Ricordando Vincenzo Buonassisi

Giornalista, scrittore ma soprattutto curioso buongustaio, a 18 anni dalla sua scomparsa ritroviamo trasmissioni e libri ancora preziosi

Ricordando Vincenzo Buonassisi

Non di rado ci piace dilettarci nel raccontare le personalità che hanno lasciato il segno nella cucina italiana e/o internazionale, perchè riteniamo che essere Promotori Di Gusto voglia dire anche non dimenticare coloro che hanno lasciato traccia, importante e tangibile, del loro contributo alla promozione della cultura gastronomica territoriale.

E in questo 25 gennaio 2022, sono trascorsi 18 anni dalla scomparsa di Vincenzo Buonassisi, ammirabile giornalista e scrittore nato a L’Aquila (7 gennaio 1918) da famiglia pugliese. Dopo aver conseguito la laurea in Giurisprudenza a Roma (dove si trasferì con i genitori sin dall’età di 6 anni), prestò servizio nell’esercito nel corso del secondo conflitto mondiale, guadagnandosi una medaglia al valore. Solo in seguito riprese le sue attività lavorative, lavorando fra tanti nomi in particolare per il Corriere della Sera e per la Rai, dove divenne responsabile di una rubrica a tema gastronomico all'interno dell'Almanacco del giorno dopo

Molti ricorderanno questo programma, trasmesso tutti i giorni alle 19.45, prima del TG1, tra il 1976 ed il 1992. In apertura si enunciavano gli orari in cui il sole e la luna sarebbero saliti e calati il giorno successivo, e seguiva la rubrica “Domani avvenne”, che puntava a ricordare un fatto storico accaduto nel medesimo giorno. Andavano poi in onda, oltre a brevi spezzoni di cartoni animati, tutta una serie di rubriche che trattavano svariati argomenti e si alternavano nel corso della settimana. Tra di esse c’era “La cucina”, curata appunto da Vincenzo Buonassisi, che fu tra i primi inviati speciali a dilettarsi, andando in giro per il Bel paese, nel racconto delle ricette degli italiani intervistandone i veri protagonisti. Clicca qui per guardare il video RAI STORIA: ALMANACCO DEL GIORNO - LA CUCINA CON VINCENZO BUONASSISI 1979
 
L’amore di Vincenzo Buonassisi nei confronti della cucina fu davvero viscerale. Se inizialmente il suo lavoro di giornalista lo aveva portato ad occuparsi principalmente di temi legati a musica, spettacolo, letteratura e costume, in breve tempo nella sua carriera fu proprio quest’ultimo termine a prendere il sopravvento, rendendo la sua persona parte ad oggi fondamentale della testimonianza gastronomica italiana della seconda metà del Novecento

Per Buonassisi il viaggio si poneva come opportunità fondamentale per esplorare le tradizioni locali. Amava andare alla ricerca di “[…] quei posti dove senti quel profumino… quei posti dove mangia la gente di lì (del posto). Dal loro mangiare capisci sempre un po' qualcosa del carattere, dell’ambiente, anche com’è cambiata la vita”. Clicca qui per guardare il video su Rai Teche che contiene l’intervista integrale a Vincenzo Buonassisi alla scoperta del suo approccio alla gastronomia. 

Ma non solo: a Buonassisi si deve tanto anche per la vasta e mirabile opera editoriale dedicata buona alla tavola nazionale come aspetto essenziale della civiltà evoluta nei secoli. Oltre ad aver diretto la rivista Tutto cucina, scrisse Il libro della polenta e Roma in cucina in collaborazione con Luigi Carnacina; Il cuciniere italiano (che raccoglie in 7 volumi le ricette di tutta la cucina italiana del suo tempo); Il libro della pizza, con oltre 300 ricette provenienti da ogni parte del mondo per preparare non solo pizze ma anche focacce e torte salate; e ancora Il Codice della Pasta, contenente più di 1000 ricette dedicate all’alimento ancora oggi più rappresentativo della nostra cultura. 

