Le patate Lady Viola

Ricche di colore e buone proprietà, le patate Lady Viola Vitelotte firmate da Perle della Tuscia sono un vero tesoro per cucina e salute!

Le patate Lady Viola

Qualche tempo fa vi avevamo già parlato delle patate in fatto di origini, storia, varietà principali, proprietà e usi in cucina: ma poco tempo fa nella cucina di Fabio Campoli abbiamo visto approdarne una tipologia davvero particolare, ovvero le patate Lady Viola Vitelotte prodotte dall’azienda Perle Della Tuscia, fiore all’occhiello del territorio viterbese per le sue produzioni agricole di alta qualità, termine che rappresenta la vera e propria mission di questa realtà, la quale punta ogni giorno a mantenere elevatissimi gli standard da rispettare lungo tutta la filiera produttiva.

Le patate che siamo abituati ad acquistare normalmente sono del tipo a pasta bianca o gialla, dalla buccia gialla, marroncina, o al massimo rossa: ma ne esistono anche a pasta viola, blu e rossa, e con il mutare del colore della polpa, varia in analogia anche il colore della buccia. Patate considerate “di nicchia” perché di bassa resa produttiva, spesso di aspetto non uniformi e piuttosto piccole (al contrario di quanto richiede il mercato “di massa”), ma un vero tesoro da portare in tavola: è proprio per questo che Perle Della Tuscia ha puntato non sulla sola Lady Viola Vitelotte, ma su molteplici varietà di “patate colorate”, dalla Delizia Blu alla Doppia Delizia e la Cuore Rosso.

La scelta delle migliori sementi, il rapporto collaborativo con agricoltori di fiducia, il rispetto dei tempi della natura e delle tradizioni agricole, nonché terreni, acqua e sole tutti italiani, danno vita a questi prodotti dalle ottime caratteristiche nutrizionali, nutraceutiche e culinarie. Originaria delle Ande (proprio come le sue “sorelle gialle”), la patata Lady Viola Vitelotte è detta anche “patata tartufo” o “patata nera”, appellativi perfetti a descriverne l’aspetto scuro e bitorzoluto. Possiede sia una buccia che una polpa viola, dolce e morbida, leggermente farinosa, quindi perfetta per ottenere gnocchi, crocchette, sformati e purè dal colore sorprendente.

Una buona parte del colore delle patate Lady Viola Vitelotte (conferito da sostanze antiossidanti dette antociani) è contenuto nella buccia: preferite quindi cuocerle intere per poi pelarle, tagliarle e utilizzarle nelle varie preparazioni, e inoltre, se dovete ricavarne una purea, piuttosto che pelarle a mano con un coltellino, preferite pressarle intere in uno schiacciapatate affinché anche i pigmenti contenuti nella buccia si trasferiscano nella polpa. Come ci insegna lo chef Fabio Campoli, le bucce resteranno intrappolate all’interno dell’attrezzo da cucina senza passare per i forellini, quindi potranno essere facilmente rimosse man mano che si procede schiacciando le patate al suo interno.

Le patate Lady Viola Vitelotte anche semplicemente fatte a cubetti e cotte al forno, da sole o insieme ad altri tuberi e radici tagliati a cubetti. Potranno rappresentare anche una base più colorata e saporita per un’insalata di mare servita insieme alle patate gialle, nonché un condimento o una farcitura di patate “a sorpresa” per ravioli e tortelli, polpettoni di carne, torte salate e focacce. Il loro gusto è in tutto e per tutto simile a quello delle patate, ma la polpa è molto raffinata, a tal punto da sciogliersi in bocca, facendo percepire un gentile e piacevole retrogusto di castagna.

La produzione delle patate viola non è solo una moda, ma è vera storia per Perle Della Tuscia, che le coltiva ormai da più di 15 anni nei propri terreni siti a Grotte di Castro, di origine vulcanica. Le elevate proprietà antiossidanti delle patate viola dell’azienda sono state documentate anche da uno studio eseguito presso i laboratori "Food, Plant & Drugs" condotto dal Dott. Alessandro Grosso dell'Università di Tor Vergata, dal quale emerge l’aiuto che danno all’organismo per combattere i radicali liberi responsabili dell'invecchiamento cellulare.

Raccolte ancora oggi accuratamente a mano, le patate Lady Viola Vitelotte hanno dalla loro parte una forte resistenza naturale alle malattie in campo e anche alla siccità. È inoltre una coltura più sostenibile per l’ambiente rispetto a molte altre: nonostante le più basse rese, questa cultivar infatti non necessita dell’impiego di molti fertilizzanti o sostanze di difesa dai parassiti. Non vi resta che cercarle e provarle subito, ricordando di conservarle sempre in luogo fresco, buio e asciutto per evitare che germoglino ed aumentarne il tempo di conservazione.

 

 

Scritto da Sara Albano

Diplomata al liceo linguistico internazionale di Taranto, sua città di nascita, raggiunta la maggiore età sceglie di seguire il cuore trasferendosi nella food valley d’Italia, conseguendo la laurea magistrale in scienze gastronomiche presso l’Università di Parma, per poi intraprendere un master in Marketing e Management per l’Enogastronomia a Roma e il percorso per pasticceri professionisti presso la Boscolo Etoile Academy a Tuscania, dopo il quale ha subito inizio il suo lavoro all’interno della variegata realtà di Campoli Azioni Gastronomiche Srl,  dove si occupa oggi di back office, redazione e project management a 360°, sia in ambito di ristorazione ed eventi, che in ambito di attività che coniugano la gastronomia ai settori dell’editoria, del marketing e della comunicazione. 

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