La crema reggina

L’estate sta finendo, ma siamo ancora in tempo per viaggiare: perché non recarsi a Reggio Calabria per assaggiare la sua speciale crema?

La crema reggina

Una delle più interessanti attrazioni di Reggio Calabria è il Museo Archeologico Nazionale che ospita i Bronzi di Riace, capolavori noti in tutto il mondo, trattandosi di due fra le pochissime statue greche in bronzo rinvenute pressoché intere risalenti in tutta probabilità al periodo del V secolo a.C. L’estate volge al termine, e ci si appresta a riprendere la vita quotidiana più intensa: perché non approfittare ancora di un weekend per godersi la cultura, il sole e le prelibatezze calabresi nello splendido capoluogo? 

Tra di esse, il visitatore non potrà tirarsi di certo indietro dal degustare, soprattutto nella stagione calda, una specialità come la crema reggina. Nonostante il suo nome richiami alla mente la crema per guarnire i dolci, la crema reggina rappresenta in realtà un ottimo gelato, inserito dal Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali nell'elenco dei Prodotti Agroalimentari Tradizionali (PAT) della regione Calabria. La storia che si tramanda da tanti anni sull'origine di questo gelato racconta che negli anni '50 un pasticciere reggino, Giuseppe Caridi, mentre stava preparando una crema pasticciera si accorse di non avere più farina, e decise di aggiungere il rum all'impasto. Avendo però esagerato col liquore decise di aggiungere frutta candita e gocce di cioccolato per vendere il suo prodotto come un nuovo gusto. 

Oggi il gelato dal colore rosa chewing-gum è uno dei più richiesti da clienti e turisti di Reggio Calabria nei mesi caldi. La popolarità della crema reggina è inoltre aumentata grazie allo scrittore e illustratore inglese Edward Lear, autore del libro Diario di un viaggio a piedi. Reggio Calabria e la sua provincia. La ricetta del gelato è top secret per i maestri gelatai di Reggio: per quel che se ne sa, deve essere lavorato a mano, e una volta aggiunto il latte pastorizzato alla mistura di base, si deve lasciare il composto a riposare per mezz'ora, e solo in seguito aggiungere il rum per mantecare il gelato. Solo in ultimo andranno aggiunte la frutta candita e le gocce di cioccolato. 

Che lo preferiate nel cono o nella coppetta, ma anche come farcitura di morbide brioche o ancora in un goloso frappè. questo gusto di gelato merita sicuramente un assaggio, così come meriterebbe con il suo gusto pieno di varcare i confini della sua regione di nascita ed essere più apprezzato e conosciuto. 

Del resto, a Reggio Calabria il gelato artigianale è arte pura: nel 2018 vi è stato celebrato il Festival del gelato artigianale chiamato "scirubetta", parola di probabile origine araba che significa bevanda fresca o sorbetto. Se poi ci si sposta a Pizzo Calabro è assolutamente da non perdere l’assaggio del famoso "Tartufo di Pizzo", un gelato alla nocciola dal cuore di cioccolato fondente fuso, ricoperto di cacao in polvere e cannella in superficie, primo gelato a marchio IGP in Europa. Perciò, cari buongustai, non perdete occasione di ricercare nei vostri viaggi le migliori specialità italiane: una volta trovate, fatevi avanti e rispettate le gole in fila! 

Scritto da Elena Stante

Laureata in Matematica nel 1981 presso l’Università degli Studi di Bari, dal 1987 insegna Matematica e Fisica presso il Liceo Ginnasio Aristosseno di Taranto .

Ha partecipato ai progetti ESPB, LabTec, IMoFi con il CIRD di Udine e a vari concorsi nazionali e collabora, con la nomina di Vice Direttore, alla rivista online Euclide, giornale di matematica per i giovani.

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