Genitori ‘distratti’ e bimbi obesi

Ma #CrescereInSalute si può!

Genitori ‘distratti’ e bimbi obesi

Genitori attenti agli stili di vita e all’alimentazione corretta di solito crescono figli a loro volta attenti, ma occhio che le buone abitudini col tempo si perdono (in Italia così come in Europa).

Quindi, bisogna più che mai insistere sulla prevenzione e sulla comunicazione, mettendo da parte quei paradigmi tipici degli anni ’50 e ’60 che, a partire da ‘grasso è bello‘, in fondo resistono ancora. È l’essenza dell’incontro “La salute si impara da piccoli - Corretti stili di vita per #CrescereInSalute“, promosso da UniSalute e di scena lo scorso settembre al San Filippo Neri di Bologna.

La premessa è di Fiammetta Fabris, amministratore delegato di UniSalute, che per il terzo anno promuove incontri pubblici a tema nei giorni della Run Tune Up:

“Aiutati dal nostro comitato scientifico- introduce Fabris- abbiamo immaginato di investire per far sì che bimbi e famiglie possano cominciare un nuovo percorso insieme. Come UniSalute, cerchiamo non tanto e non solo una risposta sulle singole prestazioni, ma una vera e propria presa in carico. Il percorso educativo è lungo, c’è bisogno di star vicini alle persone, e proprio per questo nei nostri programmi offriamo un’assistenza a cura di nutrizionisti, psicologi, medici”.

Ripartendo dai dati, secondo una recente mappatura realizzata dal Joint Research Centre della Commissione europea, il 31% dei bambini italiani soffre di obesità. Il trend viene confermato anche dai risultati del Who Childhood Obesity Surveillance Initiative (Cosi), che ha inserito l’Italia in fondo alla graduatoria col 21% di suoi bimbi obesi o in sovrappeso: uno su cinque, quindi. Ma non va meglio in Europa, dove (considerando la stima su nove Paesi) è obeso un bambino su tre. Numeri che si affiancano a quelli che tengono banco al San Filippo Neri, dove viene illustrata una ricerca ad hoc sugli stili di vita nella fascia sei-19 anni commissionata da UniSalute a Nomisma a proposito di dieta e movimento, sulla base di 4.000 interviste a bambini e adolescenti.

Spiega Silvia Zucconi, responsabile market intelligence di Nomisma:

“Emerge che la colazione viene un po’ trascurata, ad esempio, ma anche che oltre l’80% dei ragazzi pratica sport. Un ruolo fondamentale è quello dei genitori, che diventano veri influencer di stili alimentari e sportivi. Abbiamo notato - evidenzia Zucconi - una correlazione fortissima tra genitori che fanno sport e pratica sportiva nei relativi figli, e la stessa cosa riguarda lo stile alimentare: genitori attenti hanno anche bambini attenti, di solito”.

Certo, avvisa l’esperta di Nomisma, “le buone abitudini col tempo un po’ si perdono, per questo il lavoro di sensibilizzazione come elemento chiave alla base degli stili di vita corretti deve essere portato avanti con determinazione”.

Fonte: Salute Domani

Scritto da Redazione ProDiGus

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