Quando il vino… si mangia

In autunno la magia della vinificazione non regala solo pregiati vini, ma anche una novità: la farina di vino, ottenuta da semi e vinacce

Quando il vino… si mangia

La wine flour o farina di vino è un prodotto modernissimo, eco-friendly, che mette insieme natura e salute, coniuga ricerca e innovazione, sperimentazione gastronomica e sostenibilità ambientale. 

La farina di vino è un alimento nuovo, ancor poco o per nulla conosciuto in Italia, ma è estremamente interessante oltre che dal punto di vista culinario, per l’impiego nella preparazione di ricette creative, anche dal punto di vista nutrizionale; apprezzato da vegani, vegetariani e dai sostenitori del biologico, perfetto per i celiaci perché naturalmente gluten-free.

E’ interessante inoltre da un punto di vista ambientale perché è prodotto a partire dagli scarti di lavorazione dell’uva. La farina di vino o farina di uva nasce infatti quasi per caso grazie al lavoro di alcuni produttori che volevano rendere le loro cantine più sostenibili arrivando a produrre un nuovo bio-diesel partendo proprio dai vinaccioli (i semi dell’uva) scartati durante la fase di produzione del vino. Poiché tuttavia il peso dei semi dell’uva risultava relativo e scarso in proporzione al totale degli scarti di lavorazione, l’idea rivoluzionaria fu quella di utilizzare il totale degli scarti, vinacce comprese, per produrre un prodotto edibile.

La farina di vino è infatti prodotta selezionando a mano le vinacce (o sansa d’uva), facendole essiccare al sole per poi macinarle a pietra fino ad ottenere un prodotto finissimo, versatile e interessante sotto molti punti di vista. 

Durante il processo di selezione e macinazione si rispettano le differenze dei vitigni per ottenere farine di vino in purezza; troviamo infatti varietà di wine flour ottenute da Cabernet Sauvignon, Chardonnay, Merlot, Syrah, Sauvignon Blanc, Pinot Nero, Zinfandel, Riesling e Gewürztraminer. 

Grazie proprio al diverso profilo aromatico della farina in relazione al vitigno da cui è prodotta, la farina d’uva si può utilizzare e apprezzare in piatti e abbinamenti diversi fino a produrre sapori unici, dolci e salati.  Per esempio, il Merlot si sposa molto bene con i piatti a base di fragole, il cabernet sauvignon con le more, mentre il Riesling dà il meglio di sé con preparazioni a base di mela, il Gewürztraminer con le pesche, il Pinot nero con le ciliegie.

Il segreto sta comunque nell’utilizzo non assoluto della farina di vino, ma in combinazione sempre con le altre farine tradizionali, aggiunta in proporzioni diverse a seconda dell’intensità di sapore e di colore che si vuole ottenere. La farina di vino infatti è una farina supplementare che può essere aggiunta per la preparazione di torte e dolci vari, ma si può utilizzare ovviamente anche in preparazioni salate come salse, zuppe e sughi. Interessante da provare anche con il gelato, con i frullati e il muesli e nello yogurt. 

Proteica, profumatissima, ricca di fibre e di vitamine, di antiossidanti (bioflavonoidi e polifenoli), minerali (magnesio, calcio, potassio) e proteine, la farina d’uva è uno straordinario complemento alimentare con azione antinvecchiamento (purifica da ossidanti e radicali liberi), antitumorale e cardioprotettiva (migliora la circolazione sanguigna), aiuta a contrastare i reumatismi, a proteggere la vista e ad avere una pelle più bella e sana (grazie alla potente azione sul collagene).

Insomma, da oggi potremo apprezzare le proprietà nutraceutiche dell’uva non solo nel vino da bere ma anche in quello da mangiare! 

Scritto da Redazione ProDiGus

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