L’annona

Anche chiamata cirimoia o anona, un frutto che cresce anche in Calabria e Sicilia e presenta ottimo gusto e proprietà

L’annona

Introdotta per la prima volta in Italia a Palermo nel 1797 (all’interno del suo Orto Botanico), l’annona è un piccolo albero originario dell’America tropicale, si ritiene delle aree montuose peruviane ed ecuadoregne, quindi di aree con clima subtropicale, dal clima caldo umido oppure fresco. Di annona esistono 50 specie diverse, delle quali le più diffuse nella coltivazione sono A. muricata, A. squamosa (o blanca in Spagna o pinha in Brasile), A. reticulata, ma quella più nota e coltivata, specialmente nel bacino del Mediterraneo, è A. cherimola. 

Attualmente coltivata in Sicilia e nella provincia di Reggio Calabria (mista ad agrumi, riprodotta in genere per seme, purtroppo con scarsi risultati quantitativi, qualitativi ed economici), oltre che in Campania e riviera ligure (in luoghi riparati), date le esigenze di tipo tropicale molte specie di annona non si sono adattate ai nostri ambienti (vedi la muricata), mentre altre stentano limitandosi semplicemente a sopravvivere. Il maggiore produttore di frutti chiamati anche “cirimoia” in Europa è la Spagna (circa 3.000 ettari), mentre nelle arre di origine la coltivazione investe particolarmente Cile, Bolivia, Perù, California, Hawai, India e Filippine. Coltivazioni esistono anche in Israele, Africa del Sud, Australia e Nuova Zelanda. 

Negli Stati Uniti le cultivar che hanno dato i migliori risultati prendono i nomi di Bays, Bonita, Booth, Whaley, Carter e Ott. La più nota cultivar spagnola è la Fino de Jete o Blanca (A. squamosa), i cui frutti hanno un sapore molto delicato e maturano presto (a settembre), mentre altre sono pronte da ottobre a dicembre, come la Campas. In Cile le cv più coltivate sono la Conchalisa e Bronseada. Anona cherimola è pianta esigente, sia perché vuole un clima mite, non troppo freddo e non troppo caldo, sia perché predilige terreni fertili, soffici (quindi non compatti), senza ristagni di acqua (quindi ben drenati). In Italia l’anona se lasciata crescere liberamente si presenta come un arbusto, alto fino a sei sette metri, mentre se coltivata con razionalità è un albero di 4-5 metri di altezza. Le foglie in parte cadono in primavera, sono ovate, pubescenti sulla pagina inferiore.

In analogia con l’avocado, anche per l’anona l’area di coltivazione coincide in pratica con quella degli agrumi. La pianta resiste al freddo intenso ma solo per brevi periodi. Oltre a temere i venti di tramontana e richiedere abbondanti irrigazioni, elementi tutti tipici delle piante d’origine tropicale e subtropicale. La moltiplicazione dell’anona avviene per seme (quindi è di tipo sessuato o gamico) o per innesto (tipi asessuato o agamico) su piante selvatiche nate da seme: ovviamente per le coltivazioni a fini economici si segue il secondo metodo in quanto il primo (per motivi di duplicazione e interscambio gametico del DNA) è tipico di coltivazioni domestiche oppure amatoriali, nelle quali poco importa se i frutti ottenuti non sono identici a quelli della pianta madre che ha prodotto il seme, ma spesso sono più scadenti. 

Anche la tecnica di coltivazione della cirimoia è molto simile a quella degli agrumi, per cui anche la pianta che dà questo frutto comincia a fruttificare in modo economicamente valido verso il 5° - 6° anno dall’impianto; la produzione è però alternante, con annate abbondanti ed altre scarse, probabilmente per carenza di insetti pronubi (quelli che operano la fecondazione incrociata portando il polline di un fiore sul gineceo di un altro fiore, come api, vespe, bombi, ecc.). I fiori hanno un profumo delicato; anche il legno dell’anona è delicato, per cui l’albero si schianta facilmente per attacchi di parassiti xilofagi o radicali o per avversità atmosferiche.

La riproduzione dell’anona può essere fatta anche in casa, per hobby naturalmente: da un frutto maturo si prendono alcuni semi, si lavano, si fanno asciugare su carta assorbente; si pianta poi in un vaso a 1 cm d profondità, con la punta verso il basso. Dopo qualche settimana vengono fuori le piantine, da trapiantare in altro vaso quando raggiungono l’altezza di almeno 15 cm. Le piante vorranno acqua sia sulle foglie che sul terreno, gradiranno luce ma non sole diretto. 

