Il buono del polline

Le api non producono solo miele: rappresentano anche un valido aiuto per l’ottenimento del polline. Il polline è un alimento molto utile per gli insetti che se ne cibano, è ricco di sostanze di alto valore nutrizionale, e in epoca recente gli agricoltori hanno imparato a raccoglierlo al pari del miele per commercializzarlo e portarlo nelle dispense delle case come nelle cucine dei grandi chef. 

Ma partiamo con ordine: che cos’è il polline? E’ composto da una moltitudine di granuli microscopici, di forma e colori differenti a seconda della specie, contenuti nei sacchi pollinici delle antere dei fiori. Questi granuli rappresentano le cellule riproduttrici maschili della pianta, e la loro forma di “polvere” li rende facilmente trasportabili dal vento e dagli insetti da un fiore all’altro (per raggiungere i pistilli, ovvero gli organi femminili dei fiori). 

In cambio del nettare che le attira, le api trasportano il polline (che con la sua consistenza ne riveste anche il corpo) di fiore in fiore. Ma non solo, perché al contempo le api sono interessate dal polline, che funge da fonte proteica importantissima per la loro riproduzione e crescita all’interno dell’alveare, dallo stadio di larve fino all’età adulta. Per questo hanno sviluppato un sistema di adattamento specifico che consente loro di produrre piccoli “gomitoli” di polline, per trasportarli poi verso l’alveare. 

Il polline raccolto dalle api si degrada velocemente: è sorprendente come alcuni fermenti lattici e lieviti “allevati” nell’alveare consentano la loro migliore conservazione, evitandone la putrefazione batterica. Depositato nei favi, questo polline “fermentato” prende il nome di pane d’api, ma non è lo stesso che, confezionato in barattoli, possiamo acquistare dagli apicoltori alle erboristerie. Il “nostro” polline venduto come integratore dietetico viene infatti raccolto all’ingresso degli alveari, prima che le api possano depositarlo e processarlo. 

Le proprietà benefiche del polline derivano dal contenuto di exina, composta da sostanze lipidiche colorate, ricche di caroteni, aromi, polifenoli, fitosteroli, flavonoidi e vitamine liposolubili antiossidanti. Queste molecole rappresentano preziosi micronutrienti per il nostro organismo, con forte potere antiossidante. Il polline è anche ricco di proteine (è molto indicato anche come integrazione degli stili alimentari vegani e vegetariani), nonché sali minerali, vitamine e oligoelementi.  E’ un alimento rivitalizzante ed energizzante, stimola e rinforza il sistema immunitario e regolarizza la digestione

Se si vorrà impiegare il polline nelle ricette, occorrerà procedere sempre a crudo (dunque non cuocendo il polline). Provatelo nel tè freddo o caldo, nello yogurt, nel kefir o nello skyr per una colazione che vi doni ancora più sprint. Sarà ottimo anche sui gelati, nelle macedonie, ma anche come rifinitura di zuppe, risotti con il sapore di un profumato vino bianco protagonista, o ancora le insalate. 
 

Fonti sitografiche:

Scritto da Redazione ProDiGus

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