Il tocco afrodisiaco

E’ tempo di San Valentino: e ogni occasione di stare in intimità con il proprio partner è quella giusta per coccolarsi anche a tavola

Il tocco afrodisiaco

L’amore ristora come il calore del sole dopo la pioggia”, diceva sir William Shakespeare. E’ il motore che muove il mondo, è una forza invisibile ma più potente di quella di gravità, che tra gioie e dolori della vita ci ristora sempre con quel caldo abbraccio, fisico o puramente mentale, che percepiamo attraverso l’affetto di un’altra persona.

Quella “dolce metà” che per alcuni è tanto ardua e per altri più semplice da trovare, ma una volta scovata e rivelatasi il più possibile conciliante con la propria personalità, cambia magicamente la visione dell’intera esistenza, ne modifica l’approccio, e guida, quando si tratta dell’autentico “vero amore”, al renderci anche persone migliori. E quale giornata migliore dell’anno per festeggiare tutto questo se non San Valentino?

L’origine dell’identificazione del santo come patrono degli innamorati coincide con il tentativo della Chiesa cattolica di «cristianizzare» i riti pagani che si svolgevano un tempo per celebrare e invocare la fertilità. Anche la stessa scelta del mese di febbraio si rifà a questi riti, che si svolgevano in questo tempo sin dall’epoca degli antichi Romani, che lo consideravano il tempo giusto per compiere sacrifici e ricevere la benedizione degli dei pagani prima della vicina stagione della rinascita (la primavera).

Fu nel 496 d.C. che Papa Gelasio annullò le feste pagane decretando l’inizio del culto di San Valentino: nato a Terni nel 176 e morto martire il 14 febbraio 273), era un vescovo romano che si distinse nel dedicare la propria vita alla comunità e alla sua città, a tal punto da diventare il protettore mondiale dell’amore. Ciò deriva da una leggenda in particolare, che racconta come San Valentino fu il primo religioso ad accettare di unire in matrimonio una giovane cristiana e un pagano.

Così come anche il regalare rose trae origine da questo personaggio, che pare le regalasse alle coppie litigiose, invitandole a stringere insieme il fiore fra le mani pregando per l’immortalità della loro unione. Ma accanto alle rose, davvero tanti sono i simboli che contribuiscono a ricreare l’atmosfera di San Valentino, dai cuori alle colombe, dal colore rosso alla celebre sagoma di Cupido che scocca le sue frecce… senza dimenticare i cibi afrodisiaci, essendo l’occasione perfetta per trasformarli in accattivanti (e stimolanti) ricette.

Il termine “afrodisiaco” deriva dal nome di Afrodite, dea greca dell’amore, e sta ad indicare sostanze che incentivano il desiderio aumentando la temperatura corporea, il battito cardiaco e l’energia globale di chi le ingerisce. Nonostante molti esperti sostengano che la loro assunzione efficace si riveli più che altro un “effetto placebo”, I più conosciuti per antonomasia sono di certo il peperoncino, il cioccolato e le ostriche.

Il peperoncino dovrebbe i suoi effetti alla capsaicina (la stessa sostanza che fa percepire il sapore piccante) e allo stimolo corporeo sul rilascio di adrenalina ed endorfine. Il cioccolato invece contiene la feniletilammina, anch’essa responsabile di una sensazione naturale di benessere. Ostriche e prodotti ittici serviti crudi sono anch’essi un must grazie al contenuto in zinco… ma servirebbe assumerne grandi quantità per percepirne i primi effetti!

Ma un altro ingrediente afrodisiaco più efficace sembra essere il tartufo: il fungo ipogeo che si narra essere nato da un fulmine scagliato contro una quercia da Zeus, secondo gli studi più recenti, possiede un aroma dalle reali “potenzialità erotiche”. E per assicurarvi la migliore efficacia dei vostri cibi afrodisiaci preferiti, scegliete di accompagnare le pietanze a tutto pasto con il buon vino italiano di prima qualità: di certo favorirà il relax!

Scritto da Redazione ProDiGus

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