Conoscere l'acquaponica

C'è un futuro sostenibile che passa per la coltivazione dei vegetali in ambienti a riciclo d'acqua continuo (insieme ad animali acquatici)

Conoscere l'acquaponica

Il mondo agrario è l’espressione e la sintesi perfetta di come tradizione e innovazione debbano procedere di pari passo: la cultura, le consuetudini e l’esperienza da una parte unite alle innovazioni, al progresso e alla tecnologia dall’altro, rappresentano la vera chiave di svolta. La sostenibilità sembra essere ormai l’obiettivo primario per il futuro; l’acquaponica è una risposta a questa esigenza impellente, anche in campo agro-alimentare.

Per definizione l’acquaponica è la coltivazione agricola di piante unita all’allevamento di animali acquatici in un ambiente a riciclo d’acqua continuo e chiuso. Questo significa che è un sistema sostenibile e simbiotico che permette di coltivare, all’interno o all’esterno, le piante con la stessa acqua dei pesci. Il termine infatti unisce le due parole acquacoltura e idroponica, dando origine così ad una forma nuova di agricoltura mista all’allevamento

Si parla di sistema simbiotico in quanto le piante e i batteri puliscono l’acqua per i pesci. I pesci mangiando producono gli scarti necessari e creano le giuste condizioni nell’impianto; i batteri ricoprono un ruolo fondamentale nell’economia dell’impianto perché replicano i processi naturali che avvengono comunemente nel terreno e le piante assorbono i nutrimenti e puliscono l’acqua che ritorna ai pesci. Ciò significa che il normale ciclo dell’azoto porta alla trasformazione dei composti organici consentendo ai batteri “buoni” di convertire i rifiuti dei pesci in nutrimento per le piante avviando il processo di nitrificazione (l’ammoniaca viene convertita in nitriti e poi in nitrati).

Le piante, attraverso le radici immerse nell’acqua ricca di azoto, “bevono, si nutrono e fito-depurano l’acqua che, in continuo movimento e ben ossigenata, ritorna pulita (attraverso un sistema di pompe idriche) direttamente nella vasca dei pesci. L’acqua, a ciclo chiuso e continuo, costituisce l’elemento per la formazione e la sopravvivenza dell’ecosistema che risulta essere perfettamente in equilibrio.

Ad osservare l’ecosistema che si crea, è facile individuare i molteplici vantaggi che l’acquaponica produce: primo fra tutti si tratta di un sistema di agricoltura e allevamento 100% sostenibile, con un risparmio di acqua pari al 90% rispetto alle metodologie tradizionali (ad esempio per produrre un chilogrammo di lattuga con agricoltura tradizionale occorrono circa 40745 litri di acqua , a fronte dei 4/5 litri con l’acquaponica) e un bassissimo consumo di energia elettrica.

Dal punto di vista alimentare e nutrizionale, i prodotti ottenuti (frutta, verdure e ortaggi) sono sani e sicuri con un elevato standard di qualità che garantisce le stesse proprietà organolettiche in modo più etico e responsabile. Inoltre, non si utilizzano prodotti chimici o fertilizzanti di sintesi né antibiotici riducendo al contempo gli inquinanti nell’aria, nell’acqua e nel suolo. L’ambiente sempre controllato permette anche di ridurre i patogeni esterni limitando così gli infestanti e ciò che ne consegue.

Infine, la produttività di un impianto di acquaponica è maggiore (fino a quattro volte superiore a quella dei metodi tradizionali) e garantisce produzione ad alta intensità di coltivazione per metro quadrato e reddito per tutto l’anno (pena tuttavia la destagionalizzazione dei prodotti agricoli). Ovviamente ogni impianto di acquaponica ha le sue caratteristiche che variano in relazione all’ambiente e alla temperatura di aria e acqua, alla qualità dell’acqua stessa (per esempio il PH), alla tipologia di pesci e piante impiegati e richiede un importante investimento iniziale soprattutto per la strumentazione necessario al continuo controllo e monitoraggio della qualità dell’acqua, garanzia della salute dei pesci e della salubrità dei prodotti ortofrutticoli.

Questo sistema combinato non è, a dire il vero, una scoperta del tutto recente; i primi ad utilizzare questa combinazione furono addirittura i Babilonesi e le antiche civiltà fluviali per poi proseguire in Asia e in America con gli Aztechi. Solo oggi, tuttavia, si inizia a considerare in termini imprenditoriali questa modalità che risulta sostenibile e vantaggiosa anche rispetto alla riduzione degli sprechi (scarti, acqua reflue, ecc) e ad un uso più razionale degli spazi dedicati. Al momento con questa tecnica combinata si producono basilico, lattuga, cetrioli, pomodori, piselli, fagiolini; per quanto riguarda i pesci prevalentemente carpa, persico, gamberetti, trota e salmone.

Scritto da Viviana Di Salvo

Laureata in lettere con indirizzo storico geografico, affina la sua passione per il territorio e la cultura attraverso l’esperienza come autrice televisiva (Rai e TV2000). Successivamente “prestata” anche al settore della tutela e promozione della salute (collabora con il Ministero della Salute dal 2013), coltiva la passione per la cultura gastronomica, le tradizioni e il buon cibo con un occhio sempre attento al territorio e alle sue specificità antropologiche e ambientali.

0 Commenti

Lasciaci un Commento

Per scrivere un commento è necessario autenticarsi.

 Accedi


Altri articoli