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Il dessert tipico di Taiwan che prende il nome di awkeotsang e prende vita da una particolare specie asiatica di fico rampicante
Nel romanzo “Le strane storie di Fukiage” scritto da Banana Yoshimoto, la protagonista in cerca della sorella gemella Kodachi scomparsa fa ricorso ad una anziana donna chiaroveggente, affiancata da una ragazzina che traduce le sue profezie per i clienti.
Alla previsione di un futuro incontro con un uomo che potrà cambiare la vita della protagonista, la ragazzina aggiunge di vedere l’awkeotsang e chiarisce: “Si tratta di un dessert tipico di Taiwan, una gelatina fatta con la pectina naturale di un frutto. Quest’uomo ha un legame con Taiwan”. Ebbene la pianta da cui si ottiene questa gelatina è il Ficus pumila nella varietà awkeotsang, una specie di fico rampicante tipico di Taiwan e di altri Paesi dell’Asia Orientale che hanno lo stesso clima dell’isola.
La gelatina di Aiyu, chiamata gelatina di ghiaccio a Singapore, è ottenuta dal gel dei semi del frutto di questo fico; utilizzata anche nella cucina taiwanese la si può trovare fresca anche in negozi specializzati del Giappone e perfino in scatola nelle Chinatown di tutto il mondo. Quando si aggiunge al gel di semi del dolcificante e del succo di lime o di limone, il risultato è una bevanda nutriente che si trova nei mercati di Taiwan o presso gli ambulanti di Singapore. Secondo il racconto tramandato oralmente, a scoprire la pianta fu un commerciante taiwanese che nel 1800, fermatosi a bere l’acqua di un torrente, vide una sorta di gelatina giallastra nell’acqua ed ebbe una incredibile sensazione di freschezza nel berla.
Sulle rive del torrente cadevano i frutti del Ficus pumila, fichi piuttosto grandi che assumono il colore viola scuro se maturi. I semi di questi fichi giunti a maturazione cadevano in acqua e il loro gel appiccicoso rendeva gradevole il gusto dell’acqua. L’uomo portò a casa alcuni fichi e strofinandone i semi aggiunse alla gelatina ottenuta del miele e limone ottenendo una bevanda dolce e rinfrescante.
Essendo uomo d’affari pensò di delegare alla figlia quindicenne la vendita del prodotto, e si racconta che il nome della gelatina sia per l’appunto il nome della ragazza. Il prodotto è presto diventato una tipicità taiwanese; la raccolta dei frutti si effettua da settembre a gennaio prima della loro completa maturazione. I fichi sono quindi divisi a metà ed essiccati alcuni giorni rigirandoli ogni tanto.
Oggi si trovano in vendita sia i fichi secchi che i semi staccati dalla buccia ed essiccati. Per la preparazione della gelatina i semi del Ficus pumila si mettono in un sacchetto di stoffa di cotone e si immergono in acqua fredda ; strofinando e spremendo i semi senza romperne il guscio, si estrae il gel di colore giallo chiaro simile a quello del tè. Questo gel diventa gelatina più consistente se tenuto al fresco oppure in frigorifero e, dopo la gelificazione, si serve con miele e succo di limone o lime ma si può anche usare per addizionare altre bevande zuccherate. La gelatina di Aiyu è anche alla base dell’o-aew, un dessert a base di ghiaccio tritato divenuto popolare a Phuket in Thailandia.
L’ utilizzo dei semi di awkeotsang è giunto in Tailandia tra la fine dell’Ottocento e i primi del Novecento attraverso i coloni cinesi Hokkien immigrati a Phuket per lavorare nell’industria mineraria dello stagno. L’o-aew è ottenuto mescolando alla gelatina di aiyu il succo estratto dalla banana nam wa; si aggiunge del solfato di calcio per favorire la gelificazione e si lascia riposare il composto per una notte. Si serve con ghiaccio tritato e sciroppo.
Photo made in AI
Scritto da Redazione ProDiGus
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