Riempire le bibite di ghiaccio e utlizzarlo anche in cucina potrebbe essere fonte di contaminazioni batteriche da non sottovalutare: ecco i perchè
Cresce la passione degli italiani per il cibo “ready to eat”: e per 1 confezione su 2, la scelta è salutista
Siamo nell’era del “consumismo alimentare salutista”: questa affermazione viene confermata non solo dai recenti dati sul successo delle vendite dei “cibi senza” (glutine, lattosio, olio di palma, OGM ecc.), ma anche da quelle dei piatti pronti.
Dalle lasagne alle polpette, dai piatti vegani a quelli unici, i piatti pronti sono in grado di semplificare tanto la vita in cucina, a maggior ragione in un mondo in cui il tempo sembra scorrere sempre più velocemente. E la quarta edizione dell'Osservatorio Immagino Nielsen GS1 Italy, che ha analizzato le informazioni riportate sul packaging di 60.930 prodotti alimentari di largo consumo, registra effettivamente una risalita di questi cibi “ready to eat”, che finirebbero nel carrello della spesa soprattutto nelle stagioni non troppo esaltanti.
Tra i pianti pronti al consumo spicca la propensione all'acquisto di quelli free from (ovvero i sopra citati “senza” alcune componenti ritenute dal grande pubblico non troppo salutari), ma anche di quelli biologici nonché italiani.
I claim “prodotto in Italia” o “100% italiano”, nonché la presenza di richiami grafici come il nostro tricolore, realizza infatti il 42,9% delle vendite totali della categoria, oltretutto con trend di crescita estremamente dinamici (+17% nell'anno mobile).
Tra le diciture riportate sulla confezione, le più utilizzate nei piatti pronti sarebbero al momento "senza conservanti" (presente nel 34,4% dei prodotti, con il +8,2% di crescita annua), seguito da "pochi grassi" (28,9% di quota e +6,9% di crescita annua) e "senza additivi" (22% di quota e +23,3% di crescita annua).
Ma fa riflettere molto che anche la dicitura "adatto a una dieta vegana/vegetariana" sia un elemento sempre più presente sul packaging di piatti pronti e non, con i consumatori che scelgono di abbracciare le diete meat free sempre con più frequenza.
Fonte: ANSA
Scritto da Redazione ProDiGus
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