Età, cibo & benessere


Uno stile di vita salutare passa per la dieta mediterranea, ancor più dai 50 ai 70 anni

Età, cibo & benessere


Si può invecchiare in salute, non è obbligatorio ammalarsi”: questo il pensiero del prof. Franco Berrino, medico ed epidemiologo piemontese di fama internazionale, convinto assertore dell’importanza del cibo e dell’alimentazione come forma di prevenzione dalle malattie.

Un’affermazione contro tendenza, la sua, quasi un ossimoro che esorta ciascuno di noi alla ricerca di un corretto stile di vita, nella speranza di poter beneficiare, in futuro, di uno stato di salute ideale. 

In un Continente che sta invecchiando precocemente, in cui si stima che le persone fra i 50 e i 70 anni, rappresenteranno in tempi brevi un quarto della popolazione europea, aumenta sempre più nella comunità medico-scientifica l’interesse nell’individuazione dei fenomeni e delle strategie che condizionano l’invecchiamento ed in particolare quelli legati agli eccessi o alle carenze alimentari. 


La scelta di ciò che mangiamo ha, di fatto, un forte impatto su nostro benessere psicofisico e non può essere lasciata al caso. Il cibo è il materiale con cui si costruisce la vita, per cui mangiare bene è fondamentale in ogni sua fase, e ancora di più dopo i 50 anni, età in cui possono insorgere, con maggiore frequenza, affezioni croniche importantiquali artrite, diabete, problemi cardiovascolari, osteoporosi, sino ad arrivare a patologie più gravi come il cancro o l’infarto. 

Per limitare i rischimoderare gli effetti di malattie già instaurate nell’organismo, è necessario, prima di tutto, ascoltare il proprio corpo e promuovere un’alimentazione sana
Con il trascorrere degli anni, l’appetito diminuisce e l’organismo perde progressivamente efficienza nel metabolizzare e assorbire i nutrienti. La massa muscolare, infatti, tende a ridursi, mentre quella adiposa ad aumentare, concentrandosi prevalentemente nella fascia addominale; il corpo arriva a perdere sino al 20% della sua componente acquosa. 

La diminuzione della massa muscolare comporta anche un rallentamento del metabolismobasalee quindi un minore fabbisogno calorico rispetto agli anni della giovinezza. 
Per mantenersi in buona salute e contrastare l’invecchiamento, quindi, è importante seguire un regime alimentare basato su scelte consapevolie praticare una moderata attività fisica. 

Ma che tipo di alimentazione andrebbe seguita dopo i 50 anni?


Ancora una volta ad avere la meglio è la dieta mediterranea, fiore all’occhiello della tradizione agroalimentare italiana, riconosciuta nel 2010 come patrimonio culturale immateriale dell’umanità dall’UNESCO. Uno “scudo salvavita”, come viene spesso definita dai ricercatori, in grado di ridurre sensibilmente il rischio di mortalità anche negli over 50. 

Seguendo quindi i capisaldi della piramide alimentare dell’alimentazione mediterranea, in cui i carboidrati rappresentano il 55-60% delle calorie assunte quotidianamente, le proteine il 15% circa e i grassi il 25-30%, ed avendo l’accortezza di ridurne le porzioni e di privilegiare gli alimenti che contrastano i radicali liberi, otterremo un vero e proprio elisir di lunga vita. 

Tra i cibi da privilegiare in questa fascia d’età vi è sicuramente il pesce, specie quello azzurro, unitamente ai cosiddetti pesci grassi quali tonno, salmone, sgombro e trota, ricchi di Omega-3 e utili per ridurre i trigliceridi e il colesterolo.

Segue poi il pomodoro, meglio se consumato cotto, ricco in licopene, uno dei più potenti antiossidanti presenti in natura, che aiuta a prevenire le malattie cardiovascolari, i tumori e a contrastare i radicali liberi.

Da consumare ogni giorno anche un vasetto diyogurt, preferibilmente quello preparato confermenti lattici probiotici, che contribuisconoarafforzare il sistema immunitario.

