Esistono tanti vegetali dalle sfumature di gusto similari ma al contempo ben distinte, da conoscere per un risultato più consapevole in cucina
Il mondo dell’energia solare evolve e migliora con l’aiuto della natura passando dalla chimica alla tavola in cucina!
I benefici del peperoncino per il nostro organismo sono cosa ormai nota: ricchi di proprietà antibiotiche, digestive, cardio protettive e antinfiammatorie, oggi però è la capsaicina - l’elemento che rende il peperoncino piccante al palato – ad essere al centro di innovativi studi su tutt’altro versante, quello delle energie rinnovabili e dei pannelli fotovoltaici.
Nell’ottica di soppiantare l’uso dei combustibili fossili alla base, tra le altre cose, anche dei cambiamenti climatici che stiamo vivendo, l’energia solare rappresenta una vera alternativa e la tecnologia relativa al fotovoltaico fa passi da gigante, rendendo l’approvvigionamento di energia solare sempre più conveniente e competitivo rispetto alle altre forme alternative. Alla base delle celle fotovoltaiche troviamo dapprima il silicio, poi la perovskite, oggi un materiale del tutto naturale e decisamente sorprendente: il peperoncino, o ad essere più precisi, la capsaicina in esso contenuta.
Dopo anni di utilizzo del silicio per la produzione delle celle fotovoltaiche, si è iniziata ad utilizzare la perovskite, in grado di assorbire più facilmente la luce del sole; tuttavia, questo materiale fatica a trasformare i fotoni in elettricità. Il fisico Qinye Bao, della East China Normal University di Shanghai, ha iniziato a studiare cercando un “additivo” facile da utilizzare, meno costoso e che non presentasse le controindicazioni della perovskite. Così si è accorto che, aggiungendo la capsaicina alle celle, queste miglioravano sia la capacità di conduzione dell’energia elettrica sia che erano in grado di ridurre la perdita di calore. Le molecole di capsaicina, infatti, modificano la densità degli elettroni liberi di circolare all’interno dei pannelli e migliorano notevolmente l‘efficienza di conversione da energia solare a energia elettrica (cioè il rapporto tra l’energia luminosa ricevuta dal sole e l’energia elettrica prodotta). Il tutto con una sostanza completamente naturale e facilmente reperibile; in una nota dell’Università si legge in proposito che “è assoluta priorità selezionare biomateriali sostenibili, la capsaicina è a basso costo, naturale, sostenibile e abbondante sulla terra” (cfr. articolo pubblicato sulla rivista Joule).
Nella stessa direzione si inserisce lo studio sulla caffeina (condotto dall’Università della California) che pare stabilizzare e rendere più efficienti (più 3%) le celle fotovoltaiche di perovskite che diventerebbero così più performanti raggiungendo i livelli di quelle tradizionali in silicio, ma a costi decisamente inferiori e utilizzando un “additivo” completamente naturale ed ecosostenibile.
La ricerca biotecnologica applicata al fotovoltaico non si interessa solo al peperoncino, ma in un più ampio spettro di ricerca e selezione di biomateriali sostenibili, a basso costo e abbondanti sul pianeta, studia anche una specifica tipologia di sale di magnesio (cloruro di magnesio) che si trova in abbondanza nei mari e in cucina sotto forma di addensante (ne è particolarmente ricco il tofu). Questo sale potrebbe sostituire un componente tossico impiegato nella produzione dei pannelli fotovoltaici: il tellururo di cadmio.
Spinti dalla ricerca e dall’innovazione, possiamo realmente auspicare in un futuro prossimo di realizzare celle fotovoltaiche e pannelli solari che non solo forniranno energia elettrica pulita ma saranno anche ecosostenibili dal punto di vista della produzione e, perché no, più economici.
Scritto da Viviana Di Salvo
Laureata in lettere con indirizzo storico geografico, affina la sua passione per il territorio e la cultura attraverso l’esperienza come autrice televisiva (Rai e TV2000). Successivamente “prestata” anche al settore della tutela e promozione della salute (collabora con il Ministero della Salute dal 2013), coltiva la passione per la cultura gastronomica, le tradizioni e il buon cibo con un occhio sempre attento al territorio e alle sue specificità antropologiche e ambientali.



















































































































































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