Il carrello italiano è green

Secondo l’ultimo rapporto Nielsen, i consumatori sono più attenti all’ambiente, al rispetto degli animali e dei lavoratori dell’agroalimentare

Il carrello italiano è green

Il 18% dei prodotti presenti negli scaffali dei supermercati e oltre il 19% del giro d’affari dei punti vendita è green. È facile riconoscere gli alimenti che lo sono: i produttori segnalano con specifici imballaggi gli articoli sostenibili dal punto di vista ambientale. 

Le confezioni raccontano di allevamenti “verdi”, nel caso di prodotti di derivazione animale; dell’assenza di antibiotici, nel caso di carne e uova; fanno riferimento ad espressioni come “filiera naturale”, per una grande varietà di produzioni. Il termine “biologico” è tra le parole più usate dal marketing.

Ad analizzare nel dettaglio il contenuto del carrello di una spesa media è l’Osservatorio Immagino Nielsen GST Italy: nei 12 mesi che vanno da giugno 2018 a giugno 2019, i prodotti contrassegnati come green sono cresciuti, nelle vendite, del 5,7%. Gli alimenti ottenuti con una gestione sostenibile delle risorse hanno fatto registrare un giro d’affari di oltre 2,8 miliardi di euro. 

Non si tratta soltanto di prodotti della filiera agroalimentare, ma anche di materiale di altro genere che, sul packaging, abbia indicazioni come “meno plastica”, “ridotto impatto ambientale”. Questi oggetti ottengono lo stesso successo presso i consumatori più attenti. Sono questi dati che mettono in evidenza come le abitudini degli italiani stiano cambiando, in favore di una maggiore coscienza rispetto alle conseguenze dei comportamenti quotidiani, sul contesto ambientale. 

Anche le produzioni socialmente sostenibili ricevono attenzione e cominciano a fare regolarmente parte della spesa quotidiana. Essi rappresentano il 4% di tutti i prodotti dell’Osservatorio Immagino e generano il 6% delle vendite, nella media e grande distribuzione. 

Si registra per questo genere di offerta, un giro d’affari di oltre due miliardi di euro, sulle vendite. Sapere di portare a casa un oggetto prodotto nel rispetto del lavoro di chi lo ha realizzato è importante per un numero sempre maggiore di consumatori, fortunatamente. 

Esser certi di portare a tavola pomodori o altri ortaggi che non siano stati raccolti da braccianti sfruttati e sottopagati diventa finalmente importante. Siamo agli albori del consumo responsabile, ma il fatto che i dati relativi agli acquisti consapevoli, sia per quel che riguarda il fronte green, sia per quel che concerne il sociale, siano cresciuti, fa ben sperare. Una grande attenzione, infine, è riservata anche al modo in cui gli animali vengono trattati nell’ambito dell’industria alimentare. Marchi come “cruelty free” e “friend of the sea” cominciano ad avere un peso significativo, nelle scelte di chi si reca al supermercato. Le vendite anche in questo caso sono cresciute, del 2,3%. 


Fonte: Foodweb

Scritto da Redazione ProDiGus

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