Cos'è l'inamona?

Dalle noci di kukui deriva un condimento tipico della cucina hawaiiana, ma anche tante altre tradizioni e impieghi da scoprire

Cos'è l'inamona?

Dici Aloha ed è subito Hawaii: amore, affetto e pace si concentrano in un saluto dal significato culturale e spirituale molto profondo che fa immergere subito in un'atmosfera unica ricca di colori, profumi e sapori  In fatto di gastronomia le Hawaii ci regalano, fra gli altri, l’inamona, un condimento tipico ottenuto dalle noci di kukui tostate, anche dette noci delle Molucche (Aleurites moluccanus) o candle nuts in lingua inglese, e dal pa’akai, il sale hawaiano. Questo condimento, conosciuto oggi anche grazie alla massiccia diffusione dei poke, è usato tradizionalmente per aggiungere un aroma salato e di frutta secca a piatti a base di ortaggi, pesce crudo e carne di maiale o mescolato a diversi tipi di alga.

Le noci del kukui contengono sotto una doppia e dura buccia uno o due semi dalla consistenza morbida e ricchi di olio che però non sono commestibili da acerbi ma, arrostiti o tostati si possono consumare ed hanno un gusto simile alle nostre noci comuni. Per preparare l’inamona i frutti del kukui, dopo la raccolta, devono essere essiccati e sbucciati, dunque, tostati finché non assumono un colore nerastro ed uniforme. A questo punto le noci raffreddate sono immerse in acqua fredda per rompere la seconda buccia e giungere al nocciolo.

I frutti, così preparati, sono lavorati e macinati con pietra (pohaku) e mortaio (kini) e mescolati con il pa’akai che ne impedisce l’irrancidimento e conferisce al preparato un sentore particolare dovuto al suo gusto minerale e colore bruno-rossastro dovuto alla presenza di argilla vulcanica. Dopo queste fasi di preparazione, l’inamona è conservato in recipienti detti ipu, ricavati dalle zucche svuotate che mantengono fresco il condimento. 

Considerata la globalizzazione dei gusti e la necessità di reperire questo condimento anche fuori dalle isole, oggi la gran parte della produzione destinata ai mercati internazionali e on-line non avviene con il metodo tradizionale della macinazione a mano e sostituisce la tostatura alla brace con quella in forno, il che determina pur nell’apprezzabilità del condimento, un gusto meno autentico dell’inamona.

La peculiarità di questo condimento sta proprio nell’ingrediente base, le noci del kukui, albero ufficiale e simbolo dello stato delle Hawaii così come il suo fiore, cosa che attribuisce all’inamona un intrinseco valore simbolico e iconico della cultura hawaiana. L’albero non è originario delle isole ma vi fu portato dai navigatori polinesiani per essere coltivato sulle isole dell’arcipelago. Fin dall’inizio se ne usava la corteccia per fare indumenti (i kapa), il legno, le noci (per uso alimentare), i fiori per fare delle ghirlande e addirittura la linfa. I frutti del kukui sono anche detti noci candela (candlenut) per il loro elevato contenuto in olio che in passato le rendeva perfette per farne delle torce (una noce contiene sufficiente olio per bruciare e quindi illuminare per circa venti minuti).

Oggi, l’olio estratto dai semi delle noci è utilizzato ampiamente in cosmesi come base di molti prodotti di bellezza perché dall’elevato potere emolliente. E’ curioso inoltre che l’olio delle noci di kukui sia utilizzato oltre che per lucidare canoe e reti da pesca anche nelle pitture orientali e, a questo, se ne deve la diffusa coltivazione dalla Malesia all’India, alla Cina, a molte isole del Pacifico. Dal punto di vista nutrizionale, le noci del kukui sono particolarmente caloriche e hanno un elevato contenuto di grassi insaturi, sono ricche di proteine e sali minerali (fosforo, potassio, magnesio, rame e zinco) e sono una buona fonte di vitamine del gruppo B.

È da tempo immemore che sulle isole hawaiiane s’intrecciano collane (ma anche bracciali e ornamenti per capelli o per cappelli) che prendono il nome di lei. Sono fatti non solo di fiori freschi - plumerie, orchidee, pikake (il gelsomino arabo) - ma anche con foglie, semi, legno, conchiglie, e non per ultime di noci di kukui tostate e dipinte, e portano con loro tutti i messaggi dell’Aloha, diffondendo buon auspicio, gratitudine e fratellanza. Le collane di noci moluccane, indossate indistintamente da uomini e donne, sono un vero must da portare con sé dopo un viaggio alle Hawaii; la popolazione locale ritiene addirittura che le noci assorbano il mana, cioè l’energia spirituale hawaiana e dunque secondo la tradizione, se indossate, svolgono una funzione protettiva.

Scritto da Viviana Di Salvo

Laureata in lettere con indirizzo storico geografico, affina la sua passione per il territorio e la cultura attraverso l’esperienza come autrice televisiva (Rai e TV2000). Successivamente “prestata” anche al settore della tutela e promozione della salute (collabora con il Ministero della Salute dal 2013), coltiva la passione per la cultura gastronomica, le tradizioni e il buon cibo con un occhio sempre attento al territorio e alle sue specificità antropologiche e ambientali.

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