Quando il cocktail si fa nero

Dal Cuba Libre al Black Velvet, dall'Espresso Martini al Black Manhattan: i migliori cocktail neri da provare

Quando il cocktail si fa nero

Tra i tantissimi tipi di cocktail codificati dall’International Bartender Association (IBA) oppure frutto dell’inventiva di barman creativi, ce ne sono molti dai colori scuri ,spesso contenenti caffè, che danno un tocco di eleganza a ricevimenti particolari ed altri invece che sono proprio neri e potrebbero  anche “colorare” la popolare festa di Halloween, ormai celebrata in tutto il mondo, non di meno da un pubblico adulto. 

Uno dei più semplici da preparare è il Cuba LIbre (ve ne abbiamo parlato approfonditamente in questo articolo), e subito dopo di lui c'è sicuramente il Black Velvet che si racconta esser stato ideato nel 1861 da un barman del Brooks’s Club, uno dei club per gentiluomini dei più antichi di Londra, dotato di numerose sale da gioco. Nel 1861 a Londra era venuto a mancare all’età di 42 anni Alberto di Sassonia-Coburgo-Gotha, principe consorte della regina Vittoria del Regno Unito. La regina gli sopravvisse altri 40 anni, durante i quali non smise mai di indossare il lutto. Ebbene al Brooks’s Club si pensò di commemorare degnamente il principe Alberto che, superate le iniziali ostilità da parte del Parlamento e della Corte inglese, si era occupato di diverse questioni culturali e politiche mirate a migliorare le condizioni dell’Inghilterra a fianco della regina, non ultima delle quali l’eliminazione della schiavitù dalle colonie inglesi.

Il Black Velvet sembrò una buona scelta perché mescolava lo champagne alla birra stout, che col suo colore scuro e gusto dovuto alla torrefazione dei malti ed alle sue note di caffè e cioccolato era già allora tanto apprezzata dal popolo londinese. La più famosa stout è quella inventata nel XVIII secolo all’interno della fabbrica irlandese Guinness, la più rappresentativa a livello internazionale. Il Black Velvet è uno short drink che si serve solitamente in una flûte ghiacciata e si può preparare in due maniere diverse: si riempie metà del calice con champagne freddo e poi si versa lentamente la stout attraverso un cucchiaino che volge la parte convessa verso il calice, oppure viceversa (prima la stout e poi lo champagne).

Questo metodo detto build in cui si fa scivolare lentamente la stout sullo champagne, senza mescolare, i due liquidi - che hanno densità leggermente diversa - si dispongono a strati con la birra densa e scura verso l’alto, lo champagne chiaro in basso e con una schiuma ricca di bollicine sulla superficie. Secondo alcuni questa separazione visiva degli strati sarebbe riconducibile ai braccialetti neri indossati per un lutto. Se si inverte l’ordine con cui si versano i due liquidi, la birra è in basso e lo champagne in alto .Quando si beve un Black Velvet è bene agitare il bicchiere per assaporare al meglio la bevanda. Ancora una maniera di procedere è quella per cui assume una colorazione uniforme, non a strati; essa consiste nel mescolare la birra con lo champagne prima di servirlo.

A volte, sia in Inghilterra che in Irlanda, al posto dello champagne si possono adoperare lo spumante oppure, per una versione più povera, il sidro o il Perry, un sidro di pere molto popolare diffuso in Inghilterra. Il Black Velvet è anche il cocktail più consumato in Irlanda durante la festa del patrono San Patrizio. In Germania il Black Velvet si chiama Bismarck dal nome del cancelliere tedesco Otto von Bismarck, che sembra fosse un gran consumatore di questo cocktail. Ovviamente il Bismarck si serve nel classico capiente boccale di birra. Se poi si desidera un aperitivo a doppio effetto di chiaro e di scuro, esiste la variante chiara più recente, il Gold Velvet, un wine drink poco alcolico dal colore dorato dovuto a un po' di succo di ananas fresco centrifugato che si versa in un bicchiere tumbler grande e si mescola delicatamente alla birra chiara. Poi si versa lentamente lo champagne senza mescolare. Le proporzioni della birra e dello champagne sono le stesse del Black Velvet. Questi due cocktail sono entrambi serviti senza decorazioni.

Un altro cocktail "nero" molto celere è ceramente il Black Russian, inventato nel 1949 da Gustave Tops al bar dell’Hotel Metropole a Bruxelles, in omaggio a Perle Mesta, ambasciatrice USA in Lussemburgo. Per prepararlo si usa il metodo build (cioè si versa direttamente e adagio nel bicchiere): in un bicchiere old-fashioned pieno di ghiaccio si mettono circa 50 ml di vodka e 20 ml di liquore al caffè (es. Kahlúa), quindi si mescola delicatamente. E ancora l'Espresso Martini, creato negli anni ’80 (circa 1983) da Dick Bradsell al Fred’s Club di Londra. L’idea era un cocktail che “mi svegliasse un po’ e poi mi facesse sballare”. Servito in bicchieri ben freddi, viene preparata shakerando vodka, liquore al caffè, zucchero liquido, e un buon caffè espresso caldo con ghiaccio, e il tutto poi si filtra. Serve che l’espresso sia buono per aroma e che venga ben agitato per creare la tipica, gradevolissima crema in superficie. 

Il Black Manhattan è invece una variante moderna del classico cocktail Manhattat, creata nel 2005 da Todd Smith al bar Bourbon & Branch (San Francisco). La modifica principale è sostituire il vermouth dolce con un amaro (tipo Averna), per rendere il drink più complesso e con intensità maggiore. Si prepara con la tecnica stir (mescolare) unendo rye whisky, amaro Averna, qualche goccia di angostura bitter e bitters all’arancia con ghiaccio in mixing glass, poi filtrato in coppa da cocktail. Il colore scuro viene dall’amaro, che è più pesante e ricco in note profonde rispetto al vermouth dolce. 

Un ultimo short drink nero meno noto che si serve come aperitivo è quello chiamato appunto Nero, che ha una gradazione alcolica maggiore dei precedenti due citati. I suoi ingredienti sono la vodka nel rapporto 8/10, il Marsala vergine o Marsala soleras  DOC,di colore ambra intensonel rapporto 2/10 e cinque gocce di nero di seppia estratto da seppie freschissime. Sì, proprio il nero di seppia che condisce tante pietanze diverse, compare in questo come in tanti altri cocktail che giocano sul sapore e il piacere di stupire. In alternativa al nero di seppia fresco si può usare quello condensato, diluito in poca acqua calda, anche se il gusto ne risentirà alquanto. Il Marsala e il nero di seppia, sapori dall’anima mediterranea, si uniscono alla vodka che rende questo drink più aggressivo. Il Nero si prepara agitando energicamente uno shaker contenente il ghiaccio insieme ai tre ingredienti, e si serve liscio in una coppetta da cocktail.

Photo via Canva

Scritto da Redazione ProDiGus

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