Un connubio storico che merita di celebrato attraverso nuovi spunti per la tavola
Pablo Neruda immagina un piatto come "disco centrale del mondo, pianeta e planetario", oggetto di congiunzione tra l'uomo e la vita
Ode al piatto
Piatto,
disco centrale del mondo
pianeta e planetario:
a mezzogiorno,
quando il sole,
piatto di fuoco,
corona
l’alto giorno
piatto
compaiono
sopra le tavole del mondo
le tue stelle
le pletoriche costellazioni
e si riempie di minestra la terra,
di fragranza l’universo,
fin quando il lavoro
non chiama di nuovo i lavoratori
e ancora una volta
la sala da pranzo diventa un vagone vuoto,
mentre i piatti ritornano
nella profondità delle cucine.
Liscio, semplice recipiente
Ti forgiò la sorgente su una pietra,
poi la mano umana
imitò
la cavità
e il vasaio copiò la sua freschezza
perché il tempo col suo filo
lo collocasse definitivamente
tra l’uomo e la vita:
il piatto, il piatto, il piatto,
ceramica speranza
conca santa
esatta luce lunare nella sua aureola,
tonda bellezza di diadema.
Pablo Neruda (tratto da Odas elementales, 1954)
Photo made in AI



















































































































































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