Cucinare con l'olio di argan

Poco conosciuto nel suo impiego alimentare, in Marocco l'olio di argan si usa anche in cucina e ispira con successo gli chef internazionali

Cucinare con l'olio di argan

In Marocco è chiamato oro liquido ed è utilizzato in cucina da tempi remotissimi. Oggi, nonostante le difficoltà in termini produttivi dati da una resa bassa e una riduzione del territorio in cui cresce la pianta, l’olio di argan continua ad essere una risorsa preziosa per la salute. Non solo olio di bellezza, perfetto per la cura quotidiana dei capelli e della pelle, l’olio di argan può essere usato anche in cucina con risultati interessanti.

L’argan (nome scientifico Argania spinosa, appartenente alla famiglia delle Sapotaceae) è una pianta appartenente ad un ecosistema oggi in pericolo di estinzione tanto da rientrare tra le specie vegetali tutelate dall’Unesco. Mentre in passato, infatti, la foresta di argan si estendeva dal sud del Marocco fino alle zone più settentrionali dell’Africa, occupando vastissimi territori e riuscendo a resistere all’avanzata desertica e all’erosione del suolo, oggi la superficie occupata si è ridotta a 2,5 milioni di ettari compresi tra l’Oceano Atlantico orientale, l’alto Atlas e le piccole montagne dell’Atlas.  

Prezioso, laborioso nella produzione e ben costoso (circa 120€/lt), l’olio di argan alimentare si ottiene per estrazione dai semi tostati (pratica che gli conferisce un colore bruno) macinati e spremuti, ed è un prodotto diverso da quello per la cosmesi (non commestibile) che si ottiene invece dalla spremitura a freddo. I semi sono davvero ardui da ricavare: dal frutto va rimossa prima la buccia esterna per raggiungere il nocciolo; esso si presenta molto duro e va spaccato per arrivare ai semi oleosi (se ne trovano da uno a tre al suo interno). Possono volerci anche 20 ore per produrre un unico litro di olio d'argan!

Utilizzato come condimento alimentare in maniera del tutto simile all’olio extravergine d’oliva, l'olio d'argan in Marocco accompagna generalmente il consumo di cereali e derivati come pane, pasta, cuscus e taijine; è aggiunto ad insalate, verdure grigliate e minestre o ancora agli arrosti di carne. Dal sapore fruttato, e dall’aroma tostato e piacevole che ricorda quello della nocciola, l’olio di argan è utilizzato anche nella preparazione di dolci e creme; unito a mandorle tostate e tritate e al miele, per esempio, da origine ad una sorta di burro dolce spalmabile detto amlou, viscoso, setoso e luccicante, offerto tradizionalmente come salsa o crema spalmabile nella cucina marocchina, i in segno di benvenuto agli ospit. In virtù del suo alto punto di fumo, l’olio di argan sarebbe ideale anche per friggere (soprattutto le verdure) con risultati interessanti al gusto perché dona un sapore inusuale rispetto al tradizionale olio di oliva, e rappresenta una ottima alternativa se si cercano gusti nuovi e diversi. Ne sanno qualcosa diversi chef internazionali che stanno traendo nuovi spunti nell'uso sia a crudo che a cotto dell'olio di argan. 

Sono proprio le caratteristiche fitoterapiche e la composizione di questo olio a renderne così variegati gli usi, tutti accomunati dagli effetti benefici per l’organismo e volti al mantenimento del benessere: prevenzione cardiovascolare, capacità antiossidante, azione idratante ed emolliente per tutti gli annessi cutanei, effetto antibatterico e cicatrizzante. L’alto contenuto di acidi grassi benefici (omega 3, omega 6 e omega 9) lo rendono, inoltre, adatto nelle diete dislipidiche (in caso cioè di ipercolesterolemia e ipertrigliceridemia), in caso di ipertensione e in presenza della sindrome metabolica e diabetica.

A fronte di questi benefici non va dimenticato che, trattandosi di un grasso da condimento e contenendo moltissime calorie, l'olio di argan va assunto e consumato sempre e comunque in porzioni idonee ed adeguate che si aggirano approssimativamente intorno ai 30-40 gr/die per un soggetto adulto e dallo stile di vita attivo.
 

Photo via Pixabay

Scritto da Viviana Di Salvo

Laureata in lettere con indirizzo storico geografico, affina la sua passione per il territorio e la cultura attraverso l’esperienza come autrice televisiva (Rai e TV2000). Successivamente “prestata” anche al settore della tutela e promozione della salute (collabora con il Ministero della Salute dal 2013), coltiva la passione per la cultura gastronomica, le tradizioni e il buon cibo con un occhio sempre attento al territorio e alle sue specificità antropologiche e ambientali.

0 Commenti

Lasciaci un Commento

Per scrivere un commento è necessario autenticarsi.

 Accedi


Altri articoli