nei pressi di Cesarea dove accogliere i pellegrini e curare i malati. Rinnovò inoltre il monachesimo, e alla sua morte destinò la propria eredità personale ai meno abbienti della sua diocesi.
Una delle leggende legate alla vasilopita racconta che San Basilio fece produrre tanti piccoli pani che contenevano monete da distribuire in maniera discreta alle famiglie povere per alleviare le loro difficoltà economiche; una seconda versione della storia racconta invece che alla richiesta di tutti i tesori della città da parte di un generale tiranno che minacciava la distruzione, San Basilio si fece consegnare monete e oggetti preziosi da tutti i fedeli per nasconderli e rispondere alla richiesta dicendo che il popolo non possedeva nulla. Quando il tiranno si ritirò, per poter restituire i preziosi ai proprietari il vescovo fece preparare tanti pani che li contenevano e li fece distribuire uno per ogni famiglia. C’è una terza versione di questa storia che parla del miracolo avvenuto quando aprendo davanti al tiranno il fagotto contenente i preziosi consegnati al Santo, un enorme bagliore fece sparire il despota con tutti i suoi soldati.
Nelle campagne greche la torta di San Basilio viene decorata con steli di paglia, rametti di vite o di olivo e piccoli pezzi di formaggio per propiziare i futuri raccolti. Assieme alla vasilopita sulla tavola delle feste di Natale in Grecia non possono mancare inoltre altri tre dolci tipici : gli amatissimi biscotti melomakarona - originariamente dedicati alla commemorazione dei defunti - che sono ricoperti di sciroppo al miele simbolo di benessere e prosperità; i kourabiedes, biscotti al burro con mandorle cosparsi di zucchero a velo, e infine i diples che sono ottenuti ripiegando più volte un foglio sottile di pasta all’uovo aromatizzata con l’ouzo, fritti e conditi con sciroppo al miele, noci e cannella. E a questo punto non resta che augurare a tutti “eυτυχισμένο το νέο έτος“, ossia... un felice anno nuovo!
Photo made in AI / Canva



















































































































































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