Le uova... in gioco

A Pasqua e Pasquetta è tradizione italiana e non solo utilizzare le uova per divertimento (e gola): ecco alcuni giochi un tempo molto diffusi

Le uova... in gioco

Nei festosi giorni della Pasqua e del Lunedì dell’Angelo le uova, simbolo di rinascita e prosperità, sono sempre presenti: colorate e decorate, sode o incastrate nei dolci, nelle frittate o nelle torte salate, e soprattutto per i golosi ci sono quelle di cioccolato. Ma in diverse regioni d’Italia come all’estero le uova non sono solo in tavola ma diventano anche oggetto di giochi di piazza.

Nella ridente cittadina friulana di Cividale del Friuli, unicamente nei due giorni di Pasqua e Pasquetta, si può assistere o partecipare al “gioco del Truc” .Riprendendo una antichissima tradizione probabilmente medioevale, già da diversi decenni nelle piazze vengono allestite delle postazioni di gioco che consistono di grandi conche di forma ovale riempite di montagnole di sabbia - lievemente digradanti - con in cima una particolare tegola rovesciata (il “cop” in dialetto locale), che è lo scivolo per le uova.

I partecipanti portano con sé uova colorate perché si ciascuno possa riconoscere le proprie tra le tante altre; ogni uovo scivolando giù dalla tegola deve colpire una o più delle altre uova presenti nella conca. Ci sono delle precise regole da seguire in questo particolare e bizzarro gioco: ciascun uovo non deve essere spinto ma lasciato scivolare dalla tegola, e serve abilità nel farlo; chi colpisce un uovo tiene il turno di gioco mentre il possessore dell’uovo colpito si mette in coda per rilanciare e rientrare nel gioco e chi invece si ritira paga una moneta riprendendosi il proprio uovo.

Anche nel Veneto, in particolare nelle zone di Vittorio Veneto e Conegliano, c’è un gioco simile a quello friulano che risale alla metà dell’800, quello della righèa o rigolana. La righèa è una conca fatta di argilla, terra e sassi da abili maestri; le uova rotolano lungo uno scivolo e ogni uovo colpito dà diritto ad una posta in denaro. Nel Bellunese il gioco si chiama invece “rolo”, che deriva dal verbo “rotolare”; le uova in questo caso scendono sul “lavador” che è la tavola per lavare i panni oppure sul “cop” come in Friuli. Le regole del gioco variano da una cittadina all’altra ma il divertimento di grandi e piccini è assicurato. 

Un altro gioco con le uova diffuso in particolare nelle regioni del Centro e del Nord Italia è il combattimento con le uova bollite che si svolge con modalità simili di tradizione in diversi comuni e riempie di frammenti di gusci d’uova colorate le piazze. Questo gioco ha origini medioevali ed è arrivato in Italia probabilmente dai paesi del nord-est europeo per poi raggiungere il resto dell’Europa e infine il Nuovo Mondo. In questo gioco che si svolge a coppie, ciascuno dei due giocatori deve cercare di proteggere il proprio uovo tenuto fermo in mano dal colpo assestato dall’altro.

Il primo a giocare è deciso dal pari o dispari o dalla conta. Le uova in gara non sempre sono integre; l’importante è che si trovino a gareggiare uova con la punta o il fondo già colpiti, e se lo sono entrambi restano le pance delle uova a decidere chi sarà il vincitore. Le uova per le contese devono avere la stessa densità e sono disposte sulla “stadera” - chiamata in qualche caso anche “fila” - un lungo asse di legno con degli incavi o dei fori per contenere le uova.

Le uova rotte vanno in premio al vincitore e questo spiega l’origine del gioco: una volta le uova erano infatti un alimento prezioso che non tutti potevano consumare e il gioco poteva garantire il pranzo per diversi giorni alla famiglia.  In Emilia Romagna e in tutto l’appennino Tosco-Emiliano il gioco si chiama “cucin-cucin”, a Piacenza “ponta e cull” facendo riferimento ai colpi con la punta o col fondo dell’uovo; nel modenese si chiama “coccetto”, a Teramo “scoccia ova”, mentre nella Val di Non in Trentino è chiamato il gioco delle “pékene”, da “pechenar” che significa “battere” o “picchiare”.

La più articolata delle battaglie con le uova è però quella di Ferentillo, in Umbria. Qui il suo nome è “ciuccetta” o “ciuccittu” e le sue origini risalgono alla visita del re d’Ungheria a Montefalco avvenuta alla fine del ‘400. Le sfide a colpi di uova sono tre e coinvolgono i Terzieri che rappresentano i tre quartieri della cittadina. La prima sfida è detta “lo lancio dell’ovo” in cui i Terzieri a coppie lanciano un uovo al di là di una corda che si trova al centro di un campo di gioco a 2,5 metri di altezza. Il vincitore è colui che riesce ad afferrare l’uovo lanciato dall’avversario.

La seconda sfida è “lo tiro a lo galle” che consiste nel lanciare un uovo contro un bersaglio in legno su cui è disegnato un gallo con al centro un foro di 10 centimetri e cercare di far passare l’uovo oltre il foro. Per la terza sfida, quella più importante, i partecipanti si sfidano con un uovo che dovrà colpire quello del rivale solo con la punta, il “pizzè”. La vittoria dell’unico Terziere darà al suo quartiere il privilegio di custodire l’uovo doro per un intero anno, fino alla Pasqua successiva, mentre l’ultimo classificato avrà l’uovo di legno.

Se ci spostiamo nell’Oltralpe troviamo altre curiosità sul combattimento con le uova. Nel villaggio di Mokrin in Serbia, ad esempio, la battaglia è fatta con le uova d’oca che sono più dure di quelle di gallina. In Svizzera il gioco si chiama “Eiertutschen” e il vincitore della gara mangia l’uovo colpito; di solito il gioco si svolge in casa ma nella città di Berna si può partecipare ad una grande competizione che coinvolge tutti gli astanti.

Un gioco svizzero simile ma per il quale occorre un solo uovo è poi lo “Zwanzgerle” molto popolare a Zurigo. Esso si svolge il lunedì di Pasqua e di solito sono gli adulti che cercano di rompere un uovo sodo adoperando una moneta da 20 centesimi. In caso di insuccesso sono i loro bambini che guadagnano la moneta e possono raggiungere un bel gruzzolo di spiccioli perchè i tentativi sono tanti e l’impresa non è facile. In tutti questi giochi non c’è spreco alimentare perché le uova conquistate si mangiano e ad aggiungere divertimento alle feste pasquali c’è la colorazione delle uova che si preparano prima delle gare usando solo coloranti naturali .

Per tingere le uova di rosso si usano le bucce di cipolla dorata,per il blu-viola le barbabietole (o rape rosse),per il marrone il caffè per il giallo lo zafferano e per il verde foglie di spinaci. Buon divertimento con le uova e buona Pasqua a tutti!

Photo made in AI

Scritto da Elena Stante

Laureata in Matematica nel 1981 presso l’Università degli Studi di Bari, dal 1987 al 2023 ha insegnato Matematica e Fisica presso il Liceo Ginnasio Aristosseno di Taranto .Ha partecipato ai progetti ESPB, LabTec, IMoFi con il CIRD di Udine e a vari concorsi nazionali ed ha collaborato con la nomina di Vice Direttore per la regione Puglia alla rivista online Euclide, giornale di matematica per i giovani. Le piace correlare la scienza al cibo, nonché indagare su storie e leggende, e con Prodigus inizia il suo percorso di redazione di contenuti golosi per gli utenti del web.

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