I cetrioli nell’arte sacra rinascimentale

Nei quadri del pittore Carlo Crivelli (e non solo) l’immagine del cetriolo si accosta a quella della Madonna: come mai?

I cetrioli nell’arte sacra rinascimentale



 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


 

Due quadri esempio del pittore rinascimentale italiano Carlo Crivelli: "Madonna col Bambino" (1480 ca., conservato presso la Pinacoteca civica Francesco Podesti ad Ancona) e Madonna Lochis (1475, conservato nell'Accademia Carrara di Bergamo) - immagini tratte dal web (clicca su di esse per ingrandirle e osservarle meglio)

Ci avete mai fatto caso? Nei quadri che raffigurano la Vergine Maria con il Bambino Gesù, opera di alcuni pittori rinascimentali come Carlo Crivelli e Andrea Mantegna, compaiono spesso frutti e ortaggi con l’intento di celebrare la fecondità, la gioia e la prosperità di tale immagine. Veri trionfi vegetali, arricchiti da belle foglie e talvolta anche fiori, sparsi per il dipinto o sistemati ordinatamente come a formare dei veri festoni che circondano le figure sacre nel rispetto della tradizione del dono che porta abbondanza: ma ogni frutta o verdura che si sceglieva di immortalare recava in sé uno specifico significato simbolico. La mela e il fico sono frutti legati alle vicende del Peccato originale, e venivano rappresentati spesso nei dipinti raffiguranti la Madonna e il Bambino per indicare che grazie agli accadimenti divini non si trattava più di frutti proibiti. 

Notare nel quadro delle ciliegie rosse parlava invece già dal futuro sacrificio di Gesù attraverso il suo stesso sangue. Ma se c’era una verdura che da sempre risultava “fuori luogo” allo sguardo, quelle erano le cucurbitacee, rappresentate dal cocomero o dal cetriolo, spesso di forma allungata. Simbolo di fecondità prodigiosa, questa rappresentazione diveniva così in questi dipinti simbolo ulteriore della purezza di Maria madre vergine, casta ma prospera, pura ma feconda, vera “Immacolata concezione”. 

Scritto da Anna Maria Stante

Diplomata in canto lirico – timbro soprano presso il Conservatorio di Lecce, e docente di musica presso l’istituto comprensivo Madonna della Camera di Monteparano (Taranto).

Appassionata anche di lettura e di cucina, adora cimentarsi sempre in nuovi esperimenti ai fornelli. 

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