Un classico americano reinterpretato dallo chef Fabio Campoli!
Nasce come piatto povero della tradizione, ma al contempo riserva un grande sapore: scopriamo quello piemontese e lombardo
E’ tra i grandi classici intramontabili della cucina italiana, e la sua tecnica di preparazione, soltanto all’apparenza banale, è invece ricca di segreti e attenzioni: parliamo del buon bollito di carne di qualità! Il protagonista di base è il brodo: nella tradizione contadina, c’era sempre una pentola d’acqua a bollire sul fuoco che serviva per accogliere spesso vari tipi di avanzi, per servire zuppe e minestre, ma anche le carni (soprattutto i ritagli e le ossa), insaporite con l’aggiunta di tante verdure.
Massimo esempio fra tutti è il gran bollito piemontese che per corrispondere all’”originale” prevede la scelta di determinate carni, proprio come in quello (un po' diverso) della cultura gastronomica lombarda. Il bollito era il piatto preferito di Camillo Benso di Cavour e di Vittorio Emanuele II: non a caso, nel corso dei secoli (e in particolare nel periodo dell’Unità d’Italia) la sua altisonante denominazione era di “Grande Bollito Storico Risorgimentale Piemontese”, e ancora oggi viene accompagnato da diverse salse (salsa verde ricca, salsa verde rustica, salsa rossa, salsa al cren, cognà, salsa al miele e mostarda).
Proseguite la scoperta del bollito all’italiana con gli articoli di Cibodoro.it!
Il bollito: eccellente tradizione – Piemonte
Il bollito: eccellente tradizione - Lombardia
Scritto da Redazione ProDiGus
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