Cipolle "meteorologiche"

A San Paolo, la lettura delle cipolle dorate per le previsioni metereologiche del nuovo anno è tradizione antica, nelle Marche e non solo

Cipolle "meteorologiche"

Una goccia che cade nell’acqua, le migrazioni degli uccelli, i ritmi del cuore sono solo alcuni dei tanti fenomeni che appartengono a quello che la scienza in una parola chiama “caos”. L’evoluzione delle condizioni metereologiche appartiene anch’essa allo studio dell’imprevedibile e dei fenomeni complessi.

E se nel corso del '900 Frate Indovino divenne celebre anche per le sue azzeccate previsioni meteo date in anticipo per tutto l'anno, in un'epoca più remota si tentava di prevedere l’andamento del clima attraverso delle pratiche rituali esoteriche portate avanti anche tra le mura domestiche. Ne è un esempio la lettura delle cipolle, una tradizione che sembra essere nata nelle Marche per poi diffondersi in diverse altre regioni italiane.

La tradizione orale ha provveduto a tramandare per generazioni questa usanza che sembra risalire al Medioevo, quando l’attività più diffusa era quella agricola e conoscere l’andamento del clima era molto importante per i futuri raccolti. Le cipolle non sono mai mancate nelle case rurali, e qualcuno inventò l’uso degli spicchi per fare le previsioni del tempo.

Si racconta che il duca di Montefeltro adoperasse anche lui le cipolle, dato che le condizioni climatiche potevano decidere delle sorti di una battaglia, e ci sono anche tracce documentate di una guerra vinta dal duca proprio perché i suoi nemici non avrebbero prima consultato le cipolle. La data più spesso scelta per la lettura delle cipolle da quando il rito laico si è voluto vestire di una componente cristiana, è la notte tra il 24 e il 25 gennaio, detta la notte di “San Paolo dei Segni"

Il 25 gennaio infatti ricorre il giorno di commemorazione dell'atto di conversione di san Paolo, che fu abbagliato da una luce innaturale mentre percorreva la via che lo portava a Damasco. I contadini, in questa “notte di marca” per molti aspetti analoga a quella di san Giovanni del 24 giugno, credevano di poter trarre auspici dai segni della natura.

Secondo altre tradizioni, i giorni utili alla interpretazione dei segni delle cipolle sono tre: il primo giorno dell’anno, il 12 gennaio e infine il 24 gennaio, sempre di notte. Ma cosa si fa durante queste notti? Occorre una cipolla, né bianca né rossa ma rigorosamente quella dorata, la si taglia in 4 parti (le stagioni) e da ciascuno spicchio si prendono tre strati (o catafilli) che rappresentano il trimestre .

Si dispongono poi  gli strati su un tagliere, sei in una prima fila e sei nella seconda e su ciascuno di essi (che rappresenta un mese dell’anno) si mette una stessa quantità di cristalli di sale grosso. Dopo il tramonto del 24 gennaio si dispone il tagliere sul davanzale e rivolto verso est e all’alba del giorno dopo,osservando per 15-20 minuti ogni strato, si potrà avere il responso atteso per ciascun mese dell’anno appena iniziato.

Dove il sale si è sciolto ci sarà neve o pioggia, dove è rimasto intatto il tempo sarà bello, dove sarà solo in parte sciolto il tempo sarà invece variabile. Trarre le previsioni dalle cipolle è una pratica divinatoria che si chiama crommiomanzia; essa si adoperava anticamente anche nel Nord Europa con cipolle intere per conoscere dal loro germogliare sottoterra il futuro delle donne da marito oppure lo stato di salute di una persona. Se la lettura delle cipolle oggi è ancora praticata così come accade per altri rituali divinatori è perché, senza nulla togliere a quanto fanno sempre meglio la scienza e la tecnologia, alcune tradizioni appartengono ai nostri avi e perciò ci sono care e ci piace conservarne la memoria.

Photo via Pixabay / Canva

Scritto da Elena Stante

Laureata in Matematica nel 1981 presso l’Università degli Studi di Bari, dal 1987 al 2023 ha insegnato Matematica e Fisica presso il Liceo Ginnasio Aristosseno di Taranto .Ha partecipato ai progetti ESPB, LabTec, IMoFi con il CIRD di Udine e a vari concorsi nazionali ed ha collaborato con la nomina di Vice Direttore per la regione Puglia alla rivista online Euclide, giornale di matematica per i giovani. Le piace correlare la scienza al cibo, nonché indagare su storie e leggende, e con Prodigus inizia il suo percorso di redazione di contenuti golosi per gli utenti del web.

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