I semi di lino in cucina

Il lino è una pianta simbolo della luce e ricca di virtù: scopriamo come utilizzare in cucina i suoi semi per fare il pieno di benessere

I semi di lino in cucina

Tante sono le leggende legate alla pianta del lino. Secondo il mito greco, la giovane Aracne scoprì la pianta e, divenuta abilissima tessitrice e ricamatrice, osò sfidare Atena dea della saggezza e dell’artigianato. Alla sfida seguì la trasformazione di Aracne in ragno da parte di Atena, con la condanna per la giovane a tessere a vita magnifici arazzi col proprio filo. In India la leggenda vuole invece che la dea Aurora provvedesse alla tessitura della camicia nuziale del Sole coi fili della pianta di lino, considerati perciò simbolicamente i raggi di sole e la pianta simbolo della luce e della fertilità.

La coltivazione del lino ha origini assai remote: reperti archeologici ne attestano l’uso fin dal Neolitico sia per la fibra che per i semi commestibili. Fu coltivato da diversi popoli del Medio Oriente; nell’antico Egitto le bende utilizzate per l’imbalsamazione dei defunti erano realizzate in tessuto di lino. Dal Medio Oriente le tecniche di coltivazione e di utilizzo della pianta giunsero ai Greci e ai Romani e da questi arrivarono in Europa e in Asia e, in ultimo, in America. Durante il Medioevo, il lino fu prodotto principalmente nel territorio delle Fiandre, ma nell’Ottocento la concorrenza del cotone e poi delle fibre sintetiche ne hanno limitato l’importanza come coltura, così come accaduto per la canapa.

Oggi l’area di coltura del lino comprende ambienti climatici diversificati: dalle regioni del Nord Europa e del Nord America alle regioni calde dell’India. Appartengono al genere Linum circa 200 specie diverse, tra le quali però solo una, il Linum usitatissimum L. è quella coltivata. Per ricavare la fibra tessile si utilizzano gli steli della pianta; per gli olii utilizzati in cosmesi, in cucina e nelle vernici occorrono invece i suoi semi. I semi della pianta sono bruni, piccoli e allungati, lucenti, e contengono una percentuale di olio che può anche superare il 40%. I semi di lino sono inoltre ricchi di proteine (22-25 %) e di omega 3 e fibre: per questo si possono annoverare tra i superfood. Inoltre, in fitoterapia il loro impiego è un rimedio contro la tosse, la stipsi e le infiammazioni gastrointestinali ma anche contro il diabete, come diuretico e vermifugo. Le tante virtù dei semi di lino li vedono anche alleati nel contrastare il colesterolo alto, e consumarli può aiutare durante la  menopausa contro l’osteoporosi e le vampate di calore, nonché a prevenire le formazioni tumorali secondo alcuni recenti studi. 

Ma come usufruire di tutti i benefici dei semi di lino? Nutrendocene e utilizzandoli in cucina, naturalmente! Estremamene versatili, si possono adoperare secchi e interi, macinati in farina o lasciati ammorbidire in acqua, o ancora come germogli. Ma procediamo con ordine! 

  • Come fare i germogli di lino 

Ricchi di vitamine e sali minerali, da gustare freschi appena raccolti rigorosamente a crudo, i germogli sono un prodotto alimentare all’ultima moda, che possiamo ottenere facilmente in casa a partire da diversi tipi di semi: basterà distribuire su un piatto o in un sottovaso uno strato uniforme e non spesso di semi, ricoprirli con acqua e lasciarli ammorbidire per una notte, poi scolarli e risciacquarli, e sistemarli in un vaso a solo 2 cm di profondità nel terriccio, ma c’è anche chi usa appositi germogliatori elettrici (sempre più in voga) e chi procede senza il terriccio, utilizzando dell’ovatta umida per la crescita dei germogli di lino. l’unica cosa da sapere è che i semi di lino (come anche quelli di rucola, basilico e crescione) risultano un po' più delicati da far germogliare, perché a contatto con l’acqua una sostanza di cui sono ricoperti si reidrata formando una pellicola gelatinosa di rivestimento: è lei stessa che mantiene l’umidità necessaria per la crescita del seme. Per evitare che marciscano, sarà preferibile inumidirli poco e delicatamente con uno spruzzatore. Una volta pronti, potrete tagliare i germogli alla base, risciacquarli sotto l’acqua corrente e utilizzarli possibilmente al momento per rifinire insalate, piatti freddi e secondi. 

