Cocktail Mimosa & Co.

Gli sparkling drink a base di frutta e vino frizzante sono ideali per festeggiare la festa della donna e brindare all'8 marzo (in giallo e non solo)

Cocktail Mimosa & Co.

Il cocktail Mimosa ha origini avvolte nel mistero. Secondo alcuni, è stato inventato presso l’Hotel Ritz di Parigi negli anni ’20 del secolo scorso; secondo altri, è una rivisitazione del Buck’s Fizz, il capostipite degli sparkling drink che hanno come unici ingredienti la frutta fresca ed un vino frizzante (prosecco, uno spumante brut o champagne).

Il Buck’s Fizz fu creato nel 1921 dal primo barista del Buck’s Club di Londra. Questo club per gentiluomini fu fondato nel 1919 per volontà di una scelta élite di militari inglesi che nel primo dopoguerra vollero dare al proprio club un tocco di unicità dotandolo di un American Bar che accoglieva anche membri americani. Potrebbe darsi che il nome Buck’s Fizz derivi da “buckskin”, termine inglese che sta per “pelle scamosciata”, il tipo di pelle con cui si confezionano a quei tempi i guanti maschili.

Il Buck’s Fizz si ottiene mescolando 4 parti di succo d’arancia e 6 parti di champagne. La sua freschezza, l’aroma dolce delle arance mature mitigato dalle bollicine dello champagne che intensificano la percezione dell’acidità e la sua bassa gradazione alcolica fecero apprezzare il Buck’s Fizz dalle giovani donne delle famiglie altolocate in tutta Europa. Il Buck’s Fizz, inoltre, entrò nella seconda codificazione IBA (International Bartender Association) nel 1987, e fu confermato in quella successiva nel 1993.

Quando questa dissetante bevanda giunse in Italia, il suo nome potrebbe essere stato trasformato in "cocktail Mimosa" per il colore che richiama quello dell’omonimo fiore primaverile. Il Mimosa è diventato tanto popolare e gradito alle donne, che insieme alla tipica torta mimosa è diventato protagonista dell’8 marzo, la giornata internazionale della donna per un festeggiamento tutto in giallo. Il cocktail Mimosa ha infatti tutt'oggi gli stessi ingredienti del Buck’s Fizz; in esso la spremuta di arance si ottiene preferibilmente da arance del tipo Sanguinello o Moro, ma anche da altri tipi di arance mature mentre è vivamente sconsigliato l’uso del succo pronto che si trova in commercio.

Secondo quanto consigliano esperti barman, il succo va filtrato e versato lentamente in un bicchiere tipo flûte ghiacciato contenente champagne. Si mescola delicatamente il succo con un bar spoon dal basso verso l’alto per non alterare l’effervescenza dello champagne. Ma il Mimosa e il Buck’s Fizz non sono identici per le dosi anche se gli ingredienti sono gli stessi. Per il Mimosa infatti occorrono 5 parti di succo d’arancia e 5 parti di champagne. Una più semplice variante del Mimosa è quella in cui il succo d’arancia è aggiunto a vino prosecco sempre in parti uguali; questo abbinamento lo rende molto simile ad altri sparkling drink come il Bellini, il Tintoretto, il Rossini e il Tiziano.

Il Bellini fu inventato nel 1948 da Giuseppe Cipriani, proprietario dell’Harry’s Bar di Venezia reso famoso da Ernest Hemingway ; esso  si prepara con succo di pesca e prosecco oppure spumante brut. La ricetta originale del Bellini prevede  3 parti di purea di pesca bianca e 4 parti prosecco; per il suo nome Cipriani prese spunto da una mostra di dipinti del Giambellino, il cui vero nome era Giovanni Bellini.

Il Tintoretto, la variante del Bellini preparato con succo di melagrana e prosecco, fu invece un omaggio al pittore veneziano e per il Rossini Cipriani volle celebrare il compositore pesarese mescolando una purea di fragole al prosecco. Infine c’è il Tiziano, preparato con succo d’uva fragola e prosecco, di cui non si conosce l’origine ma il nome potrebbe legarsi al colore violaceo di qualche opera del grande pittore.

Il cocktail Mimosa si è diffuso in tutto il mondo e nei paesi anglosassoni è sempre presente nel brunch domenicale o negli aperitivi. Si può anche preparare facilmente in casa, provando anche a sostituire il succo d’arancia con quello di ananas. Il Mimosa nella sua ricetta originale è stato riconosciuto cocktail ufficiale IBA nel 2004: tuttavia esso non compare nella lista dei più famosi cocktail bar per via della sua semplicità. Dalla fantasia dei barman sono scaturite altre sue varianti in cui sono presenti altri succhi di frutta o liquori e guarnizioni esteticamente accattivanti.

Il fascino della semplicità ha contribuito a rendere oggi il Mimosa una bevanda intramontabile che riesce a battere in eleganza ciò che è pggi tendenzialmente più sofisticato ed elaborato. Gli abbinamenti col cibo? Il Mimosa si accorda ai pasticcini dolci ma anche alle tartine, al salmone affumicato e ai formaggi cremosi, e per questo è un classico da servire con successo anche nell'ambito dei buffet. 

Photo made in AI

Scritto da Redazione ProDiGus

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