I funghi… hanno la stoffa!

Il futuro della moda è green e passa anche per i funghi, dai quali nasce un tessuto 100% ecologico e biodegradabile

I funghi… hanno la stoffa!

Quando il principio di eco-sostenibilità si coniuga alla tecnologia e alla ricerca, si ottengono risultati incredibili in tutti i campi. I settori del tessile e del design offrono un terreno fertile per dare spazio a sperimentazioni nuove e proiettate ad un futuro prossimo sempre più green. Sia l’alta moda che il pret-à-porter non possono sottrarsi a questa nuova tendenza, e la prova ne è la creazione di tessuti altamente tecnologici ed innovativi sempre più raffinati. Dopo la stoffa di ananas, di alghe e di quella prodotta dagli scarti degli agrumi, ecco spuntare - è proprio il caso di dirlo - quella di funghi!

La produzione di capi di abbigliamento è sempre più elevata e tanto più è il consumo nel settore della moda low-cost. Questo però ha un impatto non indifferente sull’ambiente e sui costi di produzione, specie su quelli energetici (le stime dicono che nel 2030 il consumo di abbigliamento crescerà del 65% con un incremento nell’utilizzo di acqua e agenti chimici del 49% e un aumento delle emissioni di CO2 e rifiuti pari a più del 61%).

Per questo, i designer tessili ecosostenibili rappresentano il futuro di un settore in crescita e in rapido sviluppo. Tra questi merita di essere citata l'olandese Aniela Hoitink, ideatrice di un nuovo tessuto cresciuto appunto niente meno che da un fungo micelio.

Il rivoluzionario tessuto si chiama MYCOTEX e può essere riparato, sostituito o aggiunto quando necessario (a dispetto della moda usa e getta) e, una volta che l’abito con cui è prodotto non è più utilizzabile, viene facilmente compostato e reinserito nel ciclo biologico. Il tessuto è stato mostrato attraverso la realizzazione di un abito (vd. foto) che ha lascito tutti a bocca aperta per la sua originalità. 

Lo scopo iniziale della sua ideatrice era quello di creare un tessuto da un materiale vivo, il micelio appunto. Dopo vari tentativi il risultato è stato proprio la creazione di un tessuto vivo, naturale e flessibile senza l’utilizzo di altri materiali tessili. L’idea di Aniela nasce dall’osservazione dei funghi come “corpi moribidi” (così li definisce), che crescono e si replicano più e più volte sempre uguali a se stessi. Questa capacità di crescita e riproduzione ha condotto la designer alla creazione di moduli di tessuto costituiti da micelio in grado di poter essere facilmente riparati e sostituiti senza sprechi né scarti. Questa modalità di produzione consente di ridurre i passaggi legati ai processi di filatura e tessitura. Il capo di abbigliamento realizzato con il mycotex, infatti, è direttamente modellato e “incollato” sullo stampo (una sorta di manichino) e non necessita di taglio e cucito.

Il tessuto ideato e prodotto in Olanda è quindi un tessuto completamente ecologico e adatto alla creazione di abiti 100% biodegradabili. Per la realizzazione del primo abito sono stati impiegati 350 dischi di micelio, per la cui crescita è stata necessaria una settimana e mezza. La fibra di funghi viene fatta crescere in vasetti di forma circolare e dopo due settimane circa il micelio è raccolto e i dischi messi a macerare in un liquido. Per creare i dischi di funghi la stilista ha unito tecnologia e microbiologia dando vita così ad un vero e proprio tessuto, completamente privo di sostanze tossiche. La fibra di funghi, infatti, ha proprietà interessanti: è isolante, impermeabile, antimicrobica e addirittura fa bene alla pelle: caratteristiche perfette per un tessuto. 

Il mycotex inoltre permette un importante risparmio in termini idrici, si è calcolato infatti che per produrre una t-shirt vengono utilizzati solo 12 litri di acqua a fronte di circa 2.500 litri utilizzati per la produzione in cotone; oltre ad una notevole riduzione di emissioni di CO2. La produzione di eco-fibre come il mycotex permetteranno in un futuro molto prossimo di avere un settore moda green ed ecosotenibile, capace di unire l’innovazione e la ricerca tecnologica all’estro creativo degli stilisti e dei designer e all’utilizzo delle risorse naturali già esistenti. 

Scritto da Redazione ProDiGus

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