I fiori sono solitari o in gruppi di 2-3, caratterizzati dall’essere proterogini, cioè aventi un polline che resta vitale per poche ore, creando notevoli difficoltà di impollinazione. Il frutto ( chiamato chirimuya nelle zone d’origne, da cui cirimoia in italiano) è in realtà un’infruttescenza (insieme di frutti uniti tra loro e derivati da una infiorescenza, gruppo di fiori ravvicinati, in genere su un unico asse fiorale), ricca di semi scuri, dal peso di circa 300 g (ma si registrano anche i 900 g), a forma di cuore (cherimonya vuol dire cuore freddo), di colore esterno verde giallo, con polpa bianco avorio, pastosa e molto aromatica, profumata, saporita, fondente. Dai frutti, viste le caratteristiche, si ricava per fermentazione una bevanda alcolica molto apprezzata nei Paesi d’origine, oltre che altrove per la preparazione di innovativi cocktail. 

Nel bacino del Mediterraneo la raccolta della cirimoia o annona si pratica di solito tra ottobre e novembre, quando maturano i frutti formatisi con la fioritura di primavera (maggio); quelli provenienti invece dalla fioritura della tarda estate (agosto), pochi in realtà, si raccolgono in marzo aprile dell’anno successivo. La raccolta si fa a mano quando i frutti virano di colore dal verde intenso al verde chiaro, e i frutti devono essere consumati entro una settimana è difficoltosa perché i frutti devono essere staccati a mano. 

Dal punto di vista nutrizionale possiamo certamente affermare che la cirimoia è un frutto che nutre senza essere toppo energetico, ricco di minerali e vitamina C; in dettaglio in 100 g di frutto la parte edibile è pari al 74%, le kcal sono pari a 75, il contenuto di acqua è del 78%, di proteine il 1,8%, di grassi lo 0,2%, di zuccheri (glucosio, fruttosio e saccarosi) il 16%, oltre a fibra per il 2,2%, potassio 250 mg, fosforo 35 mg, manganese 34 mg, cloro 37 mg, solfo 6 mg, vit. C 43 mg, vit. E 0,27 mg, oltre a niacina e biotina. Gli aspetti salutari sono quindi evidenti, arricchiti anche dalla presenza di annonacina C35H64O7, un polichetide naturale con proprietà antiossidanti e antitumorali, che comunque resta una neurotossina per cui è sempre bene non esagerare nel consumo di anona (anche se poco probabile vista la scarsa presenza in commercio, almeno in Europa).

I frutti sono molto delicati e vanno raccolti ancora non maturi (essendo climaterico, il frutto dell’anona maturerà dopo, trasformando le cellulose in pectine, divenendo non solo più dolce ma anche più morbido per intenerimento delle pareti cellulari degli strati che compongono il frutto). L’anona una volta acquistata si deve conservare in frigorifero, vista la rapida maturazione. Il sapore dell’anona viene da molti definito come una miscela di mango, fragola, ananas e banana, con una sfumatura di vaniglia secondo alcuni gourmet, e può essere pienamente avvertito consumando il frutto da solo, aiutandosi con un cucchiaino, da affondare senza privare il frutto della buccia. Ovviamente con questo frutto esotico si preparano anche sorbetti, gelati, dolci, confetture e altre golosità, vista la fantasia senza limiti di chi opera in cucina.

Note bibliografiche

  • Forte, Nuovo dizionario tecnico di agricoltura, Edagricole
  • Forte, Frutti esotici coltivabili in Italia, Edagricole
  • Baldini – Marangoni, Coltivazioni arboree, Ed. THEMA
  • F. Franceschi, Frutti Tropicali e Semitropicali (Esclusi Gli Agrumi), Ed. Forgotten Books
  • De Marchi, Frutta esotica in tavola, Ed. Sonda
  • M. Tribioli, Avocado e altri frutti esotici, Ed. Gribaudo

Scritto da Luciano Albano

Laureato con lode in Scienze Agrarie presso l’Università degli Studi di Bari nel 1978, ha svolto servizio come dirigente del servizio miglioramenti fondiari della Regione Puglia presso l’Ispettorato Agrario della città di Taranto. Appassionato di oli e vini, ha conseguito il diploma di sommelier A.I.S. e quello di assaggiatore ufficiale di olio per la sua regione

Specializzato in Irrigazione e Drenaggio dei terreni agricoli presso il C.I.H.E.A.M. di Bari (Centre International de Hautes Etudes Agronomiques Mediterraneennes)" . Iscritto all'Ordine dei Dottori Agronomi della Provincia di Taranto. Iscritto nell'Albo dei C.T.U. del Tribunale Civile di Taranto

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