  • Cosa fare con la farina di semi di lino

Se in casa possedete un potente frullatore (qualcosa di simile a quel macchinario che in una cucina professionale si chiama cutter), dai semi di lino potrete ottenere anche una farina davvero versatile e salutare (in alternativa, la farina di semi di lino si trova in commercio in alcuni negozi specializzati in prodotti bio e vegan e online). La prima volta che ho visto utilizzarla in cucina è stato mediante lo chef Fabio Campoli, che in una delle sue oramai innumerevoli puntate televisive ha utilizzato la farina di lino per preparare dei golosi muffin al cioccolato. La farina di lino infatti sarà perfetta da includere in qualsiasi impasto da forno al cioccolato, naturalmente non in purezza ma unita ad altre farine contenenti glutine. Sarà perfetta anche per dar luogo a pani integrali colorati, salutari e saporiti. Ricordate che l’aggiunta di farina di lino implica un più alto quantitativo di acqua da aggiungere agli impasti, dal momento che il lino ne assorbe molta: lasciate riposare l’impasto per dare il tempo alla farina di reidratarsi al meglio, per poi verificare se necessita di un’ulteriore aggiunta di acqua. La farina di lino può fungere perfettamente da addensante in creme e budini (utilizzandone in minor quantità della farina classica, sempre per la caratteristica di assorbire maggiormente i liquidi), quindi… sbizzarritevi con la creatività!

  • Cosa fare con i semi di lino interi 

Possono essere sgranocchiati tal quali, o rifiniti per condire zuppe, minestroni, insalate, pokè e altri piatti unici, nonché utilizzati per cospargere pani, grissini, crackers, torte salate. Ma non solo: saranno un toccasana per l’intestino se avrete cura di lasciarli reidratare per almeno 30 minuti/1 ora in acqua o nel latte (vegetale o animale a vostro piacimento) per poi sorseggiarli. Così come, sempre a proposito di “lino da bere”, questi semi saranno ottimi da inserire in smoothies, frullati, frappé e centrifughe. Infine, vi suggerisco una ricetta ereditata da “Non è mai troppo presto”, il programma di Fabio Campoli in onda qualche anno fa su Alice TV: i “brutti ma piccoLini”, ovvero degli sfiziosi e piccoli biscottini che ricordano i brutti ma buoni ma sono arricchiti con zenzero e croccanti semi di lino! Buona cucina a tutti!

Brutti ma Picco…Lini 

La ricetta classica dei “brutti ma buoni” rivisitata da chef Fabio Campoli in una versione arricchita con semi di lino e zenzero  

Ingredienti per una teglia di biscottini: 

  • Granella di nocciole, 300g
  • Zucchero di canna, 300g
  • Albumi, 150g
  • Semi di lino, 50g 
  • Zenzero fresco grattugiato, 30g 

Procedimento 

Riunite la granella di nocciole insieme agli albumi e allo zucchero di canna in un recipiente, mescolate bene il composto e lasciatelo riposare in frigorifero coperto con pellicola per alimenti per almeno 1 ora affinché il composto di reidrati e diventi omogeneo. 

Trascorso questo tempo, trasferite il composto in una pentola, unitevi i semi di lino e lo zenzero grattugiato e mettete il tutto a cuocere a fiamma media, cuocere mescolando di continuo il tutto per circa 10 minuti. 

Infine, a caldo, con l’aiuto di due cucchiai disponete dei piccoli mucchietti di composto su una teglia foderata con carta forno.

Cuocete in forno preriscaldato a 155°C per 15 minuti, poi abbassate a 80°C e cuocete per altri 5 minuti.

Scritto da Elena Stante

Laureata in Matematica nel 1981 presso l’Università degli Studi di Bari, dal 1987 al 2023 ha insegnato Matematica e Fisica presso il Liceo Ginnasio Aristosseno di Taranto .Ha partecipato ai progetti ESPB, LabTec, IMoFi con il CIRD di Udine e a vari concorsi nazionali ed ha collaborato con la nomina di Vice Direttore per la regione Puglia alla rivista online Euclide, giornale di matematica per i giovani. Le piace correlare la scienza al cibo, nonché indagare su storie e leggende, e con Prodigus inizia il suo percorso di redazione di contenuti golosi per gli utenti del web.

0 Commenti

Lasciaci un Commento

Per scrivere un commento è necessario autenticarsi.

 Accedi

Altri articoli