Una…spirale di bontà!
Una poesia di Luigi Fiacchi (anche noto con lo pseudonimo di Luigi Clasio) dedicata ad una conversazione immaginaria tra una rosa e un'ortica
L’Ortica e la Rosa
A una Rosa verginella
Così disse un dì l'Ortica:
Onde vien che sì nemica
Ogni mano è sempre a me?
Onde vien che mi flagella
Ogni mano, e al suoi mi toglie?
Sì che ornai dov'io germoglie
Sulla terra or or non v' è.
Pungo, è ver, con la mia spina
Chi mi tocca ardito e preme;
Ma se questa è colpa, insieme
Io con molti errando vo.
E tu, Rosa porporina,
Non hai tu le spine ancora?
Tu pungesti pur talora
Chi la mano avvicinò.
Eppur vivi altrui diletta,
Né vi è mai chi ti tormenti;
Te dal morso degli armenti
Anzi guarda ogni pastor.
Anzi a te la forosella
Porge il fimo, e i succhi amici,
E li versa alle radici
Sitibonde il fresco umor.
Or se in questo campo aprico
Com'io son, lu sei pungente,
Se men cruda, e men nocente
La puntura tua non è;
Ben è questa, io sì lo dico,
Inclemente, ingiusta legge,
Che la man, che te protegge,
Sia poi barbara per me.
E la Rosa disse a lei:
Pungo, è ver, sì pungo anch' io;
Ma, perdona, il viver mio
Ha uno stil, che il tuo non ha.
Tu sol pronta a punger sei;
Questa sola è la tua cura:
Io soffrir fo la puntura
Con l' odor, con la beltà.
Della Rosa è vero il detto:
Sempre in odio il vizio fu;
Sol si soffre alcun difetto,
Se ha compagna una virtù.
Luigi Fiacchi (alias Luigi Clasio)
Photo via Canva



















































































































































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