Dove la Befana riempie scarpe

Liguria e tradizioni di festa: dove l'Epifania si chiamava "Pasquetta" e dove la Befana non riempie di dolciumi le calze, ma... le scarpe!

Dove la Befana riempie scarpe

Fino a qualche tempo fa, in Liguria, non si correva il rischio di essere presi per matti se, invece di augurare “Buona Epifania”, si diceva con naturalezza “Buona Pasquetta”. Un modo di dire curioso, ma profondamente radicato nella tradizione popolare ligure, tanto da sopravvivere ancora oggi nei racconti dei nonni e nei dialetti locali. In effetti, se volgiamo lo sguardo alla vicina Spagna, scopriamo che il periodo compreso tra Natale e l’Epifania è chiamato Pascua de Navidad, un tempo di festa che unisce celebrazioni religiose e popolari importanti quasi quanto quelle del periodo pasquale. Lì, non è Babbo Natale, ma sono i Re Magi a portare doni e dolci ai bambini, accompagnando il giorno dell’Epifania con sfilate colorate e musica per le strade.

Quella che nel resto d’Italia è chiamata Pasquetta, in Liguria è invece semplicemente “O lunedì de l’Angelo”, ma il termine “Pasquetta” usato per l’Epifania potrebbe avere un’origine interessante. Una possibile spiegazione risiede infatti nella consuetudine della Chiesa cattolica di comunicare proprio durante la messa dell’Epifania le date della Settimana Santa e della Pasqua, che ogni anno cambiano. Da qui potrebbe essere nato, nella tradizione popolare, l’accostamento tra l’Epifania e la Pasqua, entrambe viste come momenti di gioia e rinascita in un ciclo perenne di nuova attesa.

Ma l’Epifania in Liguria si distingue anche per un’altra particolarità che la rende unica nel panorama italiano: la calza della Befana non è, in realtà, una calza. La vecchietta gentile e un po’ magica che vola sulla sua scopa per farsi perdonare il rifiuto di accompagnare i Re Magi alla grotta del Bambino Gesù, in Liguria non trova appese le tradizionali calze colorate. Qui, secondo la tradizione, i bambini lasciavano una “scarpa in sciö barcon, ovvero una scarpa sul balcone o sul davanzale della finestra, in attesa dei doni. Lo scopo era lo stesso: ricevere qualche piccola dolcezza e un segno di fortuna per l’anno nuovo, ma con un tocco di originalità tutta ligure.

Nelle scarpe i bambini trovavano al mattino castagne secche, mandarini, qualche dolcetto, caramelle e monete di cioccolato dorate. I meno virtuosi, invece, si ritrovavano con aglio o cipolla, simbolo di monelleria e ammonimento. Oggi, però, le cose sono cambiate: camminando per le vie dei paesi e delle città liguri, le vetrine delle pasticcerie espongono graziosi scarponcini di cioccolato (nella foto di apertura, quelli esposti oggi in una delle tante pasticcerie di pregio genovesi), a volte riccamente decorati, e non di meno colmi di dolcezze. Una reinterpretazione moderna e golosa di una tradizione antica, che continua a unire generazioni e a mantenere vivo il legame con le proprie radici.

In fondo, cambiano i tempi ma non il desiderio di celebrare insieme. Le tradizioni si conservano, si rinnovano, si adattano ai nuovi gusti e alle mode, ma conservano sempre un cuore autentico. E allora, anche se sono del Sud, quest’anno invece della classica calza credo proprio che chiederò alla Befana di riempirmi la scarpa: magari mi va meglio, visto che in Liguria si dice che… anche la scarpa, alla fine, è buona da mangiare.


 

 

 

 

 


 


 

 

 

 

Photos by Sara Albano

 

Scritto da Sara Albano

Laureata in Scienze Gastronomiche , raggiunta la maggiore età sceglie di seguire il cuore trasferendosi a Parma (dopo aver frequentato il liceo linguistico internazionale), conseguendo in seguito alla laurea magistrale un master in Marketing e Management per l’Enogastronomia a Roma e frequentando infine il percorso per pasticceri professionisti presso la Boscolo Etoile Academy a Tuscania. Dopo questa esperienza ha subito inizio il suo lavoro all’interno della variegata realtà di Campoli Azioni Gastronomiche Srl, , dove riesce ad esprimere la propria passione per il mondo dell'enogastronomia e della cultura alimentare in diversi modi, occupandosi di project management in ambito di marketing e comunicazione e consulenza per il food service a 360°, oltre ad essere il braccio destro di Fabio Campoli e parte del team editoriale della scuola di cucina online Club Academy e della rivista mensile Facile Con Gusto.

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