L’esperienza dello chef Fabio Campoli con l'agrume tra i più pregiati
Quando il mangiare consapevole è la strada per la felicità
Viviamo nell’era dell’informazione eppure spesso non siamo abbastanza informati. Soprattutto su quel che mettiamo nel carrello della spesa.
Qualche passo in avanti, sulla spinta delle esigenze legate all’ambiente e alla salute, tuttavia lo abbiamo fatto. Ed ecco che sempre più frequentemente ci imbattiamo nel termine “mindfulness”. Una parola britannica, come tante altre che abbiamo integrato nel nostro vocabolario. Con mindfulness solitamente ci si riferisce ad una serie di pratiche improntate alla filosofia della consapevolezza.
Se trasciniamo questo concetto sulla nostra tavola apparecchiata, parliamo di mindful eating, che banalmente potremmo tradurre con l’espressione “alimentarsi con consapevolezza”.
Una locuzione che risulterebbe però riduttiva. In realtà con queste parole si fa riferimento ad una vera e propria filosofia del mangiare. Un atto che viene considerato in ogni suo aspetto, cioè come un’esperienza che coinvolge tutti i sensi, non soltanto il gusto. Anche la vista e l’olfatto, come sappiamo, anche se qualche volta tendiamo a dimenticarlo, giocano un ruolo chiave, quando ci sediamo a tavola. Altro aspetto troppo spesso trascurato è tutto il complesso dei pensieri e delle emozioni che “mastichiamo” insieme con il cibo.
Nel momento in cui scegliamo cosa mettere in pentola, dovremmo considerare una molteplicità di fattori, non solo l’esigenza di nutrirsi, ma anche l’impatto che la nostra cucina ha sull’ambiente, per esempio. Scegliere frutta e verdura di stagione è già un comportamento virtuoso, così come leggere le etichette e scoprire la provenienza degli alimenti.
Come, quanto e quando mangiare sono variabili altrettanto importanti, perché contribuiscono a rendere un determinato alimento più o meno adatto al nostro organismo.
In altre parole a tavola non dobbiamo soddisfare soltanto il nostro appetito, ma anche le nostre preferenze e le nostre emozioni. Conoscere le caratteristiche degli ingredienti che usiamo per preparare i nostri pasti, fa parte di una corretta espressione del mindful eating.
Sul come consumiamo il cibo ci sarebbe tanto da scrivere. Spesso mangiamo frettolosamente, o distratti dallo smartphone o da altri apparecchi elettronici, televisore compreso. Sarebbe invece opportuno ritagliarsi il giusto tempo per consumare il pasto, mettendo da parte tutti gli altri stimoli.
Conversazioni serene e pacate vanno benissimo mentre siamo a tavola, mentre assolutamente da evitare sono gli argomenti fonte di stress. Poche regole base quindi per un benessere potenzialmente grande.
Fonte: Tgcom24
Fonte: Tgcom24
Scritto da Redazione ProDiGus
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