Pellicole alimentari del futuro

Un’università russa avrebbe messo a punto un materiale innovativo a partire dai gusci dei crostacei

Pellicole alimentari del futuro

Quando avanza del cibo, lo avvolgiamo solitamente nell’alluminio o nella pellicola trasparente. Di pellicola per alimenti sono coperti anche i tranci di formaggio (e non solo) che troviamo nei banchi frigo del supermercato. Serve per proteggerli dalle contaminazioni e per conservarli più a lungo. Solitamente la pellicola è fatta con la plastica, uno strato sottilissimo, naturalmente. Presto questo strumento, peraltro utilissimo, ma con più di qualche controindicazione, potrebbe essere sostituito da un nuovo materiale.

Le pellicole di nuova generazione potrebbero essere ricavate dalla chitina, proteina esistente nel guscio dei crostacei e degli insetti. Opportunamente trattata, la chitina, potrebbe costituire la base di un nuovo derivato dalle proprietà addirittura antibatteriche.

Questa scoperta, che dovrà essere verificata, quindi eventualmente confermata, si deve ai ricercatori della RUDN University di Mosca. Essi hanno ottenuto il composto inserendo, nel polimero del chitosano, sostanze chimiche chiamate azidi. L’azido-chitosano, così è stato definito il frutto dello studio, non sarebbe tossico. Anzi, sarebbe addirittura in grado di neutralizzare alcuni ceppi di batteri in vitro, molto più di quanto riescano a fare due dei più noti antibiotici disponibili.

La pellicola ottenuta dalla lavorazione di questo nuovo composto fa già gola a molti produttori del food: le sue proprietà antibatteriche la renderebbero l’involucro ideale per tutta una serie di alimenti. Cibi la cui data di scadenza si sposterebbe molto in avanti, poiché la molecola contenuta nella pellicola inibisce o rallenta la proliferazione dei batteri.

Addio agli antibiotici e anche ai nitriti nelle preparazioni alimentari? Per conservarle potrebbe bastare utilizzare la pellicola ammazza batteri. Un materiale sostenibile, anche perché in parte ricavato dai gusci dei crostacei e degli insetti. Contenente tuttavia anche sostanze chimiche; secondo i ricercatori che hanno messo a punto il materiale, atossiche. Forse è un po’ presto per stabilirlo, la nuova molecola dovrà ancora superare una serie di test.

Ma la ricerca, da parte degli scienziati, di soluzioni alternative a quelle tradizionali, anche in ambito alimentare, suggerisce che finalmente si è maturata una nuova consapevolezza, rispetto ad abitudini da correggere e a stili di vita da rivoluzionare.


Fonte: Il fatto alimentare

Scritto da Redazione ProDiGus

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