Un 2020 a tutto pesto

Potrebbe presto diventare patrimonio UNESCO, ne aumentano le vendite e una sfida attende il 28 marzo a Genova i campioni del mortaio

Un 2020 a tutto pesto

Alzi la mano chi non potrebbe rinunciare alla cremosità, al delizioso sapore ed all’intrigante profumo del pesto alla genovese! Siamo certi che sarete in tanti, anche perché la celebre salsa (utilizzata classicamente per condire un buon piatto di pasta, ma non solo) è tra le più amate anche dal pubblico straniero, che nelle visite turistiche in Italia non manca di assaggiare tutte le sue specialità, tra le quali questa è certamente tra le più irrinunciabili.

Nell’ultimo biennio, anche in patria si registra un aumento considerevole delle vendite di pesto pronto nei supermercati, sia nella versione fresca che a più lunga conservazione. Le statistiche fanno registrare un +4,8%. Una crescita guidata da un aumento dei volumi e dei prezzi medi, mentre diminuisce l’attività promozionale in favore del prodotto, proprio perché se ne vende comunque tanto.

Il pesto viene utilizzato non più soltanto per condire la pasta ma anche per creare nuove specialità, come le bruschette, i panini e la pizza.

Esiste persino una gara mondiale di pesto al mortaio. Quest’anno il Campionato si terrà il 28 marzo, a Palazzo Ducale, a Genova. A promuovere la gustosa iniziativa la Regione Liguria, con la Camera di Commercio e il Comune di Genova. Aziende del food, associazioni, appassionati e imprenditori sostengono, anche in questa ottava edizione, il Pesto Championship.

Manifestazione importantissima per salvaguardare la tradizione (l’uso del mortaio, per esempio), i valori gastronomici liguri e italiani e per incrementare il turismo, in un territorio che ha tanto da offrire. In una città, Genova, che ritrova sempre la forza di rialzarsi, anche dopo sciagure terribili come le alluvioni e il crollo, nel 2018, del ponte Morandi.

La gara di pesto al mortaio è aperta a tutti i maggiorenni, cuochi o semplici appassionati. A valutare il loro lavoro sarà una giuria composta da 30 giudici italiani e stranieri: ristoratori, giornalisti, esperti del food e altri professionisti.

A latere, la mostra dei mortai storici delle famiglie genovesi, che quest’anno si arricchisce di attività che guardano al futuro. E a proposito di prospettive future, la salsa verde è candidata, dal 2015, a far parte dei beni “patrimonio dell’Unesco”.

Sono numerose le manifestazioni che sostengono i valori della gastronomia ligure, in Italia e all’estero. Lo scorso aprile, presso la Camera dei deputati, è stata presentata un’iniziativa volta a promuovere il condimento simbolo di Genova e della Liguria, sollecitando un’accelerazione dell’iter di accreditamento della salsa presso l’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’Educazione, la Scienza e la Cultura (Unesco). Il pesto genovese è la seconda salsa più consumata al mondo; nel rispetto delle sue origini, dovrebbe essere preparato con mortaio di marmo e pestello di legno. La tradizione vuole che le foglie di basilico siano pestate, non frullate, con uno spicchio d’aglio, pinoli, pochi grani di sale grosso, Parmigiano Reggiano e Fiore Sardo. A completare il condimento, l’olio extra vergine d’oliva Riviera Ligure Dop. Assaggiare per credere!


Fonte: Mente Locale Genova

Scritto da Redazione ProDiGus

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