Tra le verdure, andrebbeaumentato il consumo di peperoni, una fonte importante di beta-carotene e vitamina C. Sì a broccoli e cavolfiori, che insieme a cavoli, cavolini di Bruxelles e verze, hanno proprietà antitumorali scientificamente riconosciute. Ricchi anch’essi di vitamina C, assicurano inoltre un buon apporto di vitamina A, unitamente a potassio e ad altri minerali antiossidanti, fondamentali per il corretto metabolismo. Un posto privilegiato nell’alimentazione dopo i 50 anni è rappresentato dagli spinaci, fonte, tra gli altri, di Omega-3, acido folico, e luteina, un carotenoide estremamente utile per la salute della vista e della pelle.


Da non trascurare il consumo quotidiano di frutta secca, in particolare di noci, contenenti abbondanti dosi di selenio e vitamina E, e di legumi, soprattutto di fagioli neri. 

Tutte le varietà di fagioli hanno proprietà benefiche, ma nessuna è più indicata nella prevenzione delle varie patologie degenerative quanto i fagioli neri, poiché estremamente ricchi di antociani, sostanze antiossidanti che migliorano le funzioni cerebrali. 

Consigliati inoltre tutti i germogli: che derivino da cereali, legumi o ortaggi, rappresentano un vero e proprio concentrato di principi nutritivi freschi e vitali, fra cui aminoacidi essenziali, enzimi, vitamine e minerali. Poche semplici regole a cui va aggiunta l’abitudine di consumare preferibilmente proteine vegetali rispetto a quelle animali, di ridurre al minimo il consumo di dolci, e di bere dai sei agli otto bicchieri di acqua al giorno.


Fondamentali, dopo i 50 anni, sono il calcio, le vitamine B6B12e l’acido folico, nutrienti indispensabili alla sopravvivenza del nostro organismo che si ottengono, come abbiamo visto, attraverso una corretta alimentazione; ma, data la loro importanza, non è da escludere, in caso di impedimenti, l’eventuale assunzione attraverso specifici integratori, purché ciò avvenga sotto controllo medico, al fine di non avere ripercussioni negative o compromettere l’assorbimento di altri nutrienti essenziali.
I cibi si trasformano in sangue, il sangue in cuore e cervello; in materia di pensieri e sentimenti”, ci ricorda il filosofo tedesco Feuerbach.

Un’affermazione apparentemente banale che, nella routine quotidiana, diamo spesso per scontata, ma che invece ci deve far riflettere su quanto la nostra vita sia basata sull’assunzione, a volte frettolosa e superficiale, di alimenti che, di fatto, divengono parte di noi; vale la pena, allora, di sceglierli con cura e di dedicare più tempo al cibo che mangiamo.
 

Scritto da Monica Gaburro

Laureata con lode in Lingue e Letterature Straniere, con indirizzo storico culturale, presso l’Università degli Studi di Verona. Giornalista, vice presidente di ENOGÀ, (organizzazione nazionale di promozione e tutela delle produzioni e dei produttori d’eccellenza); da 15 anni coordina e conduce la fortunata trasmissione radiofonica “Sapori & Profumi alla Radio”. Ideatrice ed autrice di vari format televisivi e radiofonici, presentatrice di eventi e spettacoli.

Ha condotto cicli di trasmissioni legati al consumer in collaborazione con l’Unione Nazionale Consumatori. Inviata di Rai Uno per il programma Occhio alla SpesaUno Mattina, ha realizzato numerosi servizi e reportage giornalistici. Coordina svariati uffici stampa di aziende dell’agroalimentare. Organizza corsi di approfondimento legati al mondo del vino, seminari, meeting e rassegne riguardanti il comparto gastronomico e culturale. Collabora con l’Ufficio del Turismo della Città di Grasse, in Provenza e cura i rapporti con la stampa italiana per le strutture termali della città di Bad Füssing, in Baviera.

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