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C’è chi li definisce prodotti per vegani, ma i “formaggi” vegetali rappresentano un’alternativa interessante anche per chi non lo è?
I “formaggi” vegetali sono all’ultima moda: siamo certi che tra i nostri lettori c’è a chi sarà capitato di acquistarne uno per curiosità al supermercato, o ancora chi l’avrà assaggiato in un ristorante vegano o l’avrà addirittura preparato in casa con le sue mani. Ma per chi ancora non conoscesse questo tipo di prodotti, siamo qui pronti a parlarvene.
Anzitutto precisiamo che parleremo di “formaggi” vegetali sempre ponendo il termine tra virgolette, poiché siamo dell’avviso che meriterebbero di iniziare a chiamarsi con un altro nome, a maggior ragione vista la rapida diffusione e il gradimento da parte di consumatori non solo vegani. Scegliere di consumare questa tipologia di prodotti sta dimostrando sempre più di dipendere infatti solo in parte dagli acquisti dettati da una precisa etica, vedendoli comparire di buon grado anche sulle tavole di chi necessita di ridurre gli alimenti contenenti colesterolo (che tutti i prodotti di origine vegetale non contengono).
Attenzione però, perché qualcuno sostiene anche che i “formaggi” vegetali siano meno grassi e meno calorici: dipende. Per questo è sempre bene leggere le etichette (ricordando sempre che l’ordine di elencazione degli ingredienti va dalla maggiore alla minore percentuale contenuta degli stessi). Già in altre occasioni vi abbiamo parlato di prodotti vegani (soprattutto industriali di massa) che in realtà sono pieni di grassi (e anche aromi) per dar vita a consistenze e sapori accattivanti: nel caso dei “formaggi” vegetali, anche nel loro caso occorre leggere bene l'etichetta, benché il mercato offra anche prodotti di vera qualità che meritano tutt’altro che essere guardati con diffidenza e giudicati senza esser prima assaggiati.
In questi ultimi anni con Fabio Campoli e Azioni Gastronomiche ci è capitato di assaggiare “stracchino” di riso, “stracchino” di lenticchie fermentate, “grana” di ceci, “erborinato” di mandorle, prodotti dal gusto interessante e con in più il pregio di saziare con quantità piuttosto esigue. Questo perché le materie prime vegetali utilizzate per produrli sono ricche di proteine: basti pensare, primi fra tutti, ai legumi. Tra i più utilizzati per fare “formaggi” vegetali ci sono la soia (dalla quale deriva il tofu ma anche la panna di soia e altri prodotti che ricordano il formaggio spalmabile), le lenticchie, i lupini e i ceci (questi ultimi tra i più amati per fare il “formaggio” tra le mura domestiche).
Non mancano “formaggi” vegetali a base di cereali, come riso o avena, e tra quelli a base di frutta secca i più diffusi sono alle mandorle, agli anacardi, alle noci (di vario tipo, incluse le Macadamia). I “formaggi” vegetali, inoltre, hanno il pregio di non contenere lattosio (disaccaride tipico del latte animale) e di essere generalmente molto più poveri di sale rispetto ai formaggi classici, oltre a contenere più fibre. Inoltre molti di essi sono aromatizzati in modo assolutamente naturale, utilizzando erbe o spezie o attraverso l’innesto di specifiche colture microbiche starter per innescare fermentazioni che daranno vita a nuovi connotati aromatici e di texture.
La prossima volta che ve ne capiterà l’occasione, dunque, non perdetevi l’assaggio, ma sempre leggendo prima bene l'etichetta e ricordandovi che gli ingredienti sono su di essa riportati in ordine quantitativo utilizzato nella ricetta.
Photo via Pexels
Scritto da Redazione ProDiGus
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