L’elenco potrebbe proseguire ancora a lungo, con La cucina di Falstaff, Il mangiautore, La cucina all’aria aperta, Il vino in pentola, il “romanzo afrodisiaco di un cuoco diabolico” intitolato Polpette & pallottole, Lo scapolo in cucina del 1966 e l’ultimo lavoro Single in Cucina edito nel 2003, questi ultimi precursori di un tema diventato via via sempre più importante e attuale, ovvero la necessità di coniugare il mangiar bene e sano alla vita domestica in solitudine

Qualora vi capiti di trovare online o sul banco di un venditore di libri vintage uno di questi volumi a sua firma, il consiglio è senza dubbio di non lasciarvelo sfuggire: renderete onore alla grande passione e a tutto l’impegno che Vincenzo Buonassisi dedicò a tutti gli italiani per lasciare testimonianza scritta del meglio delle idee, della storia e del racconto che si celano nel nostro gustoso, vastissimo patrimonio intangibile. 

Concludiamo stuzzicandovi l’appetito con l’elegante semplicità della ricetta di Vincenzo Buonassisi per i Bucatini del Senatore. 

 “Qui non ci sono vie di mezzo, se avete un ospite che ama la cipolla, è un successo, altrimenti è meglio non provarci. Per la semplice ragione che questo piatto si fa con due soli ingredienti: i bucatini, cioè quel tipo di pasta più grossa degli spaghetti, col buco dentro (come il nome) e la cipolla. Quanto al nome viene da un famoso parlamentare che ne andava ghiotto. Dunque regolatevi. È un piatto da annunciare prima, con qualche circospezione, con un discreto sondaggio. Se capite che è il caso di osare fate la proposta. 
Quanto alla ricetta è semplice, semplicissima; purtroppo non è ugualmente rapida. Comunque procuratevi due, tre belle cipolle, tagliatele sottili (eh sì, impresa scomoda) mettetele al fuoco in un tegame con poco olio, tanto che arrivi a bagnare dappertutto e lasciate cuocere lentamente. La tecnica della cottura consiste nel far sì che la cipolla diventi morbida, e dia tutto il suo sugo, il suo dolce sugo senza disfarsi. Perciò bisogna andarci pianissimo, e tenere sempre la cipolla ammassata, raccogliendola con la spatola di legno. 
Quando la cipolla è pronta, fate cuocere i bucatini – al massimo un paio d’etti a persona – scolateli come si deve, metteteli in una zuppiera già unta, aggiungete una noce di burro, aggiungete anche formaggio parmigiano grattugiato, abbondante. Versate finalmente la cipolla, mescolate vigorosamente e, se potete, concedetevi il tocco finale: cioè mandate tutto in forno per due o tre minuti, il tempo necessario per legare meglio. Ma se non potete va bene lo stesso. 
Sembra un piatto rustico, elementare, invece viene fuori qualcosa di regale, di brillante, che dà una piacevole euforia, come – sia perdonato l’ardire – una coppa di champagne. Infatti, a rischio di attirarci gli anatemi dei puristi della tavola – consigliamo con questi bucatini uno Champagne di classe”


(ricetta tratta da Lo scapolo in cucina, di Vincenzo Buonassisi e Leandro Vergani, 1966)
 

Scritto da Sara Albano

Laureata in Scienze Gastronomiche , raggiunta la maggiore età sceglie di seguire il cuore trasferendosi a Parma (dopo aver frequentato il liceo linguistico internazionale), conseguendo in seguito alla laurea magistrale un master in Marketing e Management per l’Enogastronomia a Roma e frequentando infine il percorso per pasticceri professionisti presso la Boscolo Etoile Academy a Tuscania. Dopo questa esperienza ha subito inizio il suo lavoro all’interno della variegata realtà di Campoli Azioni Gastronomiche Srl, , dove riesce ad esprimere la propria passione per il mondo dell'enogastronomia e della cultura alimentare in diversi modi, occupandosi di project management in ambito di promozione, eventi e consulenza per la ristorazione a 360°, oltre ad essere referente della comunicazione on e offline di Fabio Campoli e parte del team editoriale della scuola di cucina online Club Academy e della rivista mensile Facile Con Gusto.

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